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"Bon ton digitale, questo sconosciuto". Per la Rubrica di Alberto Presutti su "Outsidernews"




www.outsidernews.net

Rubrica di "Bon ton"

(13 Febbraio 2012)

Bon ton digitale, questo sconosciuto


Essere e non apparire. Autenticità e congruità sono caratteristiche proprie di chi ha Bon ton, in una società, anche virtuale, che tende sempre più alla finzione. La società odierna è fondata sull’immagine e apparire, specie in televisione, qualunque ne sia il motivo, l’occasione, pare fondamentale per imporre il proprio Brand.

Ma apparire non è essere, come afferma il Bon ton, in tutti i suoi precetti!

La vita non è, né deve diventare, un teatrino di vanterie e vanità civettuole.

I Tempi sono mutati, e l’apparire, se in congruità con l’essere, è importante, ma occorre tener ben presente, come dicevano i nostri avi Latini, che “est modus in rebus”, cioè, c’è una misura nelle cose.

Cos’è, infatti, il Bon ton, se non tutti quei comportamenti culturalmente desiderabili ed accettati socialmente, per cui il consiglio che ne deriva è di non esagerare mai, oltrepassando i limiti del buon senso e, in modo particolare, del buon gusto, che, purtroppo, per molti, è confine vago quanto indefinito.

Come non fare, allora, una brevissima riflessione sul mondo dei Social Network, oggi utilissimi nel consentire contatti anche professionali?

Visitando i canali Social si nota come si sia perso il rispetto non tanto e non solo di se stessi, sfogliando in pubblico il proprio diario di emozioni private, ma facendo questo, spessissimo pure coinvolgendo in fotografia o in citazione, per nome e, talvolta, per cognome, persone, quali parenti, amici o conoscenti, del tutto ignari, la cui privacy è violata con sprezzante faciloneria e gretta superficialità.

Chiedere l’”amicizia” o, nell’ambito dei Network professionali, la connessione, a qualche collega finora sconosciuto, diventa, da subito, per taluni, il modo per proporsi commercialmente o, peggio, sentimentalmente. Per “vendere” qualcosa di se stessi. Senza alcun rispetto per la privacy e la mappa delle opinioni altrui.

E’ fondamentale sottolineare che il Bon ton è rispetto di se stessi e, quindi, degli altri! Il Bon ton è la grazia del “saper vivere” senza fare gaffe, sapendo mantenere sempre e in ogni occasione, un comportamento educato. Vivere con Bon ton significa, dunque, farlo in primis quando non si è osservati.

Le Buone maniere hanno, infatti, la particolare caratteristica di non essere proprie di una classe sociale, come spesso si è voluto credere, anche per opportunismo.

Ricchi e poveri, giovani e vecchi, uomini, donne e bambini, nessuno può sentirsi esentato dall’osservanza del Bon Ton, che se tale, non si fa notare, generando armonia e benessere, in ogni contesto ed ambiente!






"Bon ton nel sociale e nel lavoro". Per la Rubrica di Alberto Presutti su "Outsidernews.net"





Rubrica di "Bon ton"

31 Gennaio 2012

Bon ton nel sociale e nel lavoro

 
Il Bon Ton e il Galateo possono essere ben paragonati alle regole del Codice della Strada, che pedoni ed automobilisti, egualmente devono rispettare affinchè non si creino ingorghi, siano rispettate le precedenze, non accadano incidenti.

Sapersi destreggiare nel traffico senza incorrere in sanzioni, saper percorrere la strada provinciale quanto l’autostrada, senza timore, equivale a saper stare al mondo, ora globalizzato, in ogni evento sociale e professionale senza la paura di non essere all’altezza, quindi di sbagliare direzione, limite, precedenza e di essere multati o, in altre parole, di essere notati come persone non educate, non rispettose dei codici che sono dati per armonizzare e far andare bene il traffico come la vita.

Chi non rispetta il Codice della Strada, dunque, perderà punti in patente, chi non rispetta le Buone maniere non ha rispetto di sé e dell’altro e non sarà mai un interlocutore affidabile a cui mettere in mano affari o progetti importanti e delicati.

Le Buone maniere consentono di distinguersi socialmente e di fare la differenza in ogni occasione, mondana e conviviale, evitando quelle brutte figure che lasciano un segno indimenticabile e rovinano un incontro, una conoscenza.

Nel mondo delle professioni, poi, non può valere, oggi come ieri, il motto: “L’abito fa il monaco“.

Quanto sono utili le regole di Bon Ton e quanto sia opportuno seguirle, ecco un esempio che lo spiega:

Un manager aveva incontrato ad un meeting un collega, di altra azienda, con cui pareva essere possibile una collaborazione fattiva. Era un uomo dallo sguardo intelligente e dal sorriso cordiale, vestito con proprietà, per cui scattò un invito a pranzo per parlare di lavoro.

Ma appena seduti, quest’uomo in apparenza irreprensibile, si annodava il tovagliolo nel colletto della camicia, si riempiva fino all’orlo il bicchiere di vino, e appoggiava i gomiti sulla tavola , dopo essersi tolto la giacca, senza neanche chiederne il permesso, madido di sudore nei punti sensibili.

Ordinava per sé i piatti più cari, contrallando di continuo lo smartphone poggiato sul tavolo.

Ecco, quale fiducia, quale immagine, comunica un professionista che si comporta così?




"Fumatori, dite addio alla sigaretta durante i pasti". Per la Rubrica di ALBERTO PRESUTTI in "SAPORI IN CORRIERE"





IL NUOVO Corriere di Firenze

inserto Speciale "SAPORI"


"Fumatori, dite addio alla sigaretta durante i pasti"

(4 Febbraio 2012)

Sin da quando si è bambini, bisognerebbe imparare a stare a tavola con compostezza e Bon Ton, perché non c’è niente di peggio di condividere il desco con chi non mangia educatamente.



A tavola, innanzitutto, si siede in posizione eretta, non ingobbita, le gambe raccolte e mai distese, i polsi appoggiati ai lati del piatto, il tovagliolo dispiegato sulle ginocchia solo dal momento in cui è portata in tavola la prima pietanza.


Le posate si impugnano con garbo, mai a mo’ di armi bianche, mai brandendole in aria, in specie il coltello. Si incomincia ad usare la prima posata esterna che troviamo e a seguire le altre.


Il cucchiaio va portato alla bocca di punta, non di lato. Il coltello non si userà mai per tagliare uova, legumi, insalata, dolci, torte gelato, banane.


I bicchieri non si colmano mai, si riempiono per tre quarti, al massimo. Il vino si sorseggia e se astemi si dirà: “No grazie” al momento che ci verrà offerto, comunque è consentito brindare con l’acqua, e bando alle scaramanzie!


L’acqua, anche se assetati, non si tracanna. Ricordarsi sempre di pulirsi la bocca prima e dopo aver bevuto.


Il pane lo si spezza sempre sull’apposito piattino.


I dolci molli come panne o creme si mangeranno col cucchiaino che si troverà dinanzi al piatto. Le crostate e tutti i dolci duri o semiduri, si tagliano con la forchettina.


Gli stuzzicadenti non si usano in tavola, ma si reperiscono in bagno per poi, dopo l’uso, lavarsi le mani.


E’ molto maleducato alzarsi da tavola per andare a fumare, tra una portata e l’altra.


Può capitare di macchiarsi l’abito, in tal caso mai perdere la calma nè chiedere alla padrona di casa rimedi come talco o spray. Ci si pulirà alla meglio, con self-control.


Il vero gentleman eviterà di intrattenersi con una sola delle ospiti che gli siede accanto ma dialogherà con entrambe le signore che a tavola lo affiancheranno.


Nessun commensale si approprierà della conversazione, restando banditi tutti gli argomenti scabrosi e non consoni alla tavola, come, per esempio, le diete. A tavola non si parla di lavoro né si raccontano barzellette.







"Partecipate al vostro matrimonio con Bon Ton!". Per la Rubrica di Alberto Presutti su "SI'Larivistaperchisisposa"


Gennaio 2012 - n° 65

Partecipate al vostro matrimonio con Bon Ton!



Dopo aver stilato la lista degli invitati, giunge il momento, per i futuri sposi, di pensare alle partecipazioni di matrimonio, che, come vuole la tradizione, e il Bon Ton, andranno spedite via posta o consegnate a mano almeno due mesi prima dell’evento nuziale.

La tipografia stamperà insieme con le partecipazioni anche gli inviti al banchetto nuziale che seguirà la cerimonia e, necessariamente, i biglietti da visita per i ringraziamenti da inviare dopo il viaggio di nozze a coloro che hanno fatto un regalo.

E’ opportuno stampare un numero di partecipazioni superiore del 20% al numero degli invitati previsti, per poter far fronte ad eventuali imprevisti.

A quale stile attenersi per le partecipazioni? Sarà sempre il carattere dei futuri sposi e il Bon Ton a guidare le scelte: si potrà di aggiungere al cartoncino delle partecipazioni un'immagine, un decoro, tenuto conto che le partecipazioni saranno il biglietto da visita del matrimonio.

La scelta più tradizionale è un cartoncino doppio o semplice, bianco, avorio o di colore pastello molto chiaro, stampato con caratteri in corsivo, in colore grigio, in nero o in seppia. In generale, il carattere usato dovrà essere quello di stampa che più si avvicina alla scrittura a mano.

Ai parenti stretti si consegneranno a mano. Le buste saranno prive, nella loro intestazione, di titoli accademici o nobiliari.

Grazie ad Internet si stanno diffondendo le Video Partecipazioni, un modo per stupire i propri invitati e dare un tocco di originalità al matrimonio. Possono essere fatte anche da sé, con una telecamera, tanta fantasia e la voglia di divertirsi.

Per il bon ton nuziale i costi delle partecipazioni sono a carico della famiglia della sposa, che dovrà assicurarne la relativa spedizione. A carico della famiglia della sposa resta anche la stesura della lista degli invitati, ovviamente effettata con l'aiuto della famiglia del futuro sposo.

Al giorno d'oggi, invece, sono i futuri sposi che decidono chi invitare, senza più demandare ai genitori e al potere di cassazione di questi ultimi, la lista degli invitati.

 
 
 
 

Alberto Presutti su "DEGUSTA" Di DICEMBRE


Rubrica

"MAI DIRE BUON APPETITO"




RELAZIONI INTERPERSONALI MA CON BON TON

Ogni giorno, è facile, che
simpatie e antipatie
interferiscano nelle relazioni interpersonali
migliorandole o peggiorandole.

Si dice, comunemente, che qualcuno, già appena conosciuto, possa suscitare “a pelle”, simpatia o antipatia, tanto che, appunto, sin da subito, il nostro atteggiamento nei suoi confronti sia ben disposto o, al contrario, appaia di chiusura.

Il vero problema nasce quando sarà l'antipatia a prevalere e a condizionare emotivamente e, a volte, istantaneamente, il nostro comportamento che rischierà di divenire non più ben educato.

Purtroppo, un po' tutti noi, per un motivo vero o presunto, finiamo per coltivare l'idea di avere un “nemico”. Carriera, competizione sociale, semplice screzio passionale come può accadere con l'ex coniuge con cui non si riesce a trovare un equilibrio e un accordo pacificatorio, queste ed altre motivazioni mutano i nostri atteggiamenti che diventano, per conseguenza, scorbutici, aggressivi, scostanti, persino cattivi.

Chiediamoci quale condotta consiglia di tenere il Bon Ton nei riguardi di tutte quelle persone che non riusciamo a sopportare e con cui siamo sempre sul punto di litigare, pubblicamente, anche.

Solo facendo riferimento alle regole del Bon Ton possiamo, infatti, dirimere queste situazioni tanto imbarazzanti quanto pericolose per noi e la nostra immagine e reputazione.

Quando, in un evento pubblico o mondano, il nostro malumore esorbita, per causa di una irresistibile antipatia, non evitiamo, però, di dare un saluto di circostanza che è d'obbligo per educazione e non raccogliamo mai qualsiasi provocazione tesa a sfidare la nostra pazienza.

Nel corso di un occasione conviviale o durante una festa, non potremo assolutamente permetterci di guastare la gioiosa atmosfera generale dando improvvisamente in plateali escandescenze.

Per il Bon Ton la miglior scelta che possiamo praticare è una signorile indifferenza che, contraddistinguendoci, costituirà anche un argine invalicabile.

Ogni sgarbo o scortesia nei confronti di un altro invitato, è ovvio che offenderà, di riflesso, i padroni di casa, per cui con stile e Bon Ton chiediamo, preventivamente, se ne abbiamo il forte sospetto, circa la presenza di un invitato a noi non gradito, facendo presente che in sua presenza, la nostra, non potrebbe coesistere.

Nel caso in cui non potessimo avvisare i padroni di casa, al termine dell'evento conviviale o della festa, li avviseremo che il nostro comportamento meno cordiale del solito, era dovuto ad una presenza per noi ostile, essendo questo anche un modo tacito per comunicare loro che al prossimo party non gradiremmo essere invitati se vi dovesse partecipare talaltra persona.

In conclusione, il Bon Ton ci suggerisce che la simpatia, per contro, non debba diventare mai una forma di adulazione o una fonte di complimenti esagerati, continuativi e surreali, e soprattutto, non debba piegarci a perdere la dignità e il buon gusto!


"IL BON TON DEI FUTURI SPOSI:". Per la Rubrica di ALBERTO PRESUTTI SU "REALITY" N° 62


"REALITY"

numero 62

Dicembre 2011

IL BON TON DEI FUTURI SPOSI





Il Bon Ton matrimoniale, suggerisce, ma forse sarebbe il caso di dire, impone, ai futuri sposi di non incentrare la propria attenzione, solo ed esclusivamente sulle proprie aspettative, specie in momenti afferenti all'organizzazione delle nozze, quando le fibrillazioni emotive sono ad alto voltaggio.

E' fondamentale per una buona riuscita del matrimonio che i futuri sposi sappiano dialogare tra loro, per poter perfezionare ogni aspetto dell’organizzazione nuziale, nel rispetto dei reciproci desideri, ciascuno esponendo all'altro, nella massima franchezza, quanto è imprescindibile da farsi, secondo la propria visione dell’evento.

Il matrimonio va sempre deciso in due, e solo in due, niente imposizioni o suggerimenti interessati, di parenti, amici, genitori!

Se uno dei due futuri sposi ha – per esempio - un carattere introverso, è insensato ed ingiusto imporgli di accettare un matrimonio eccessivamente festoso e movimentato, dove inevitabilmente dovrebbe partecipare a balli e scherzi, a lui non consoni.

In un evenienza simile occorre, infatti, riuscire, con pazienza, a trovare un compromesso che non spenga la vivacità della cerimonia e del successivo banchetto, alla presenza di pochi, ma buoni, veri amici, con cui festeggiare senza esagerazioni goliardiche.

I futuri sposi, possono anche correre il rischio di divenire burattini di altrui volontà o richieste, da loro non condivise, magari accettando la presenza di invitati a loro non graditi o liste di nozze comprendenti oggetti che non si addicono al loro stile e gusto, o peggio di finire impigliati nella rete delle priorità proprie del formalismo genitoriale.

Un suggerimento che il Bon Ton delle nozze, dà, è quello di saper gestire l’organizzazione del proprio matrimonio con un tocco personale dove buon senso ed inventiva si sposino, anche loro!

Non si ascoltino, poi i bisbiglii di amiche od amici che dall’alto di una vera o presunta esperienza, vogliono intromettersi ostinatamente in scelte e date. O peggio, in grottesche scaramanzie!

Per quanto riguarda la suddivisione delle spese, il Bon Ton prevede che la si debba affrontare, sin dall’inizio dei preparativi nuziali, in modo chiaro e franco, perchè dal tenore degli investimenti economici, consegue, poi, il livello e la qualità dell'evento.

Sconsigliabilissimo è l'accendere un mutuo per far sì che le proprie nozze siano “da sogno” o migliori di quelle di qualcun altro!

Nell’individuazione dei testimoni, invece, non si dovrà mai far riferimento ad amici o parenti che economicamente si trovino in pur momentanee difficoltà, non potendo così acquistare quel regalo importante che, per tradizione, il testimone di nozze è tenuto a fare.










ALBERTO PRESUTTI OSPITE AL "SALOTTO DI FIRENZE"


TORNA "IL SALOTTO DI FIRENZE"

all'insegna del Bon Ton e del Galateo





Torna a Gennaio il Salotto di Firenze con un nuovo stuzzicante appuntamento!

La filosofia di fondo nel 2012 non cambia: passare una divertente serata in buona compagnia, in un bell’ambiente, con del buon cibo e del buon vino..


Martedì 17 gennaio alle ore 20.30 uno sfizioso aperitivo in uno splendido e vero “salotto” fiorentino, in zona Via Masaccio: il primo appuntamento dell’anno sarà dedicato ad “Aneddoti di Bon Ton e Galateo”.

Se il Bon Ton è la grazia del saper vivere è anche la comunicazione efficace di noi stessi, specialmente in una serata di incontri sia sociali che professionali, in cui le buone maniere fanno la indiscussa differenza.

Il Maestro Alberto Presutti illustrerà i comportamenti a cui attenersi, il modo corretto per fare le presentazioni e tanti altri piccoli segreti di Bon Ton per le occasioni importanti.

Il costo della serata è di 20 Euro a persona. La prenotazione è obbligatoria (max 20 persone).

Per info e prenotazioni: Giuseppe 339 4470960, Natascia 333 8015133

e-mail: natasciabravi@tiscali.it







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