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"ABBUFFIAMOCI COSI', SENZA BON TON: QUANDO PER UNA TARTINA SI RISCHIA LA VITA". ARTICOLO A CURA DI ALBERTO PRESUTTI SU "P5WEB"


(n° 2 - 2012)

Abbuffiamoci cosi', senza bon ton:


quando per una tartina si rischia la vita!
a cura del Maestro Alberto Presutti


Gli aperitivi costituiscono un momento piacevole d’incontro e di conversazione e il buffet, che non è altro che un pranzo in piedi, è il fulcro attorno al quale si sviluppano vernissage ed ogni altro evento sociale o mondano.

Purtroppo, l'esperienza di frequentatore di eventi, anche quale esperto di Bon Ton, mi vede costretto a testimoniare la maleducazione fino all'arroganza che i buffet paiono far scatenare anche nei partecipanti più compassati o di età avanzata.

E' davvero inverecondo come d'un tratto, a mò di sciame, tutti gli invitati, apertosi il buffet, si gettino su tartine, dolci e salati, e bevano, anzi, taluni sbevazzino, oltre misura, come mai farebbero a casa non dico loro, ovviamente, ma già di semplici conoscenti.

Tra chi si piazza davanti ad un vassoio ingollandosi in continuazione, chi, ostruito, sgomita e allunga telescopicamente le braccia a cercare di cogliere, alla cieca, con mano dalla morsa a pinza, pur che sia qualcosa di commestibile, chi altro, addirittura, munito di sacchetto di carta, strategicamente portato da casa, se lo riempie, facendo scorta di tramezzini e bignè, per la cena o la colazione del giorno dopo.

Tutti ignorano tutti, presi da una fame che pare atavica, neanche fossero stati digiuni giorni e giorni, sotto l'occhio abituato e rassegnato, dei camerieri,

Il buffet viene ripulito tanto bene da non scorgervi più neanche le briciole dell’allestimento alimentare.

Non v'è Bon Ton o Galateo che tengano o trattengano questi invasati che s'abbuffano fino allo sfinimento, rimanendo essi stessi sorpresi, dalla velocità con cui il cibo sparisca e restano a bocca aperta, delusi.

Forse un simile rimpinzarsi è un desinare compulsivo quello che il buffet eccita ed istiga, sicuramente è la morte del buon gusto e del buon senso, dell'educazione e del rispetto per chi ha fame sul serio!





"GLI INVITATI AD UN MATRIMONIO: REGOLE DI BON TON". Alberto Presutti su "SILARIVISTAPERCHISISPOA.IT"



Il Bon Ton degli invitati!
a cura del Maestro Alberto Presutti

(14 Maggio 2012)


Gli invitati ad un matrimonio devono fare la loro parte per la buona riuscita dell'evento. E' fondamentale che gli invitati abbiano un comportamento consono al Bon Ton matrimoniale.

Ricevuta la partecipazione di nozze, il Bon Ton suggerisce di darne conferma, ringraziando, e comunicando la propria presenza, sempre con un buon anticipo in quanto i futuri sposi devono organizzare al meglio il banchetto che seguirà la cerimonia e questo prevede il confermare al catering il numero degli invitati, scegliere la forma del tableaux che dispenserà la disposizione dei tavoli in sala, ecc....

Gli invitati aspetteranno l'arrivo della sposa all'interno della chiesa o della sala consiliare, e se amici o parenti della sposa siederanno a sinistra, altrimenti a destra. Le prime file sono, invece, riservate ai parenti stretti degli sposi.

Per l'abbigliamento degli invitati è bene ricordare che il Bon Ton prevede per le donne che on debbano assolutamente indossare vestiti bianchi o neri, mai particolarmente corti o scollati, o esageratamente frivoli. Al massimo, un abbigliamento in nero può andare bene solo per un matrimonio serale e quindi molto elegante.

Gli uomini non devono indossare un abbigliamento sportivo, senza la giacca. Le camicie dovranno essere sempre in tinta unita. Le cravatte di stile formale.

Il matrimonio è, prima di tutto, una cerimonia, poi anche una festa. Ma se è una festa non lo è di tipo folcloristico nè carnevalesco.

Soprattutto, gli invitati sono pregati di evitare i classici e spesso assurdi "scherzi da da matrmonio": Mai coinvolgere lo sposo, che ne è vittima prediletta, a bere in eccesso o a subire trattamenti degradanti o non in sintonia con la sua personalità che potrebbero non essere graditi e degenerare..

Dopo il matrimonio, il Bon Ton consiglia agli invitati di fare una telefonata di ringraziamento e di auguri agli sposi, entro una settimana.





"Global Etiquette: viatico per gli affari nel mondo". Per la rubrica di Business Etiquette di Alberto Presutti su "Connecting-Managers"




Rubrica di Business Etiquette

Global Etiquette: viatico per gli affari nel mondo
a cura del Maestro Alberto Presutti


Portare il “Made in Italy” nel mondo, la sua specificità ed esclusività, non è, purtroppo, più semplice come una volta, e a causa di concorrenze sleali e per via di una crisi economica globale, per cui tante nostre imprese soffrono questo problema che, però, può essere, in parte, ridotto, tramite una presenza “personale” sui mercati esteri, soprattutto quelli emergenti.


Ma andare sul posto, muoversi in loco, comporta inevitabilmente che non si possa prescindere dalla conoscenza, precisa e corretta, delle regole di business cross culture e cioè dell’Etichetta comportamentale propria dei Paesi che sono oggetto dell’interesse commerciale, a partire dai protocolli che stabiliscono la gestione degli incontri di affari, alle modalità dettagliate dei cerimoniali delle presentazioni, dalla conoscenza di ogni particolare relativo alla convivialità e alla vita di relazione fino a tutte quelle sfumature e a quei dettagli imprescindibili che, se ignorati, condurranno al più desolante insuccesso.

Infatti, può bastare un banalissimo errore, un atteggiamento non consono e tutti gli sforzi già effettuati per instaurare un proficuo rapporto commerciale si possono vanificare.

Pertanto, il concetto di partenza, della cosiddetta “Global Etiquette”, è che nessuno è migliore o peggiore dell’altro, ma ogni cultura ha le sue regole da rispettare.

Gli italiani all’estero sono recepiti, nel campo business, come eccellenti comunicatori, ma poco puntuali agli appuntamenti, poco poliglotti, tendenti a giudicare da subito, ma anche molto flessibili se è il caso. Soprattutto molto informali.

Questo è un grave handicap, poichè vi sono Paesi, specie dell’area asiatica, dove le regole sono ferree e inderogabili.

Ma come vengono recepiti gli italiani all’estero per quanto concerne la business etiquette? Eccellenti comunicatori ma prolissi, disordinati ma flessibili, poco poliglotti, ritardatari agli appuntamenti quanto informali nelle regole.

Vi sono Paesi, come la Germania e l’Inghilterra, in cui si dà molto valore alla privacy e alla puntualità, e il perfezionismo la fa da padrone.

Quindi sarà buona regola essere educatissimi e formali.

Più vicini alla mentalità rilassata italiana sono gli arabi, ma guai a non rispettare le regole musulmane che potrebbero far interrompere una riunione di lavoro per la preghiera.

In Cina attenzione massima a “non perdere la faccia” con azioni non prescritte dal protocollo comportamentale. Un ruolo fondamentale lo riveste lo scambio dei biglietti da visita. In Cina vengono dati presentandoli con due mani.

In Giappone è consigliato studiarli qualche secondo prima di riporli perché hanno lo stesso valore di un documento di identità.

In Russia, scendere a compromesso è deleterio in quanto sintomo di debolezza.

Insomma, da questi brevi esempi, si può comprendere l’importanza della “Global Etiquette” per trattare all’estero, ma questo dovrebbe anche comportare una riflessione sull’importanza dell’Etichetta anche in Italia!











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