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Alberto Presutti coordina il tavolo di Business Etiquette allo "Speed Dinner" di ToscanaIN


Alberto Presutti
coordina il tavolo di Business Etiquette
allo "Speed Dinner" di ToscanaIN

(21 Marzo 2012)

 


Divulgare le Buone maniere, e quindi il Bon Ton, come le regole proprie della Business Etiquette, nello specifico dello Speed Dinner, richiede rispoondere a tante domande, perchè tanti sono gli argomenti, i dettagli, i tranelli, le sfumature, i segreti, che chiunque, e i miei commensali in particolare, non smetterebbe di interloquire in materia, per curiosità e per imparare a fare la diferenza in ambito anche professionale..

Da perchè non si dice “Buon appetito”, a come ci si accomoda ad un tavolo di affari, per pranzarvi, dalle presentazioni tra gli ospiti alla scelta del Menu, dalla cavalleria alla gerarchia, nel rapporto uomini-donne, e tanto altro…fino a perchè non si brinda col vino, neanche col bianco!







"BUFFET MA CON BON TON". Per la Rubrica di Bon Ton di Alberto Presutti su "REALITY"



Rubrica di Bon Ton

(numero 63/ 2012)

BUFFET MA CON BON TON!


Il momento dell’aperitivo, sicuramente, costituisce una piacevole parentesi d’incontro e di nuove conoscenze e il buffet, in particolare, è divenuto, sempre più, il punto di attrazione mondano e sociale, dei vernissage presso le gallerie d'arte, citato in calce ai cartoncini di invito, quale ragione in più, per presenziare.

Ma, apertosi il buffet, purtroppo, come uno sciame impazzito, tutti gli invitati all’evento, quale che sia, spessissimo si producono in un assalto inverecondo alle tartine, ai bignè, alle fette dei dolci e delle torte salate, bevendo, anzi, taluni sbevazzino, senza ritegno alcuno, come nessuno di loro mai farebbe a casa propria o già di semplici conoscenti.

Il Bon Ton e l’educazione di ciascuno degli invitati diviene meno che pallido ricordo, ed ecco coloro che si piazzano davanti al tavolo del buffet, ancorandosi fermamente, e ingollandosi in continuazione, o coloro che, sgomitano in continuazione pur di giungere nelle vicinanze di qualcosa di commestibile, magari infilando a mò di serpente guizzante, il braccio tra gomiti e ulne altrui.

La mancanza totale di Bon Ton si evince, poi, dal fatto che dall’apertura del buffet, tutti s’ignorino tra loro, non c’è più amico o collega, ma solamente una fame che pare atavica, sotto l'occhio oramai rassegnato dei camerieri che disperatamente provano a far fronte a tanta voracità.

Abbuffarsi, invece di mangiare. Rispettare gli altri, invece di prevaricarli. Riempirsi il piatto con poco, per dare a tutti la possibilità di scegliere e non doversi contentare di ciò che resta nei vassoi. Bere con misura e non credersi all’osteria. Il buffet non è una mensa ma un momento per socializzare tramite il cibo.

Il buffet, con la sua scenografia enogastronomica, anche se talvolta pauperistica, eccita un desiderio di fame compulsiva che si traduce nella morte del buon gusto e del buon senso, e soprattutto, un simile rimpinzarsi è irriverente per i tanti che muoiono davvero fame!






"BON TON ROMANTICO". Per la Rubrica di Bon Ton su "DEGUSTA"


Rubrica di Bon Ton

(Marzo/Aprile 2012)

ROMANTICAMENTE BON TON

IN CASA, FONDAMENTALE, E’ UNA TAVOLA ALLESTITA CON LA MASSIMA CURA E TANTO AMORE. A RISTORANTE VINCONO INVECE L’ATMOSFERA
INTIMA E MODI MISURATI


Una cena romantica possiamo organizzarla tanto per l’anniversario dell’incontro fatale quanto per fare finalmente la domanda tanto attesa ma anche, per goderci una pausa intima, o solamente per fare pace e ritrovare l’armonia di coppia usurata dal tran tran quotidiano.
Una cena al lume di candela è un momento magico e sognante.
Per il Bon Ton, una cena romantica, deve essere curata in ogni suo aspetto cerimoniale.
Se la teniamo al ristorante, scegliamolo intimo, che significa un piccolo locale dove l’atmosfera sensuale si sprigioni davvero e quindi, perché non scegliere un ristorante etnico, per esempio un locale indiano.
Oltretutto, i cibi speziati sono afrodisiaci! L’importante sarà sempre, in una cena romantica, non rispondere all’impulso animale della fame.

ACCORGIMENTI DA TENERE BENE A MENTE ... PER EVITARE FIGURACCE

Il Bon Ton suggerisce che se la nostra dama ha la bocca piena dobbiamo evitare di porle una domanda e ci impone di essere dei perfetti cavalieri in ogni gesto ed attenzione. Anche se la coppia è “stagionata”, la nostra “lei” non dovrà mai mettere mano al portafoglio, mai pagherà il conto, seppur i tempi moderni e le relative nuove regole del Galateo non se ne scandalizzerebbero.
Se festeggiamo in casa, poiché il buono è racchiuso nel bello, una tavola ben allestita è fondamentale per la riuscita della serata.
Una tovaglia di lino candido, flute per lo champagne con cui pasteggeremo, una candela speciale, ma non profumata, in un candeliere d’argento, piatti preparati con le nostre mani e mai acquistati alla vicina rosticceria.
Luci soffuse, mai centrali e, in sottofondo, tenue, la colonna sonora che ha caratterizzato il nostro amore, i nostri incontri.
Evitiamo invece, assolutamente, di ricorrere a gadget simil-erotici e a tutto quanto rimandi ad un “famolo strano” che non ha alcun rapporto con l’amore e i romanticismo ma solo con il sesso tout court.






"IL BON TON E LE REGOLE DELLA CONVIVIALITA'". Rubrica di Bon ton e galateo di Alberto presutti su "postpopuli.it"


POSPOPULI

Blog - Settimanale quotidiano
di informazione, cultura e approfondimenti

Rubrica mensile di Bon Ton e Galateo

IL BON TON E LE REGOLE
DELLA CONVIVIALITA'

(11 Marzo 2012)


La buona convivialità è comunicazione efficace di se stessi agli altri. A tavola si comunica il proprio status, culturale e di gusti. Pertanto, se vi è un rischio, nello spezzare il pane con gli altri commensali, è quello di farsi notare per la mancanza di stile e di educazione, lacune da cui emana un cattivissimo odore, che rovinerà in tutti i casi la convivialità stessa. Quando si siede a tavola, chiunque tende ad abbassare le proprie difese, scoprendosi. È in quel preciso momento che emerge la conoscenza o meno delle regole del Galateo che, se interiorizzate, armonizzano la convivialità, mentre altrimenti la rendono intollerabile.


Il Bon Ton, da sempre, differenzia il vero “signore” dal guitto, che s’improvvisa edotto inventando nell’occasione, con istinto gretto, un comportamento che ritiene consono allo stare a tavola, magari iniziando con l’augurare “Buon appetito!”, che ben si sa, non è auspicio da fare.

Con la postura che sarà eretta, le gambe raccolte sotto la sedia e mai allungate a tentar rilassamento, ai gomiti mai appoggiati sul tavolo e con il tovagliolo che starà spiegato con leggerezza sulle ginocchia, il commensale educato darà testimonianza delle Buone maniere da tenersi a tavola.

Sarà l’uomo che, con eleganza ed armonia di gesto, servirà da bere alla propria dama, la quale, se astemia, avrà solo da dire:”No grazie!” e non da posare a schermatura, la mano sul bicchiere del vino.

Le posate saranno sempre maneggiate con levità, ma con fermezza, così che non sembrino penne per scrivere, né saranno mai brandite a guisa d’arma bianca, come non si parlerà gesticolando con esse in mano, cosa tra l’altro assai pericolosa. Nella convivialità, il Bon Ton ribadisce con forza che il “cellulare” non può trovare spazio sulla tavola apparecchiata, né poi lasciato squillare in tasca, e sarà quindi opportuno spegnerlo. Sarà da molti visto come un comportamento formale o da “vecchia” educazione, ma le dame apprezzeranno che i signori non si dimentichino di alzarsi, quando una di loro “va ad incipriarsi“.

Consiglio fondamentale del Bon Ton, infine, è che nella conversazione a tavola sarà bene astenersi da trattar argomenti ferali, pruriginosi o tendenzialmente stomachevoli, oltre naturalmente dall’evitare di fare pettegolezzi e gaffe, spesso da qualcuno scambiati per semplici, argute confidenze.











Il Bon Ton del Gran Ballo delle Debuttanti. Alberto Presutti quale maestro di cerimonie per preparare Debuttanti e Cadetti


Alberto Presutti forma con lezioni di Bon Ton
le Debuttanti e i Cadetti
del "Gran Galà del Ballo delle Debuttanti"
a Stresa


E’ iniziato il conto alla rovescia per il grande giorno. Entra finalmente nel vivo per le venti Debuttanti 2012 l’esperienza che le porterà al Gran Galà del Ballo delle Debuttanti “Il tuo primo ballo” che si svolgerà a Stresa nello splendido scenario dell’Hotel Regina Palace il prossimo 31 marzo a partire dalle ore 20. L’organizzazione è anche quest’anno dell’Associazione Apevco, una “No Profit” che si prefigge, attraverso questo importante evento, lo scopo di promuovere il territorio del Verbano Cusio Ossola, dal punto di vista delle bellezze naturali e di quello delle sue eccellenze artigiane.


Le debuttanti saranno accompagnate dagli allievi della Scuola Militare Teuliè di Milano. La giovane che verrà eletta Debuttante 2012 avrà diritto a partecipare gratuitamente all’omonimo ballo della Scuola Militare milanese.

Particolarmente gradita quest’anno la presenza del Maestro Alberto Presutti autore di “Bentornato Galateo” che impartirà lezioni di bon ton alle debuttanti oltre ad essere presente con il work shop “vino e bon ton” nel BD STRESA EXPO.

Per informazioni:

www.associazioneapevco.com, associazione.apevco@gmail.com tel. 0323 403070 - 0323 340604 - 349 5602949 - 388-3835190.















Alberto Presutti su "DEGUSTA" numero 151/ 2012




Rubrica di Bon Ton

(numero 151/ 2012)

I BAMBINI E IL RISPETTO DEL BON TON

Le regole vanno impartite con continuità e pazienza:
meglio mostrare ai bambini i giusti comportamenti
piuttosto che rimproverarli.



Una cosa è certa: il Bon Ton e il Galateo non hanno età di esclusione, per cui non è mai scusabile un bambino maleducato per il solo fatto di essere una creatura piccola, ed inerme.


Mai abituare il proprio bambino a comportarsi a tavola come meglio crede, da piccolo selvaggio, senza regole, questo atteggiamento diverrà insopportabile durante i pranzi e le cene dei periodi festivi, come quello natalizio o di Capodanno.

Il bambino mangia con la bocca aperta, non vuol usare il tovagliolo e gli preferisce la manica della camicia, fa cadere in terra le posate, si distende sulla tavola con le sue braccine, rovescia i bicchieri colmi d'acqua o di vino?


Invece di osservarli sconsolatamente, o brontalarli urlando più di loro, la soluzione migliore per abituare i bambini alle Buone maniere è dare sempre il buon esempio. Infatti i bambini hanno la caratteristica di imitare gli adulti, e quindi sfruttando questa loro peculiarità, già si otterrà dei risultati utili.


Oggi è più difficile riuscire a fare questo rispetto ad un tempo passato, perché sono rari i momenti in cui si mangia tutti insieme in famiglia, se escludiamo le feste.

Il Bon Ton consiglia, per educare i bambini al Galateo, di apparecchiare la tavola con molta cura, in modo che risulti avere un aspetto invitante così che non vi sia motivo per il bambino di avere altre distrazioni ed alzarsi in ogni momento. E' bene, poi, stabilire che non ci si deve alzare continuamente e senza chiedere il permesso, che la tavola è un momento importante della giornata, che va rispettata perchè vi siedono tutti i componenti della famiglia. Queste regole vanno impartite con continuità e tanta pazienza.


Stare educatamente a tavola è anche il frutto del controllo del corpo, al quale bisogna abituare il bambino. Non basta dirgli che sbaglia, il Bon Ton suggerisce di spiegargli come fare le cose in modo corretto, quindi mostrargli come tenere in mano la forchetta e il coltello, da maneggiare con attenzione, aiutandolo ad esercitarsi.








"L'Eleganza come marchio di Bon ton ". Per la Rubrica di Alberto Presutti su "Outsidernews"


www.outsidernews.net 

Rubrica di "Bon ton"
(18 Febbraio 2012)

L'Eleganza quale marchio di Bon ton


Quale senso ha, oggi, parlare di eleganza? Se il significato originario della parola latina “elegantia” significa “capacità di saper scegliere”, guardiamo oggi gli uomini tutti uguali con il loro “completino” nero o blu, indossato sin dal mattino, quale divisa che dà un senso di sicurezza per sentirsi affermati sul lavoro e cosa allora potremmo dedurre se non che l’eleganza non esiste più!

D’altronde, c’è chi ritiene che l’eleganza sia un dono, un talento innato. E in parte può essere anche vero. Ci sono persone che sanno vestirsi meglio di altre. Ma nessuno è condannato ad essere anonimo o semplicemente banale.

E nessuno per vestire può solamente fidarsi del proprio istinto.

L’eleganza, come suggerisce il Bon ton, è un’arte che possiamo apprendere e coltivare.

Ricordiamoci, infatti, che l’abito ci racconta, parla di noi, dei nostri gusti, della nostra cultura, del nostro ambiente di provenienza, della nostra azienda, della nostra famiglia, di nostra moglie, se siamo sposati. L’abito è spesso decisivo per farci giudicare, dunque!

Quando siamo vestiti bene, ci sentiamo a nostro agio, e questa sensazione positiva la trasmettiamo sia nel lavoro che in società, sia durante un appuntamento galante.

Sempre i latini dicevano che: “Elegantes fortuna adiuvat”. Ma cosa è che rende veramente elegante? E’ seguire una tendenza? E’ fare riferimento ad un “dress-code”? E il “dress-code” soffoca l’individualità? Possiamo essere noi stessi pur rispettando un palinsesto di regole? E se la regola è importante, non lo è ancora di più ciò che la giustifica, cioè il principio?

La risposta a queste domande non può essere univoca, quindi non sarà mai esatta in senso assoluto.

L’Avvocato Agnelli sosteneva che solo a quarant’anni si diventa veramente eleganti. Vent’anni occorrono infatti per apprendere e altri venti per dimenticare. Occorre tempo, dunque, per imparare le regole necessarie del Bon Ton dell’Eleganza e attendere l’ indispensabile oblio per riappropriarsi della libertà e raggiungere l’obiettivo agognato: Il proprio stile.

Uno stile unico, personale, certo rispettoso delle regole del Bon ton ma che possono e anzi devono essere ignorate solo se perfettamente conosciute e così poi reinterpretate con il proprio gusto. Un obiettivo cui molti tendono, pochi però arrivano a raggiungere e troppi invece, purtroppo, continuano ad ignorare.

L’eleganza è un arte che si è affinata fino alla sua essenza. In altre parole è arrivare a comprendere quei punti fermi da rispettare se si vuol essere ben vestiti.

Portare bene una giacca o un tailleur, significa far comprendere agli altri perché si deve indossare questo capo, e solo questo. E perché lo si è scelto per “quella” occasione e non si è scelto un altro capo.

E’ bene affermare un “dress to impress”.

Perché nella vita occorre sapere come presentarsi al meglio. Perché l’abito fa il monaco se siamo monaci interiormente e quindi dietro il vestito non vi sia il vuoto spinto.

Occorre dunque conoscere e seguire il “Percorso del Bon ton dell’Eleganza”, un itinerario fatto di conoscenza dei prodotti, consapevolezza di se stessi e di chi ci circonda, scegliendo con logica i capi da acquistare, sapendo abbinare con gusto i capi da indossare, e soprattutto contestualizzando il giusto abito per ogni occasione.

Una volta percorse tutte queste tappe, si arriverà all’eleganza, la via naturale dell’essere, perché, ricordiamoci che l’eleganza non ha tempo, ma ha il nostro tempo!










"Partecipazioni matrimoniali con Bon Ton". Rubrica di Galateo matrimoniale di Alberto Presutti su "SI'LARIVISTAPERCHISISPOSA"


La Rubrica di Galateo matrimoniale
di Alberto Presutti

(Gennaio 2012)

Partecipate al vostro matrimonio con Bon Ton!


Dopo aver stilato la lista degli invitati, giunge il momento, per i futuri sposi, di pensare alle partecipazioni di matrimonio, che, come vuole la tradizione, e il Bon Ton, andranno spedite via posta o consegnate a mano almeno due mesi prima dell’evento nuziale.

La tipografia stamperà insieme con le partecipazioni anche gli inviti al banchetto nuziale che seguirà la cerimonia e, necessariamente, i biglietti da visita per i ringraziamenti da inviare dopo il viaggio di nozze a coloro che hanno fatto un regalo.

E’ opportuno stampare un numero di partecipazioni superiore del 20% al numero degli invitati previsti, per poter far fronte ad eventuali imprevisti.

A quale stile attenersi per le partecipazioni? Sarà sempre il carattere dei futuri sposi e il Bon Ton a guidare le scelte: si potrà di aggiungere al cartoncino delle partecipazioni un'immagine, un decoro, tenuto conto che le partecipazioni saranno il biglietto da visita del matrimonio.

La scelta più tradizionale è un cartoncino doppio o semplice, bianco, avorio o di colore pastello molto chiaro, stampato con caratteri in corsivo, in colore grigio, in nero o in seppia. In generale, il carattere usato dovrà essere quello di stampa che più si avvicina alla scrittura a mano.

Ai parenti stretti si consegneranno a mano. Le buste saranno prive, nella loro intestazione, di titoli accademici o nobiliari.

Grazie ad Internet si stanno diffondendo le Video Partecipazioni, un modo per stupire i propri invitati e dare un tocco di originalità al matrimonio. Possono essere fatte anche da sé, con una telecamera, tanta fantasia e la voglia di divertirsi.

Per il bon ton nuziale i costi delle partecipazioni sono a carico della famiglia della sposa, che dovrà assicurarne la relativa spedizione. A carico della famiglia della sposa resta anche la stesura della lista degli invitati, ovviamente effettata con l'aiuto della famiglia del futuro sposo.

Al giorno d'oggi, invece, sono i futuri sposi che decidono chi invitare, senza più demandare ai genitori e al potere di cassazione di questi ultimi, la lista degli invitati.








Alberto Presutti ospite Vip della XI Edizione di "Idee Sposi 2012"


Alberto Presutti, Ospite Vip, della XI Edizione
 di
organizzata da
 “Glieventi” di Carolina Ciampa


Fiera in programma dal 16 al 18 marzo 2012
all'Europa Palace Grand Hotel nel cuore di Sorrento
Hotel immerso nei vividi colori della natura e gli intensi profumi della terra delle Sirene, dove vive il fascino di un'antica Villa Sorrentina.


L’eleganza, la semplicità abbinata allo stile, il buon gusto alla personalità. Sono dell’edizione di quest’anno di “Idee Sposi”, la kermesse, giunta alla undicesima edizione, in programma a Sorrento dal 16 al 18 marzo nei saloni del Grand Hotel Europa Palace. Ingresso libero nei tre giorni di full immersion nel variegato pianeta di tutte le offerte per il matrimonio: venerdì 16 marzo dalla ore 16 alle 21, sabato 17 e domenica 18 marzo 2012 dalle ore 10 alle 21.


La rassegna è organizzata da “Glieventi” di Carolina Ciampa con la collaborazione dell’Istituto Polispecialistico Statale San Paolo di Sorrento e l’Amus (Associazione musicisti sorrentini). Sarà possibile ammirare tutto, ma proprio tutto, per le nozze: dagli abiti per lacerimonia alle bomboniere, dai gioielli ai regali, dalle fotografie, dai prodotti dell’artigianato alla assistenza finanziaria e assicurativa, fino all’arredamento del nido d’amore scelto dagli sposi.

Carolina Ciampa, storica animatrice della kermesse, ha puntato in questa undicesima edizione sulla lievitazione dell’immagine per evidenziare l’eccezionale crescita qualitativarispetto al recente passato nel settore delle offerte per il matrimonio.

Più di trenta espositori, tante aziende e tanti professionisti disposti ad ascoltare e coccolarei visitatori, i futuri sposi e le loro famiglie. Tra le chicche della rassegna, ecco i petali di rosa all’arrivo degli sposi con Helisorrento, le liste di nozze on line per i parenti residenti all’estero (lo zio che vive in America, per qualcuno, c’è oggi come ieri), la musica che resta un vanto della Divina Costiera.

Carolina Ciampa, però, ha dato ancora di più per questa edizione in fatto di innovazione nel suo percorso itinerante al vertice della manifestazione, arricchito di anno in anno daproposte interessanti. Nell’ambito della rassegna, infatti, ha inserito una serie di appuntamenti per valorizzare l’emozione legata alle nozze nel segno della tradizione e della famiglia.

Ecco così l'incontro con il fiorentino Alberto Presutti che, nello spazio «Incontra Sorrento», presenterà il suo intrigante manuale di buone maniere dal titolo «Bentornato Galateo!», pubblicato con Romano Editore.


Poi, l'incontro con lo stilista Giuseppe Tramontano, il quale esporrà nella rassegna due abiti da sposa: un modello per rappresentare i 150 anni di storia d’Italia e una creazione in linea con il terzo millennio che si ispira ai miti della Terra delle Sirene.

Giuseppe Tramontano, inoltre, sarà consegnato nella seconda giornata della kermesse un premio (un angelo, opera del maestro Federico Iaccarino, giovane e valente creatore dipastori) «per la sua determinazione e il suo lavoro che ha raccolto successi in tutto il mondo nel settore della moda».

Lo stesso premio sarà conferito ad Anna Russo Acampora, imprenditrice, albergatrice, donna, bisnonna, promotrice e sostenitrice delle tradizioni, già presidente della Fidapa (Federazione italiana donne impegnati nelle arti e nelle professioni).

Un altro appuntamento della rassegna vedrà come protagonista il fiorentino Alberto Presutti che, nello spazio «Incontra Sorrento», presenterà il suo intrigante manuale di buone maniere dal titolo «Bentornato Galateo!», pubblicato con Romano Editore.






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