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ALBERTO PRESUTTI INTERVISTATO SULLE PAGINE DELL' "INFORMATORE COOP"


Intervista ad Alberto Presutti
su
"INFORMATORE COOP"
Maggio 2011




Intervista a cura di Bruno Santini



SOCIETA’ & COSTUME

BON TON IN CUCINA



Le buone maniere a tavola: comportamenti corretti e quelli da evitare
 sia di chi ospita che degli ospiti


A metà del 1500 monsignor Della Casa scrisse il breve trattato 'Galateo overo de' costumi' universalmente riconosciuto come un testo guida: che validità hanno oggi i suoi insegnamenti e le sue direttive?

“I capisaldi di quelle regole sono tutt'oggi validi. i tempi cambiano, si evolvono, i costumi odierni non sono, ovviamente, paragonabili a quelli del passato, ovviamente, ma il Galateo della tavola, è rimasto, quasi, invariato” spiega Presutti che recentemente ha commentato su SKY 24 News il matrimonio londinese tra William e Kate, sottolineando le differenze tra il cerimoniale dello scorso 29 aprile e quello degli anni ’80 quando a pronunciare il “sì” furono Carlo d’Inghilterra e Diana Spencer.

Che differenza c’è tra il “galateo” e il “bon ton”?

“Il bon ton era un modo di dire settecentesco, caduto poi in disuso, per definire la lievità dello stare al mondo, la grazia del “saper vivere” e quindi un codice comportamentale che trasforma la persona educata in persona raffinata. Il galateo, strettamente parlando, riassume le buone maniere a tavola, convivialmente. I due termini si sono poi fusi, e si usano come riferimento alle buone maniere in generale".

Quali sono regole del “bon ton” da seguire nella preparazione della tavola?

“Innanzitutto mai esagerare con la mise en place, con l'allestimento della tavola” afferma Presutti (anche autore del manuale Bentornato Galateo – Romano Editore) - Mollettone sotto la tovaglia. Tovaglia che non deve mai essere colorata, se non a Natale o a Pasqua. Se serviamo pesce, vi siano in tavola le apposite posate e la bacinella tergi polpastrelli. Il tovagliolo mai "avvitato" nel bicchiere mentre deve essere sempre in tinta con la tovaglia. I piatti per l'antipasto distribuiti al momento di servirlo. Oliera e saliera, in tavola solo quando occorrono, non da subito. Acqua e vino, in tavola, mai in caraffe (non è igienico). Non usare i sottobicchieri nè i sottobottiglia e per evitare sgocciolature non applicare anelli ai colli delle bottiglie del vino, per evitare sgocciolature, meglio legarvi un fazzolettino da thè".

Quali i più comuni 'errori', secondo il “bon ton”, che possono commettere dai commensali?

“Stare seduti scompostamente a tavola. Chinarsi sul piatto invece di portarsi il cibo alla bocca. Stare coi gomiti continuamente poggiati sulla tavola. Colmare i bicchieri di acqua e, soprattutto, di vino. Parlare col boccone in bocca o servirsi esageratamente dai vassoi di portata. Nessuna controindicazione nel portare agli amici che ci ospitano a casa loro per una cenetta , un mazzo di fiori o un vino da dessert, mentre tassativamente proibito, è agli anfitrioni, augurare “Buon appetito”. La ragione di quest’ultima “regola” – spiega l’intervitato – va ricercata nelle usanze medievali che prevedevano lauti banchetti offerti dai signorotti delle corti locali, ai servi più meritevoli. Prima di darvi inizio, il padrone augurava loro buon appetito, invitandoli letteralmente a “strafogarsi”, ì in virtù del fatto che un occasione così non sarebbe capitata più tanto facilmente. Non auguiamolo dunque ai nostri ospiti: li umilieremmo!”.







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