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"Partecipazioni matrimoniali con Bon Ton". Rubrica di Galateo matrimoniale di Alberto Presutti su "SI'LARIVISTAPERCHISISPOSA"


La Rubrica di Galateo matrimoniale
di Alberto Presutti

(Gennaio 2012)

Partecipate al vostro matrimonio con Bon Ton!


Dopo aver stilato la lista degli invitati, giunge il momento, per i futuri sposi, di pensare alle partecipazioni di matrimonio, che, come vuole la tradizione, e il Bon Ton, andranno spedite via posta o consegnate a mano almeno due mesi prima dell’evento nuziale.

La tipografia stamperà insieme con le partecipazioni anche gli inviti al banchetto nuziale che seguirà la cerimonia e, necessariamente, i biglietti da visita per i ringraziamenti da inviare dopo il viaggio di nozze a coloro che hanno fatto un regalo.

E’ opportuno stampare un numero di partecipazioni superiore del 20% al numero degli invitati previsti, per poter far fronte ad eventuali imprevisti.

A quale stile attenersi per le partecipazioni? Sarà sempre il carattere dei futuri sposi e il Bon Ton a guidare le scelte: si potrà di aggiungere al cartoncino delle partecipazioni un'immagine, un decoro, tenuto conto che le partecipazioni saranno il biglietto da visita del matrimonio.

La scelta più tradizionale è un cartoncino doppio o semplice, bianco, avorio o di colore pastello molto chiaro, stampato con caratteri in corsivo, in colore grigio, in nero o in seppia. In generale, il carattere usato dovrà essere quello di stampa che più si avvicina alla scrittura a mano.

Ai parenti stretti si consegneranno a mano. Le buste saranno prive, nella loro intestazione, di titoli accademici o nobiliari.

Grazie ad Internet si stanno diffondendo le Video Partecipazioni, un modo per stupire i propri invitati e dare un tocco di originalità al matrimonio. Possono essere fatte anche da sé, con una telecamera, tanta fantasia e la voglia di divertirsi.

Per il bon ton nuziale i costi delle partecipazioni sono a carico della famiglia della sposa, che dovrà assicurarne la relativa spedizione. A carico della famiglia della sposa resta anche la stesura della lista degli invitati, ovviamente effettata con l'aiuto della famiglia del futuro sposo.

Al giorno d'oggi, invece, sono i futuri sposi che decidono chi invitare, senza più demandare ai genitori e al potere di cassazione di questi ultimi, la lista degli invitati.








Alberto Presutti ospite Vip della XI Edizione di "Idee Sposi 2012"


Alberto Presutti, Ospite Vip, della XI Edizione
 di
organizzata da
 “Glieventi” di Carolina Ciampa


Fiera in programma dal 16 al 18 marzo 2012
all'Europa Palace Grand Hotel nel cuore di Sorrento
Hotel immerso nei vividi colori della natura e gli intensi profumi della terra delle Sirene, dove vive il fascino di un'antica Villa Sorrentina.


L’eleganza, la semplicità abbinata allo stile, il buon gusto alla personalità. Sono dell’edizione di quest’anno di “Idee Sposi”, la kermesse, giunta alla undicesima edizione, in programma a Sorrento dal 16 al 18 marzo nei saloni del Grand Hotel Europa Palace. Ingresso libero nei tre giorni di full immersion nel variegato pianeta di tutte le offerte per il matrimonio: venerdì 16 marzo dalla ore 16 alle 21, sabato 17 e domenica 18 marzo 2012 dalle ore 10 alle 21.


La rassegna è organizzata da “Glieventi” di Carolina Ciampa con la collaborazione dell’Istituto Polispecialistico Statale San Paolo di Sorrento e l’Amus (Associazione musicisti sorrentini). Sarà possibile ammirare tutto, ma proprio tutto, per le nozze: dagli abiti per lacerimonia alle bomboniere, dai gioielli ai regali, dalle fotografie, dai prodotti dell’artigianato alla assistenza finanziaria e assicurativa, fino all’arredamento del nido d’amore scelto dagli sposi.

Carolina Ciampa, storica animatrice della kermesse, ha puntato in questa undicesima edizione sulla lievitazione dell’immagine per evidenziare l’eccezionale crescita qualitativarispetto al recente passato nel settore delle offerte per il matrimonio.

Più di trenta espositori, tante aziende e tanti professionisti disposti ad ascoltare e coccolarei visitatori, i futuri sposi e le loro famiglie. Tra le chicche della rassegna, ecco i petali di rosa all’arrivo degli sposi con Helisorrento, le liste di nozze on line per i parenti residenti all’estero (lo zio che vive in America, per qualcuno, c’è oggi come ieri), la musica che resta un vanto della Divina Costiera.

Carolina Ciampa, però, ha dato ancora di più per questa edizione in fatto di innovazione nel suo percorso itinerante al vertice della manifestazione, arricchito di anno in anno daproposte interessanti. Nell’ambito della rassegna, infatti, ha inserito una serie di appuntamenti per valorizzare l’emozione legata alle nozze nel segno della tradizione e della famiglia.

Ecco così l'incontro con il fiorentino Alberto Presutti che, nello spazio «Incontra Sorrento», presenterà il suo intrigante manuale di buone maniere dal titolo «Bentornato Galateo!», pubblicato con Romano Editore.


Poi, l'incontro con lo stilista Giuseppe Tramontano, il quale esporrà nella rassegna due abiti da sposa: un modello per rappresentare i 150 anni di storia d’Italia e una creazione in linea con il terzo millennio che si ispira ai miti della Terra delle Sirene.

Giuseppe Tramontano, inoltre, sarà consegnato nella seconda giornata della kermesse un premio (un angelo, opera del maestro Federico Iaccarino, giovane e valente creatore dipastori) «per la sua determinazione e il suo lavoro che ha raccolto successi in tutto il mondo nel settore della moda».

Lo stesso premio sarà conferito ad Anna Russo Acampora, imprenditrice, albergatrice, donna, bisnonna, promotrice e sostenitrice delle tradizioni, già presidente della Fidapa (Federazione italiana donne impegnati nelle arti e nelle professioni).

Un altro appuntamento della rassegna vedrà come protagonista il fiorentino Alberto Presutti che, nello spazio «Incontra Sorrento», presenterà il suo intrigante manuale di buone maniere dal titolo «Bentornato Galateo!», pubblicato con Romano Editore.






"L'ARTE DI RICEVERE". Incontro salottiero condotto da Alberto Presutti e Silvia Silleros, a Firenze


E' L'ARTE DI RICEVERE
o
RICEVERE E' UN ARTE?

Incontro salottiero
di Buone maniere e consulenza d'immagine
condotto da
Alberto Presutti e Silvia Silleros

(Firenze, 26 Febbraio 2012)

E' stato un bel pomeriggio quello trascorso insieme alle partecipanti all'evento.

Come si allestisce la tavola? Come si ricevono gli ospiti? Qual'è il modo ed il momento per congedarsi dopo una cena importante? E se non voglio indossare la gonna come posso vestirmi per una cerimonia? E' meglio il foulard o la pashmina? Come mi vesto per una giornata lavorativa che prevede anche un aperitivo? Queste domande sono solo alcune delle tante a cui le partecipanti all'incontro di domenica 26 Febbraio, hanno avuto risposta da Alberto Presutti, Maestro di Bon Ton e da Silvia Silleros.

C'è stata anche l'occasione per mettere in pratica le nozioni apprese durante un coffee insieme.

Le partecipanti sono andate via con un piccolo dono, omaggio offerto loro e che non dovrà mai più mancare d'ora in poi nelle loro Style Bags, per avere mani sempre perfette.








"Il Bon Ton negli eventi aziendali". Articolo di Alberto Presutti su "Italiaconvention.it"


Il Bon Ton negli eventi aziendali

(27 Febbraio 2012)
Un evento organizzato con Bon Ton distingue l'Azienda, i suoi manager, i suoi brand. Il Bon Ton distende i rapporti e li facilita, e lancia microsegnali di appartenenza. Applicarne le regole conviene.


1. Il Bon Ton è marketing

Esiste ancora il Bon Ton? Certo che esiste, aggiornato, ma esiste.

Il Bon Ton è la grazia del saper vivere che consente di affrontare con tranquillità ogni situazione senza imbarazzi né complessi. Lungi dall'essere una moda o un formalità classista è invece, nella sostanza, un facilitatore di relazioni.

Come per le persone, anche per le aziende il Bon Ton è un fattore di distinzione che comunica moltissimo, e in ambito aziendale la comunicazione è marketing. Da ciò deriva che il Bon Ton è marketing, e questo gli dà subito un tocco di utilità concreta.


2. I meeting aziendali

In un evento aziendale (ad esempio un congresso) che presenti un certo carattere di formalità, valgono le regole protocollari del cerimoniale pubblico ed ufficiale.

Un punto delicato è l'attribuzione dei posti.


Nei congressi e nei convegni quando al tavolo di presidenza seggono più personalità, alla destra del presidente siede l'ospite più importante e alla sinistra il secondo per importanza, e così a scendere ai due lati. Qui non esiste la cavalleria. Il posto di uomini e donne dipende solamente dal ruolo aziendale che ricoprono.

In caso di presidenza a due le disposizioni dei posti non cambiano rispetto alla regola: la coppia di presidenti si considera come una sola persona.

Se invece al tavolo di presidenza siede il solo conduttore, alla sua destra di solito si trova il podio e gli oratori sono seduti nelle prime due file della platea. Se nella sala c'è un corridoio centrale, agli ospiti saranno riservati i posti secondo questa norma: la personalità più importante nella prima poltrona di prima fila a sinistra del corridoio, davanti alla presidenza, e simmetricamente, nel primo posto a destra, l’ospite subito meno importante, per poi alternarsi verso l'esterno (vedi figura).

Passando alla seconda fila si partirà di nuovo dall’interno verso l’esterno.



In assenza di corridoio invece:


3. I dettagli

Il rispetto dell’etichetta negli eventi dovrebbe permeare con discrezione ogni aspetto, fin nei dettagli.

Ad esempio il guardaroba, che non può mancare. Nessun ospite dovrà essere costretto a tenere il soprabito sulle ginocchia o sulla spalliera della poltrona, e se ciò dovesse accadere, una hostess si avvicinerà con discrezione all'ospite, offrendosi di portargli il soprabito al guardaroba.

La reception deve avere un numero adeguato di hostess perché non si creino code di attesa troppo lunghe. Le hostess devono dare il “buongiorno” a chi si presenta al desk ed essere veloci, cercando di risolvere ogni problema, anche della persona più distratta o sprovveduta. Nessuna darà mai del “Tu” ad un ospite anche se coetaneo, né risponderà col “Tu” a chi, poco educatamente, lo userà con lei.

Le hostess daranno indicazioni senza mai sbracciarsi, ma spiegheranno con gesti misurati.

Cartelli indicatori. Dovranno essere abbondanti ma discreti e sintetici. Un tableau all’ingresso illustrerà la conformazione della sala, le uscite, le toilette, la zona ristoro, in modo che nessuno si senta smarrito. E lì vicino il programma dell'evento con gli orari, i nomi degli oratori e possibilmente un abstract di ogni intervento.


4. Le fiere

La dinamica concitata delle fiere sacrifica spesso il Bon Ton e la Business Etiquette. Ma è veramente un'opportunità di marketing relazionale mancata: infatti dove trovate un altro "palcoscenico" così efficace per la vostra azienda, per farvi vedere e apprezzare dal vostro pubblico?

Ogni visitatore dovrebbe essere accolto nello stand come un possibile futuro cliente da trattare con riguardo, mai come un seccatore da liquidare in fretta. A maggior ragione se non lo si conosce e il suo look non è “importante”. Il Bon Ton aziendale impone uno stile impeccabile verso chiunque, e non è raro che ciò salvi da gaffe dannosissime o induca un'opinione positiva in persone che si riveleranno, poi, molto utili.


Tutto il personale allo stand dovrebbe seguire un dress code aziendale, che comporta divise né chiassose né anonime per lo staff (hostess, steward e giovani impiegati), un dettaglio più discreto ma riconoscibile per quelli di grado più alto (cravatta, spilla) comunque vestiti con una certa eleganza, sempre il badge ben visibile, sempre biglietti da visita personali e/o aziendali blind, sempre almeno un depliant aggiornato, possibilmente materiale di supporto coordinato e personalizzato (blocchi, penne, matite), un piccolo omaggio magari spiritoso, l'offerta di un genere di conforto, un caffè, una caramella, anche solo un bicchiere d'acqua a disposizione.




All’entrata del visitatore il personale di stand dovrebbe alzarsi, se seduto, e presentarsi con una stretta di mano.

Queste non sono, singolarmente, regole ferree, ma l'importante è il loro complesso, perché lo scopo è di caratterizzare il team e l'ambiente dello stand fuori dalla massa, e creare così un imprinting aziendale di stile.

E’ invece vero Mal Ton tutto quello che massifica e rende anonimo il rapporto col pubblico: ad esempio: hostess che distribuiscono materiale pubblicitario senza una parola a chiunque passi loro dinnanzi, disordine allo stand con brochure e depliant alla rinfusa a disposizione di chiunque, sciattezza nell'arredo, musica ad alto volume, stand che a mezzodì si trasformano in gastronomie e offrono lasagne e bignè sugli stessi tavoli delle trattative e delle relazioni di lavoro.

E’ stile, è immagine, tutto questo?














5. La modernità del Bon Ton

Il Bon Ton nell'evento aziendale è un "ingrediente" che rende molto di più di quel che costa, è un "profumo" che ingentilisce tutto, induce un'opinione positiva sull'azienda e fa scattare la simpatia.

Sì, la simpatia, perché il vero Bon Ton non è mai affettato, né superbo, né melenso, né snobistico. E neppure antiquato.

Il Bon Ton si aggiorna, segue i tempi e risponde alle nuove esigenze di socialità, perché il suo scopo è di mettere tutti a proprio agio.

Anche internet ha un suo Bon Ton, la cd "Netiquette", molto osservata (ma mai abbastanza) anche dai più giovani.

Per concludere, si potrebbe dire che dove c'è relazione c'è bisogno di Bon Ton. E aggiungere: dove c'è buona relazione c'è rispetto, perché il Bon Ton è, prima di tutto, rispetto e stile.






"Bon ton aiuata gli affari ". Per la Rubrica di Alberto Presutti su "Outsidernews"



www.outsidernews.net

Rubrica di "Bon ton"
(24 Febbraio 2012)

Il Bon ton aiuta gli affari


Per professionisti e manager, cocktail party e aperitivi possono costituire momenti molto utili per effettuare un efficace operazione di business networking e il buffet, che non è altro che un pranzo in piedi, è il fulcro attorno al quale si sviluppa l’incontro e la comunicazione.


Presentarsi e comunicare il proprio brand, abbisogna, nel caso del buffet, di saper tenere un comportamento consono per quanto concerne lo stile, il buon gusto e l’osservanza delle regole del Galateo.

Purtroppo, qualunque frequentatore di eventi mondani o professionali nei quali il buffet è presente, può riscontrare e testimoniare la maleducazione fino all’arroganza che si impossessa, scatenandosi, spesso anche nei partecipanti più compassati o di età avanzata.

E’ davvero inverecondo come d’un tratto, a mò di sciame, tutti gli invitati, apertosi il buffet, si gettino su tartine, dolci e salati, e bevano, anzi, taluni sbevazzino, oltre misura, come mai farebbero a casa non dico loro, ovviamente, ma già di semplici conoscenti.

Vi è chi si piazza davanti ad un vassoio, ingollandosi in continuazione, chi, ostruitosi il passaggio tra lui stesso e il buffet, sgomita e allunga telescopicamente le braccia a cercare di cogliere, alla cieca, con mano dalla morsa a pinza, pur che sia qualcosa di commestibile, chi altro, addirittura, si colma il piatto fino a creare una piramide, facendo scorta di tramezzini e bignè, quasi non avesse cenato o fatto colazione da giorni e giorni e morisse di fame.

E così, c’è chi parla con la bocca piena e le labbra non nettate, mentre altri si ostinano a fare presentazioni tra persone che stanno deglutendo e non riescono ben a sillabare il proprio nome e cognome, mentre piatti e bicchieri, di cui nessuno si disfa, stanno ad ergersi come barriera nella comunicazione contro tutte le leggi della prossemica e del Bon ton.

Il cibo pare dividere più di quanto riesca ad unire, in queste occasioni, e il dilemma amletico “mangio o comunico” trova soluzione nel soddisfacimento del primario bisogno alimentare.

Tutti ignorano sostanzialmente tutti, sotto l’occhio abituato e, oramai, dallo sguardo rassegnato, dei camerieri.

Non v’è Bon ton o Galateo che tengano o trattengano e gli stessi invitati che s’abbuffano fino allo sfinimento, rimangono sorpresi, dalla velocità con cui il cibo sparisca, delusi.

Forse è un desinare compulsivo quello che il buffet eccita ed istiga, sicuramente è la morte del Bon ton e del buon senso, dell’educazione e del rispetto per chi ha fame sul serio!



"Simpatie e antipatie all'insegna del Bon ton ". Per la Rubrica di Alberto Presutti su "Outsidernews"



www.outsidernews.net

Rubrica di "Bon ton"

(18 Febbraio 2012)

Simpatie e antipatie all'insegna del Bon ton


Nella vita quotidiana, è facile che fattori di attrazione ed antipatia giochino un ruolo predominante nelle relazioni interpersonali. Spesso simpatie e antipatie nascono, come suol dirsi, “a pelle” ma è l’antipatia a coinvolgerci emotivamente e a volte, istantaneamente, portandoci a tenere atteggiamenti non propriamente educati.


Chi non ha un “nemico” per causa di carriera, di competizione sociale, o semplicemente per screzio passionale come l’ex coniuge con cui non si è mai trovato un equilibrio e un accordo pacificatori?

Quale comportamento ci consiglia il Bon ton nei riguardi di queste persone che non riusciamo a sopportare?

Oggigiorno, sono le regole del Bon ton utili a dirimere queste situazioni imbarazzanti.

Se in un occasione pubblica o conviviale, il nostro malumore tracima, causa una antipatia, non evitiamo un saluto di circostanza che è d’obbligo per educazione e non raccogliamo qualsivoglia altrui provocazione.

Durante una cena o nel corso di una festa, non potremo mai permetterci di avvelenare la gioiosa atmosfera generale dando in escandescenze o usando modi di sfida plateali.

Secondo il Bon ton l’indifferenza, la calma e il buon gusto, devono contraddistinguerci.

Ricordiamoci sempre che se ospiti, ogni sgarbo o scortesia nei confronti di un altro invitato offende, di riflesso, i padroni di casa, per cui con stile e Bon ton restiamo imperturbabili e con classe superiore, frutto di una autodisciplina che è bene saper coltivare, non diamo occasione per apparire noi gli sgarbati, privi di buona creanza e di gentilezza!

Certo, al termine dell’evento a cui partecipiamo, avviseremo i padroni di casa che il nostro comportamento meno cordiale del solito, era dovuto ad una presenza per noi ostile, cosicché, tacitamente, comunicheremo loro che al prossimo party non gradiremmo essere invitati se vi dovesse partecipare talaltra persona.

Assolutamente da non fare, per i principi propri del Bon ton, – precedentemente all’accettazione di un invito – è domandare chi siano gli altri ospiti, piuttosto avviseremo che non gradendo incontrare Tizio o Caia, piuttosto preferiremmo non intervenire, scusandocene, poiché non sussistono buoni rapporti con costoro.



"IL GALATEO E LA SUA RISCOPERTA". INTERVISTA AD ALBERTO PRESUTTI SU "WWW:POSTPOPULI.IT"



POSTPOPULI

Blog - Settimanale quotidiano
di informazione, cultura e approfondimenti

LA RISCOPERTA DEL GALATEO

Introduzione e intervista a cura di Nicola Pucci

(19 Febbraio 2012)


Nel nome della varietà e dell’originalità ci piace oggi affrontare un argomento che raramente trova spazio in questi tempi di commercio selvaggio e valori buoni per la spazzatura: ebbene sì, cari amici, parleremo di buone maniere, e per farlo presentiamo chi di educazione e gentilezza se ne intende, il Maestro Alberto Presutti, esperto di Bon Ton e Galateo, nonché scrittore e poeta che ci rilascia questa breve intervista.


1- Che cosa significa oggi, nell’epoca della maleducazione, il Galateo?

Il Galateo è il “faro”, mai come oggi, nelle nebbie della maleducazione, per ritrovare la luce di comportamenti civili e rispettosi di se stessi e degli altri in ogni ambito ed occasione.

2- In cosa consiste esattamente la sua attività professionale? Ci parli del suo lavoro.

Sono un formatore, quindi mi occupo di insegnamento, quale libero professionista, nel campo delle Buone maniere e della “Business and Global Etiquette” per i professionisti e le aziende. Quindi, tengo corsi e workshop in tutta Italia e nella Svizzera italiana, oltre a collaborare come esperto di Etichetta matrimoniale con la Rai e con Sky.

3- Lei è anche autore di poesie. La poesia ha ancora un senso, in un mondo editoriale in cui non ha più molto mercato?

Nasco come poeta estemporaneo e performer, e arrivo all’insegnamento del Galateo proprio perché le Buone maniere sono la poesia del quotidiano. La poesia è un’arte e una voce dell’interiorità, ed esisterà sempre, indipendentemente dal mercato editoriale. Esiste per i poeti.

4- Come vede l’Italia, dal punto di vista dell’educazione e del buon gusto? In che condizioni siamo, rispetto agli altri paesi?

In Italia uno sfrenato individualismo ed opportunismo hanno preso sempre più campo. Purtroppo i mass media, e in primis la televisione, non operano più in senso educativo, ma veicolando il cattivo gusto e la volgarità, ritenendo che siano un traino per trascinare le masse, e pian piano hanno diseducato anche i giovani e i bambini. Ora è arrivato il momento della svolta, del ritorno al Bon Ton!

5- Lei organizza pure cene di Bon Ton e Galateo. Come si svolgono?

Non di solo corsi, infatti, è il mio insegnamento, ma anche di momenti ludici e conviviali, come le mie quattro “Cene di Bon Ton” che, tematicamente, affrontano in “pillole” di Galateo sostanziale, argomenti come il corteggiamento, gli affari , il saper bere, lo stare a tavola.


IL GALATEO NON PASSA MAI DI MODA

Le Buone maniere sono la grazia del saper vivere.

Riappropriamocene attraverso la lettura di

un Manuale adeguato ai nostri tempi moderni,

firmato dal Maestro Alberto Presutti





“BENTORNATO GALATEO!”, edito da Romano Editore di Firenze, è la nuova opera di Alberto Presutti, maestro di cerimonie e docente di Business Etiquette, e nasce nelle aule dove lui insegna quale formatore.

Le Buone maniere sono il motore della vita, afferma Presutti nel suo sito www.albertopresutti.it, e consentono di tirarsi sempre fuori dall’imbarazzo nel momento del bisogno, e dunque di non sfigurare mai.

L’utilità di questo manuale – che è, peraltro, di facile lettura, semplice ed efficace, quindi consigliato a tutti –, è che si tratta un vademecum tascabile, da poter consultare in ogni situazione della vita quotidiana. È suddiviso in ventuno agili capitoli, che si occupano di settori del Galateo mai frequentati da altri esperti, come il “Galateo del colloquio di lavoro” o il “Galateo condominiale”.

Grazie a questa opera di Alberto Presutti, dopo quattro secoli e mezzo dalla pubblicazione del trattato di monsignor Della Casa, pubblicato postumo nel 1558, il Galateo torna ad essere un manifesto da leggere e rispettare, indirizzato in particolare alle giovani generazioni, che devono comprendere che l’educazione e il rispetto di sé e degli altri sono viatico di progresso civile e di corretti rapporti umani.

Il Maestro Presutti è un personaggio noto in tutta Italia nel campo del Galateo, essendo anche consulente di Rai e SKY, lo si può vedere spesso sugli schermi televisivi.


Il manuale può essere ordinato, facilmente, all’Editore scrivendo a ordini@romanoeditore.it al costo di Euro 10,00 + spese postali.











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