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Il Bon Ton del Gran Ballo delle Debuttanti. Alberto Presutti quale maestro di cerimonie per preparare Debuttanti e Cadetti


Alberto Presutti forma con lezioni di Bon Ton
le Debuttanti e i Cadetti
del "Gran Galà del Ballo delle Debuttanti"
a Stresa


E’ iniziato il conto alla rovescia per il grande giorno. Entra finalmente nel vivo per le venti Debuttanti 2012 l’esperienza che le porterà al Gran Galà del Ballo delle Debuttanti “Il tuo primo ballo” che si svolgerà a Stresa nello splendido scenario dell’Hotel Regina Palace il prossimo 31 marzo a partire dalle ore 20. L’organizzazione è anche quest’anno dell’Associazione Apevco, una “No Profit” che si prefigge, attraverso questo importante evento, lo scopo di promuovere il territorio del Verbano Cusio Ossola, dal punto di vista delle bellezze naturali e di quello delle sue eccellenze artigiane.


Le debuttanti saranno accompagnate dagli allievi della Scuola Militare Teuliè di Milano. La giovane che verrà eletta Debuttante 2012 avrà diritto a partecipare gratuitamente all’omonimo ballo della Scuola Militare milanese.

Particolarmente gradita quest’anno la presenza del Maestro Alberto Presutti autore di “Bentornato Galateo” che impartirà lezioni di bon ton alle debuttanti oltre ad essere presente con il work shop “vino e bon ton” nel BD STRESA EXPO.

Per informazioni:

www.associazioneapevco.com, associazione.apevco@gmail.com tel. 0323 403070 - 0323 340604 - 349 5602949 - 388-3835190.















Alberto Presutti su "DEGUSTA" numero 151/ 2012




Rubrica di Bon Ton

(numero 151/ 2012)

I BAMBINI E IL RISPETTO DEL BON TON

Le regole vanno impartite con continuità e pazienza:
meglio mostrare ai bambini i giusti comportamenti
piuttosto che rimproverarli.



Una cosa è certa: il Bon Ton e il Galateo non hanno età di esclusione, per cui non è mai scusabile un bambino maleducato per il solo fatto di essere una creatura piccola, ed inerme.


Mai abituare il proprio bambino a comportarsi a tavola come meglio crede, da piccolo selvaggio, senza regole, questo atteggiamento diverrà insopportabile durante i pranzi e le cene dei periodi festivi, come quello natalizio o di Capodanno.

Il bambino mangia con la bocca aperta, non vuol usare il tovagliolo e gli preferisce la manica della camicia, fa cadere in terra le posate, si distende sulla tavola con le sue braccine, rovescia i bicchieri colmi d'acqua o di vino?


Invece di osservarli sconsolatamente, o brontalarli urlando più di loro, la soluzione migliore per abituare i bambini alle Buone maniere è dare sempre il buon esempio. Infatti i bambini hanno la caratteristica di imitare gli adulti, e quindi sfruttando questa loro peculiarità, già si otterrà dei risultati utili.


Oggi è più difficile riuscire a fare questo rispetto ad un tempo passato, perché sono rari i momenti in cui si mangia tutti insieme in famiglia, se escludiamo le feste.

Il Bon Ton consiglia, per educare i bambini al Galateo, di apparecchiare la tavola con molta cura, in modo che risulti avere un aspetto invitante così che non vi sia motivo per il bambino di avere altre distrazioni ed alzarsi in ogni momento. E' bene, poi, stabilire che non ci si deve alzare continuamente e senza chiedere il permesso, che la tavola è un momento importante della giornata, che va rispettata perchè vi siedono tutti i componenti della famiglia. Queste regole vanno impartite con continuità e tanta pazienza.


Stare educatamente a tavola è anche il frutto del controllo del corpo, al quale bisogna abituare il bambino. Non basta dirgli che sbaglia, il Bon Ton suggerisce di spiegargli come fare le cose in modo corretto, quindi mostrargli come tenere in mano la forchetta e il coltello, da maneggiare con attenzione, aiutandolo ad esercitarsi.








"L'Eleganza come marchio di Bon ton ". Per la Rubrica di Alberto Presutti su "Outsidernews"


www.outsidernews.net 

Rubrica di "Bon ton"
(18 Febbraio 2012)

L'Eleganza quale marchio di Bon ton


Quale senso ha, oggi, parlare di eleganza? Se il significato originario della parola latina “elegantia” significa “capacità di saper scegliere”, guardiamo oggi gli uomini tutti uguali con il loro “completino” nero o blu, indossato sin dal mattino, quale divisa che dà un senso di sicurezza per sentirsi affermati sul lavoro e cosa allora potremmo dedurre se non che l’eleganza non esiste più!

D’altronde, c’è chi ritiene che l’eleganza sia un dono, un talento innato. E in parte può essere anche vero. Ci sono persone che sanno vestirsi meglio di altre. Ma nessuno è condannato ad essere anonimo o semplicemente banale.

E nessuno per vestire può solamente fidarsi del proprio istinto.

L’eleganza, come suggerisce il Bon ton, è un’arte che possiamo apprendere e coltivare.

Ricordiamoci, infatti, che l’abito ci racconta, parla di noi, dei nostri gusti, della nostra cultura, del nostro ambiente di provenienza, della nostra azienda, della nostra famiglia, di nostra moglie, se siamo sposati. L’abito è spesso decisivo per farci giudicare, dunque!

Quando siamo vestiti bene, ci sentiamo a nostro agio, e questa sensazione positiva la trasmettiamo sia nel lavoro che in società, sia durante un appuntamento galante.

Sempre i latini dicevano che: “Elegantes fortuna adiuvat”. Ma cosa è che rende veramente elegante? E’ seguire una tendenza? E’ fare riferimento ad un “dress-code”? E il “dress-code” soffoca l’individualità? Possiamo essere noi stessi pur rispettando un palinsesto di regole? E se la regola è importante, non lo è ancora di più ciò che la giustifica, cioè il principio?

La risposta a queste domande non può essere univoca, quindi non sarà mai esatta in senso assoluto.

L’Avvocato Agnelli sosteneva che solo a quarant’anni si diventa veramente eleganti. Vent’anni occorrono infatti per apprendere e altri venti per dimenticare. Occorre tempo, dunque, per imparare le regole necessarie del Bon Ton dell’Eleganza e attendere l’ indispensabile oblio per riappropriarsi della libertà e raggiungere l’obiettivo agognato: Il proprio stile.

Uno stile unico, personale, certo rispettoso delle regole del Bon ton ma che possono e anzi devono essere ignorate solo se perfettamente conosciute e così poi reinterpretate con il proprio gusto. Un obiettivo cui molti tendono, pochi però arrivano a raggiungere e troppi invece, purtroppo, continuano ad ignorare.

L’eleganza è un arte che si è affinata fino alla sua essenza. In altre parole è arrivare a comprendere quei punti fermi da rispettare se si vuol essere ben vestiti.

Portare bene una giacca o un tailleur, significa far comprendere agli altri perché si deve indossare questo capo, e solo questo. E perché lo si è scelto per “quella” occasione e non si è scelto un altro capo.

E’ bene affermare un “dress to impress”.

Perché nella vita occorre sapere come presentarsi al meglio. Perché l’abito fa il monaco se siamo monaci interiormente e quindi dietro il vestito non vi sia il vuoto spinto.

Occorre dunque conoscere e seguire il “Percorso del Bon ton dell’Eleganza”, un itinerario fatto di conoscenza dei prodotti, consapevolezza di se stessi e di chi ci circonda, scegliendo con logica i capi da acquistare, sapendo abbinare con gusto i capi da indossare, e soprattutto contestualizzando il giusto abito per ogni occasione.

Una volta percorse tutte queste tappe, si arriverà all’eleganza, la via naturale dell’essere, perché, ricordiamoci che l’eleganza non ha tempo, ma ha il nostro tempo!










"Partecipazioni matrimoniali con Bon Ton". Rubrica di Galateo matrimoniale di Alberto Presutti su "SI'LARIVISTAPERCHISISPOSA"


La Rubrica di Galateo matrimoniale
di Alberto Presutti

(Gennaio 2012)

Partecipate al vostro matrimonio con Bon Ton!


Dopo aver stilato la lista degli invitati, giunge il momento, per i futuri sposi, di pensare alle partecipazioni di matrimonio, che, come vuole la tradizione, e il Bon Ton, andranno spedite via posta o consegnate a mano almeno due mesi prima dell’evento nuziale.

La tipografia stamperà insieme con le partecipazioni anche gli inviti al banchetto nuziale che seguirà la cerimonia e, necessariamente, i biglietti da visita per i ringraziamenti da inviare dopo il viaggio di nozze a coloro che hanno fatto un regalo.

E’ opportuno stampare un numero di partecipazioni superiore del 20% al numero degli invitati previsti, per poter far fronte ad eventuali imprevisti.

A quale stile attenersi per le partecipazioni? Sarà sempre il carattere dei futuri sposi e il Bon Ton a guidare le scelte: si potrà di aggiungere al cartoncino delle partecipazioni un'immagine, un decoro, tenuto conto che le partecipazioni saranno il biglietto da visita del matrimonio.

La scelta più tradizionale è un cartoncino doppio o semplice, bianco, avorio o di colore pastello molto chiaro, stampato con caratteri in corsivo, in colore grigio, in nero o in seppia. In generale, il carattere usato dovrà essere quello di stampa che più si avvicina alla scrittura a mano.

Ai parenti stretti si consegneranno a mano. Le buste saranno prive, nella loro intestazione, di titoli accademici o nobiliari.

Grazie ad Internet si stanno diffondendo le Video Partecipazioni, un modo per stupire i propri invitati e dare un tocco di originalità al matrimonio. Possono essere fatte anche da sé, con una telecamera, tanta fantasia e la voglia di divertirsi.

Per il bon ton nuziale i costi delle partecipazioni sono a carico della famiglia della sposa, che dovrà assicurarne la relativa spedizione. A carico della famiglia della sposa resta anche la stesura della lista degli invitati, ovviamente effettata con l'aiuto della famiglia del futuro sposo.

Al giorno d'oggi, invece, sono i futuri sposi che decidono chi invitare, senza più demandare ai genitori e al potere di cassazione di questi ultimi, la lista degli invitati.








Alberto Presutti ospite Vip della XI Edizione di "Idee Sposi 2012"


Alberto Presutti, Ospite Vip, della XI Edizione
 di
organizzata da
 “Glieventi” di Carolina Ciampa


Fiera in programma dal 16 al 18 marzo 2012
all'Europa Palace Grand Hotel nel cuore di Sorrento
Hotel immerso nei vividi colori della natura e gli intensi profumi della terra delle Sirene, dove vive il fascino di un'antica Villa Sorrentina.


L’eleganza, la semplicità abbinata allo stile, il buon gusto alla personalità. Sono dell’edizione di quest’anno di “Idee Sposi”, la kermesse, giunta alla undicesima edizione, in programma a Sorrento dal 16 al 18 marzo nei saloni del Grand Hotel Europa Palace. Ingresso libero nei tre giorni di full immersion nel variegato pianeta di tutte le offerte per il matrimonio: venerdì 16 marzo dalla ore 16 alle 21, sabato 17 e domenica 18 marzo 2012 dalle ore 10 alle 21.


La rassegna è organizzata da “Glieventi” di Carolina Ciampa con la collaborazione dell’Istituto Polispecialistico Statale San Paolo di Sorrento e l’Amus (Associazione musicisti sorrentini). Sarà possibile ammirare tutto, ma proprio tutto, per le nozze: dagli abiti per lacerimonia alle bomboniere, dai gioielli ai regali, dalle fotografie, dai prodotti dell’artigianato alla assistenza finanziaria e assicurativa, fino all’arredamento del nido d’amore scelto dagli sposi.

Carolina Ciampa, storica animatrice della kermesse, ha puntato in questa undicesima edizione sulla lievitazione dell’immagine per evidenziare l’eccezionale crescita qualitativarispetto al recente passato nel settore delle offerte per il matrimonio.

Più di trenta espositori, tante aziende e tanti professionisti disposti ad ascoltare e coccolarei visitatori, i futuri sposi e le loro famiglie. Tra le chicche della rassegna, ecco i petali di rosa all’arrivo degli sposi con Helisorrento, le liste di nozze on line per i parenti residenti all’estero (lo zio che vive in America, per qualcuno, c’è oggi come ieri), la musica che resta un vanto della Divina Costiera.

Carolina Ciampa, però, ha dato ancora di più per questa edizione in fatto di innovazione nel suo percorso itinerante al vertice della manifestazione, arricchito di anno in anno daproposte interessanti. Nell’ambito della rassegna, infatti, ha inserito una serie di appuntamenti per valorizzare l’emozione legata alle nozze nel segno della tradizione e della famiglia.

Ecco così l'incontro con il fiorentino Alberto Presutti che, nello spazio «Incontra Sorrento», presenterà il suo intrigante manuale di buone maniere dal titolo «Bentornato Galateo!», pubblicato con Romano Editore.


Poi, l'incontro con lo stilista Giuseppe Tramontano, il quale esporrà nella rassegna due abiti da sposa: un modello per rappresentare i 150 anni di storia d’Italia e una creazione in linea con il terzo millennio che si ispira ai miti della Terra delle Sirene.

Giuseppe Tramontano, inoltre, sarà consegnato nella seconda giornata della kermesse un premio (un angelo, opera del maestro Federico Iaccarino, giovane e valente creatore dipastori) «per la sua determinazione e il suo lavoro che ha raccolto successi in tutto il mondo nel settore della moda».

Lo stesso premio sarà conferito ad Anna Russo Acampora, imprenditrice, albergatrice, donna, bisnonna, promotrice e sostenitrice delle tradizioni, già presidente della Fidapa (Federazione italiana donne impegnati nelle arti e nelle professioni).

Un altro appuntamento della rassegna vedrà come protagonista il fiorentino Alberto Presutti che, nello spazio «Incontra Sorrento», presenterà il suo intrigante manuale di buone maniere dal titolo «Bentornato Galateo!», pubblicato con Romano Editore.






"L'ARTE DI RICEVERE". Incontro salottiero condotto da Alberto Presutti e Silvia Silleros, a Firenze


E' L'ARTE DI RICEVERE
o
RICEVERE E' UN ARTE?

Incontro salottiero
di Buone maniere e consulenza d'immagine
condotto da
Alberto Presutti e Silvia Silleros

(Firenze, 26 Febbraio 2012)

E' stato un bel pomeriggio quello trascorso insieme alle partecipanti all'evento.

Come si allestisce la tavola? Come si ricevono gli ospiti? Qual'è il modo ed il momento per congedarsi dopo una cena importante? E se non voglio indossare la gonna come posso vestirmi per una cerimonia? E' meglio il foulard o la pashmina? Come mi vesto per una giornata lavorativa che prevede anche un aperitivo? Queste domande sono solo alcune delle tante a cui le partecipanti all'incontro di domenica 26 Febbraio, hanno avuto risposta da Alberto Presutti, Maestro di Bon Ton e da Silvia Silleros.

C'è stata anche l'occasione per mettere in pratica le nozioni apprese durante un coffee insieme.

Le partecipanti sono andate via con un piccolo dono, omaggio offerto loro e che non dovrà mai più mancare d'ora in poi nelle loro Style Bags, per avere mani sempre perfette.








"Il Bon Ton negli eventi aziendali". Articolo di Alberto Presutti su "Italiaconvention.it"


Il Bon Ton negli eventi aziendali

(27 Febbraio 2012)
Un evento organizzato con Bon Ton distingue l'Azienda, i suoi manager, i suoi brand. Il Bon Ton distende i rapporti e li facilita, e lancia microsegnali di appartenenza. Applicarne le regole conviene.


1. Il Bon Ton è marketing

Esiste ancora il Bon Ton? Certo che esiste, aggiornato, ma esiste.

Il Bon Ton è la grazia del saper vivere che consente di affrontare con tranquillità ogni situazione senza imbarazzi né complessi. Lungi dall'essere una moda o un formalità classista è invece, nella sostanza, un facilitatore di relazioni.

Come per le persone, anche per le aziende il Bon Ton è un fattore di distinzione che comunica moltissimo, e in ambito aziendale la comunicazione è marketing. Da ciò deriva che il Bon Ton è marketing, e questo gli dà subito un tocco di utilità concreta.


2. I meeting aziendali

In un evento aziendale (ad esempio un congresso) che presenti un certo carattere di formalità, valgono le regole protocollari del cerimoniale pubblico ed ufficiale.

Un punto delicato è l'attribuzione dei posti.


Nei congressi e nei convegni quando al tavolo di presidenza seggono più personalità, alla destra del presidente siede l'ospite più importante e alla sinistra il secondo per importanza, e così a scendere ai due lati. Qui non esiste la cavalleria. Il posto di uomini e donne dipende solamente dal ruolo aziendale che ricoprono.

In caso di presidenza a due le disposizioni dei posti non cambiano rispetto alla regola: la coppia di presidenti si considera come una sola persona.

Se invece al tavolo di presidenza siede il solo conduttore, alla sua destra di solito si trova il podio e gli oratori sono seduti nelle prime due file della platea. Se nella sala c'è un corridoio centrale, agli ospiti saranno riservati i posti secondo questa norma: la personalità più importante nella prima poltrona di prima fila a sinistra del corridoio, davanti alla presidenza, e simmetricamente, nel primo posto a destra, l’ospite subito meno importante, per poi alternarsi verso l'esterno (vedi figura).

Passando alla seconda fila si partirà di nuovo dall’interno verso l’esterno.



In assenza di corridoio invece:


3. I dettagli

Il rispetto dell’etichetta negli eventi dovrebbe permeare con discrezione ogni aspetto, fin nei dettagli.

Ad esempio il guardaroba, che non può mancare. Nessun ospite dovrà essere costretto a tenere il soprabito sulle ginocchia o sulla spalliera della poltrona, e se ciò dovesse accadere, una hostess si avvicinerà con discrezione all'ospite, offrendosi di portargli il soprabito al guardaroba.

La reception deve avere un numero adeguato di hostess perché non si creino code di attesa troppo lunghe. Le hostess devono dare il “buongiorno” a chi si presenta al desk ed essere veloci, cercando di risolvere ogni problema, anche della persona più distratta o sprovveduta. Nessuna darà mai del “Tu” ad un ospite anche se coetaneo, né risponderà col “Tu” a chi, poco educatamente, lo userà con lei.

Le hostess daranno indicazioni senza mai sbracciarsi, ma spiegheranno con gesti misurati.

Cartelli indicatori. Dovranno essere abbondanti ma discreti e sintetici. Un tableau all’ingresso illustrerà la conformazione della sala, le uscite, le toilette, la zona ristoro, in modo che nessuno si senta smarrito. E lì vicino il programma dell'evento con gli orari, i nomi degli oratori e possibilmente un abstract di ogni intervento.


4. Le fiere

La dinamica concitata delle fiere sacrifica spesso il Bon Ton e la Business Etiquette. Ma è veramente un'opportunità di marketing relazionale mancata: infatti dove trovate un altro "palcoscenico" così efficace per la vostra azienda, per farvi vedere e apprezzare dal vostro pubblico?

Ogni visitatore dovrebbe essere accolto nello stand come un possibile futuro cliente da trattare con riguardo, mai come un seccatore da liquidare in fretta. A maggior ragione se non lo si conosce e il suo look non è “importante”. Il Bon Ton aziendale impone uno stile impeccabile verso chiunque, e non è raro che ciò salvi da gaffe dannosissime o induca un'opinione positiva in persone che si riveleranno, poi, molto utili.


Tutto il personale allo stand dovrebbe seguire un dress code aziendale, che comporta divise né chiassose né anonime per lo staff (hostess, steward e giovani impiegati), un dettaglio più discreto ma riconoscibile per quelli di grado più alto (cravatta, spilla) comunque vestiti con una certa eleganza, sempre il badge ben visibile, sempre biglietti da visita personali e/o aziendali blind, sempre almeno un depliant aggiornato, possibilmente materiale di supporto coordinato e personalizzato (blocchi, penne, matite), un piccolo omaggio magari spiritoso, l'offerta di un genere di conforto, un caffè, una caramella, anche solo un bicchiere d'acqua a disposizione.




All’entrata del visitatore il personale di stand dovrebbe alzarsi, se seduto, e presentarsi con una stretta di mano.

Queste non sono, singolarmente, regole ferree, ma l'importante è il loro complesso, perché lo scopo è di caratterizzare il team e l'ambiente dello stand fuori dalla massa, e creare così un imprinting aziendale di stile.

E’ invece vero Mal Ton tutto quello che massifica e rende anonimo il rapporto col pubblico: ad esempio: hostess che distribuiscono materiale pubblicitario senza una parola a chiunque passi loro dinnanzi, disordine allo stand con brochure e depliant alla rinfusa a disposizione di chiunque, sciattezza nell'arredo, musica ad alto volume, stand che a mezzodì si trasformano in gastronomie e offrono lasagne e bignè sugli stessi tavoli delle trattative e delle relazioni di lavoro.

E’ stile, è immagine, tutto questo?














5. La modernità del Bon Ton

Il Bon Ton nell'evento aziendale è un "ingrediente" che rende molto di più di quel che costa, è un "profumo" che ingentilisce tutto, induce un'opinione positiva sull'azienda e fa scattare la simpatia.

Sì, la simpatia, perché il vero Bon Ton non è mai affettato, né superbo, né melenso, né snobistico. E neppure antiquato.

Il Bon Ton si aggiorna, segue i tempi e risponde alle nuove esigenze di socialità, perché il suo scopo è di mettere tutti a proprio agio.

Anche internet ha un suo Bon Ton, la cd "Netiquette", molto osservata (ma mai abbastanza) anche dai più giovani.

Per concludere, si potrebbe dire che dove c'è relazione c'è bisogno di Bon Ton. E aggiungere: dove c'è buona relazione c'è rispetto, perché il Bon Ton è, prima di tutto, rispetto e stile.






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