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"INVITO A TEATRO". PER LA RUBRICA DI BON TON DI ALBERTO PRESUTTI SU "DEGUSTA"




Rubrica di Bon Ton

IL BON TON A TEATRO

Il rispetto per l’Arte e gli artisti, è sacro.

A teatro le Buone maniere richiedono

comportamenti in armonia con il luogo,

quindi eleganza, stile, abbigliamento sempre consono.

(n° 154 - 2012)


Il Bon Ton prevede che se invitiamo amici a teatro dovremo presentarci in anticipo, aspettando i nostri ospiti all’ingresso, pronti a consegnare i biglietti alla maschera. La puntualità è naturalmente d’obbligo, ovviamente non è più permesso l’ingresso, a spettacolo iniziato e fino al primo intervallo. Quando ci sediamo, qualora i posti siano disposti tutti su una sola fila, sarà nostra premura far alternare, nelle sedute, un uomo ed una donna. In presenza di due coppie, i due uomini siederanno agli estremi mentre al centro si accomoderanno le signore, l’una accanto al marito dell’altra. Le coppie di fidanzati, per il Bon Ton, non andranno mai divise, lo stesso vale a tavola. Nel caso si disponga di un palco a teatro, le signore siederanno davanti, la più importante nella poltrona con la visuale migliore, e colei che invita si sistemerà al centro, gli uomini si disporranno sul fondo, un po’ sacrificati nella visuale. A chi invita a teatro è consentito di allontanarsi dal palco in una sola circostanza: quando i suoi ospiti desiderano farlo, perché altrimenti non potrà mai lasciare il palco e dovrà sempre far attenzione a che nessuna delle signore permanga da sola, quindi dovrà rimanere un uomo, a presidiare il palco.

Durante la durata dello spettacolo gli applausi debbono essere evitati onde non disturbarne lo svolgimento, creando pause e confusione. Il Bon ton suggerisce di applaudire con rispetto per gli artisti, alla fine o di ciascun atto o alla fine dello spettacolo. Fischiare, è indice di grande maleducazione e i fischi non possono essere mai giustificati, nemmeno dal più brutto degli spettacoli.

Le signore, in occasione delle “prime” e per le serate di gala, indosseranno abiti da sera, con mantello. Gli uomini vestiranno in smoking, e in rari casi, specificati nell’invito, in frac. In generale, invece, l’abbigliamento previsto dal Bon Ton è un abito da pomeriggio o da mezza sera.

In una serata musicale, le regole di abbigliamento, non si discosteranno, da quelle per le serate a teatro. Il riferimento al look della serata, sarà, comunque, precisato dal cartoncino di invito, che comunicherà il tono di formalità dell’evento, che dipenderà dal prestigio degli ospiti e dal valore e dalla fama dell’artista o degli artisti che si esibiranno.

Ricordiamoci che se colpiti da un attacco di tosse, usciremo dalla sala immediatamente sino al termine del medesimo. Che non sgranocchieremo alcunché durante lo spettacolo. Che eviteremo di addormentarci e russare. Che non chiacchiereremo con i nostri ospiti, disturbando, i vicini, durantre lo spettacolo.






"Sporco e invadente: quando lo smartphone fa a pugni con il galateo". Intervista ad Alberto Presutti su "Il Messaggero.it"



Sporco e invadente: quando lo smartphone
fa a pugni con il galateo
a cura di Giorgia Cardinaletti

(17 Luglio 2012)

 «Con chi sei a cena? Con il mio telefonino». Un oggetto grande quasi quanto una mano che sta assumendo sempre di più le fattezze di un individuo: un amico, il cosiddetto “più uno” in lista, quel piccolo marchingegno che ha dentro il mondo e che collega tutto il mondo. Così, se alla festa non si conosce nessuno ci si appiglia allo smartphone. Si naviga, si twitta, si posta su Facebook. Oppure si finge una chiamata urgente per sviare una conversazione. Insomma una presenza che ti salva sempre e non ti fa mai fare brutte figure. Perché parlare al telefono o smessaggiare durante cene ed eventi ormai è routine. «Ci stiamo abituando a vedere qualcosa di maleducato, bisognerebbe tornare indietro nel tempo e provare a comportarsi come quando non avevamo i cellulari: potrebbe essere l’unico modo per non sprofondare nell’aridità delle nuove tecnologie». Secondo il maestro Alberto Presutti, esperto di bon ton e galateo, un tempo era tutto più spontaneo: «Ci si presentava, si affrontavano conversazioni banali o magari si commentava il tempo, però si riusciva a rompere il ghiaccio con naturalezza».

Il cellulare a tavola non deve esistere. No, non siamo sul set di un film in costume. Questa è una semplice norma della buona educazione a tavola. Il Wall Street Journal ha stilato un decalogo di consigli per gestire smartphone o tablet durante gli eventi. Come ad esempio non lasciarlo tra i vassoi o non utilizzarlo per fare foto e postarle su tutti i social network. Ebbene, se il Wsj suggerisce accorgimenti particolari per non strafare, secondo Presutti il cellulare andrebbe spento ancor prima di sedersi a tavola: «Non è il massimo dell’igiene: è sporco, si tocca con le mani e poi ci si rimette a mangiare. Quanto alle foto, non dovrebbero essere mai pubblicate senza il consenso delle persone interessate. Espressioni alticce e pose indecorose: ho visto professionisti noti postati in rete in atteggiamenti davvero imbarazzanti».

Galateo a portata di smartphone. “Ibon ton”, “Galateo per ogni occasione”, “Galateo a tavola”. Sono solo alcune delle tante applicazioni per iPhone e iPad che garantiscono rapido apprendimento e ottimi risultati. «Oggi tutti hanno la possibilità di inventarsi queste applicazioni: non sono contrario, possono anche essere utili – commenta Presutti - ma bisogna vedere come sono fatte. Non è escluso che alcune possano generare ancora più confusione. Un libro può aiutare, ma non è detto che risponda a tutte le domande».

Non sarà quindi un’applicazione sull’Iphone a fare la differenza. Dopotutto l’eleganza, come ribadisce il maestro di bon ton, è una questione di stile. Con o senza telefonino.



 
 

"LA NETIQUETTE". ARTICOLO DI ALBERTO PRESUTTI SU "REALITY"



n° 64

Rubrica di Bon Ton

La Netiquette


Esistono molte regole denominato “Netiquette” – parola che potremmo tradurre in "Galateo (Etiquette) della Rete (Net)" - che sono volte al rispetto reciproco degli utenti della Rete.

In Internet si può accedere come persone civili, o, purtroppo, anche comportandosi da predatori o vandali saccheggiando le tante risorse presenti, come scaricare illegalmente musica e film.

La Rete si caratterizza per la comunicazione facilitata dalla E-mail, e nasce, così, un Galateo della Posta elettronica, che prevede l’uso di testi sempre scritti in minuscolo in quanto l’uso del maiuscolo equivale a "gridare", per cui e' da evitare o, al massimo, da utilizzare nel titolo.

Sarà bene, poi, limitare la lunghezza del messaggio, dato la difficoltà di leggere testi molto estesi dallo schermo del computer e qualora si facciano delle battute umoristiche, sarà opportuno associarle a uno “smiley”, simbolo che rappresenta l’ironia, per non creare antipatici fraintendimenti di senso. Un consiglio la “Netiquette” lo presta: quello di rileggere sempre attentamente ciò che si è scritto, per rendersi conto del suo impatto sull’interlocutore a cui lo spediamo! Mai lasciarsi trascinare dall’impulsività o dalla rabbia!

Poiché vi sono figure di delinquenza sulla Rete, i cosiddetti “hacker”, che hanno la possibilità di intercettare la posta nel percorso tra mittente e destinatario, è sconsigliabile inviare nelle proprie E-mail riferimenti a numeri di carte di credito o password di accesso a siti, per esempio, bancari.

Per quanto concerne la frequentazione delle Chat, luoghi virtuali di conversazione tra utenti, è buona norma non presentarsi tramite nomignoli ambigui o di tipo offensivo o smaccatamente afferenti alla sfera sessuale.

Non si devono mai metter in atto forme di pubblicità commerciale o professionale di tipo invasivo della altrui privacy, quale lo “spamming”, perché non è piacevole trovarsi la casella di Posta elettronica completamente invasa da messaggi pubblicitari.

D’altronde con la nascita dei Social Network, volti attraverso connessioni chiamate “amicizia”, a mettere in contatto persone di ogni dove, che la “Netiquette” trova la sua fondamentale ragion d’essere, non potendosi consentire abusi nè di linguaggio né di stile.

Eppure, potendosi postare anche fotografie o filmati, sono sempre più frequenti cadute di gusto, mancanza di buon senso, volgari casi di esibizionismo, becera propaganda politica.

Ogni volta che ci sediamo davanti al computer e digitiamo sulla tastiera entriamo nella mappa del mondo altrui, per cui la “Netiquette” suggerisce di stabilire, innanzitutto, con sufficiente attendibilità chi ho davanti dall’altra parte dello schermo e modulare la comunicazione in armonia con questa determinazione, per favotrire la nascita di una “vera” amicizia e non un collegamento fine a se stesso.

 
 
 
 
 

"LE "PAROLE MAGICHE" DEL BON TON". ARTICOLO DI ALBERTO PRESUTTI PER LA RUBRICA DI BON TON SU "POSTPOPULI.IT"



Rubrica di Bon Ton e Galateo

LE "PAROLE MAGICHE" DEL BON TON 
(8 Luglio 2012)


In quanti sanno dire “per favore”, “grazie”, “prego”, “scusa”? È molto semplice, eppure pare veramente tanto difficile ai più.

L’educazione parte dalla famiglia, ma proprio in casa tutto sembra dovuto e saper chiedere, ringraziare, scusarsi, è considerato superfluo, quasi inutile. Purtroppo, proprio in famiglia, nasce quella che si chiama “L’Erba Voglio”.

La comunicazione dei propri bisogni non può avvenire, in nessun caso, per nessun motivo, con strafottenza ed egoismo.

Mentre invece, “per favore”, “grazie”, “prego”, “scusa” sono vere e proprie “parole magiche”, fondamentali e imprescindibili nell’alfabeto delle Buone Maniere in quanto apportatrici di rispetto, di gentilezza, e dunque, di educazione.

Parole che riescono ad aprire davvero “magicamente” tutte le porte, essendo in grado di salvare chiunque, da brutte figure e gaffes.

Come tutte le parole del Bon Ton non hanno né sesso né età, e soprattutto non appartengono a classi o a gerarchie, ma devono essere elargite non per sterile formalismo ma col sorriso sulle labbra, con generosità, sempre e comunque.

“Per favore”, “grazie”, “prego”, “scusa” sono parole che hanno in radice un carisma e una grazia: quelle del savoir vivre!

Chiedere e ringraziare si apparentano a quell’altra parola, “prego”, che ne è continuum logico e di Bon Ton.

D’altronde, oggigiorno, pochi sanno scusarsi, per cui si sgomita, si spintona, si risponde senza alcuna buona creanza, si pestano piedi con noncuranza, quasi che la pazienza altrui non fosse altro che la cavia di un esperimento di sopportazione.

Le regole del Bon Ton non sono nate per ingabbiare qualcuno in un formalismo fine a se stesso né per fornire comode scappatoie od opportunismi snobistici, ma esclusivamente per stabilire relazioni civili e armoniose sia in ambito sociale e mondano, sia in ambito conviviale, oltre che professionale.








"Sposarsi con Stile e Bon Ton, per un matrimonio indimenticabile!" A CURA DI ALBERTO PRESUTTI.



Sposarsi con Stile e Bon Ton,
per un matrimonio indimenticabile!



Non è affatto anacronistico parlare di Galateo del matrimonio nel 2012!

Un matrimonio può trovare la sua riuscita solo osservando le regole del Galateo nuziale, infatti, seguire le regole della tradizione faciliterà l’organizzazione della giornata più speciale della vita: perché si andrà sul sicuro nella scelta di ogni e più piccolo dettaglio che caratterizzerà la cerimonia e il banchetto che rappresenta la vera festa matrimoniale. Di seguito qualche consiglio di Galateo perchè sia, il vostro, un matrimonio indimenticabile e, quindi, evitare scivoloni e pessime figure con i vostri invitati!

Innanzitutto, la sposa, arrivi sì, come da tradizione, in ritardo, in Chiesa, ma si tratta di un massimo di 10 minuti e non di più. Fare aspettare gli ospiti anche 20 minuti, come spesso accade, è un’abitudine maleducatissima ma che purtroppo resiste ancora: tanto che si narra che un officiante abbia cominciato la celebrazione senza la sposa che aveva un ritardo (voluto) di più di 30 minuti!

La sposa, proprio perché si sta celebrando una cerimonia religiosa, non indossi scollature eccessive, né trasparenze né spacchi, niente di tutto questo può essere tollerato, anche in matrimoni con rito civile.

Il Galateo nuziale prevede che la sposa non indossi gioielli. Quel giorno tutta l’attenzione deve concentrarsi sulla fede nuziale e quindi, l’anello di fidanzamento deve rimanere a casa.

Qualora la sposa indossi i guanti, questi vanno tolti con stile e tranquillità, non appena arrivata all’altare, lasciandoli, con nonchalance, accanto al bouquet, che non deve essere tenuto in mano durante la messa, ma deve stare sull’inginocchiatoio.

E per lo sposo cosa consiglia il Galateo matrimoniale? Vietatissimo lo smoking che non è un abito da cerimonia ma sa sera, gli abiti a doppio petto e i gessati. Il colore grigio scuro, per l’abito dello sposo, risulta la scelta migliore.

Se la scelta cade sul tight, dovrà essere sempre abbottonato e sarà d’obbligo anche per il padre della sposa, dello sposo e per i testimoni. E’ un abito che va indossato esclusivamente se la cerimonia si svolge di mattina o non oltre le ore 18.

Anche per lo sposo sono vietati i gioielli, braccialetti, e si può tollerare solo l’anello di casato, se di nobile schiatta!

 
 
 
 

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