Friends

"BON TON OGGI: NON C'E' FINE AL DEGRADO ANCHE NELLA COMUNICAZIONE SUI MASS MEDIA". A CURA DI ALBERTO PRESUTTI




"BON TON OGGI"

IL DEGRADO SOCIALE E L'ASSENZA DI OGNI RISPETTO PER LA PERSONA UMANA

Leggo su un giornale. E resto sconvolto. Non solo per il livello di degrado infimo e vergognoso.

Un supermarket della prostituzione



alle porte di Vienna

Ma, perchè un giornale ne dà notizia come fosse l'apertura di un qualsiasi Centro Commerciale.
Come se non fosse l'apertura dell'ennesimo universo concentrazionario di schiavitù edel sessoe di umiliazione della Donna.
Una notiza data quasi a fini turistici.
E poi ci si chiede il perchè degli stupri, delle violenze quali i femminicidi.






"BON TON OGGI: LA BUSINESS ETIQUETTE CHE FA LA DIFFERENZA". A CURA DI ALBERTO PRESUTTI



"BON TON OGGI"

LA BUSINESS ETIQUETTE CHE FA LA DIFFERENZA
Leggo su un giornale. E non mi stupisco.

La classifica dei Best place to work

Ecco il miglior posto di lavoro al mondo

Vince Sas, crolla Microsoft

Il criterio è la «felicità» dei dipendenti che hanno dato i voti alle aziende per credibilità, rispetto, equità, orgoglio e cameratismo

Quest'elenco di fattori rende "felice" non solo il dpendente ma anche il manager, e quindi anche l'imprenditore, quindi il "sistema azienda", che è ingranaggio delicato dove, da quest'insieme di situazioni positive discende la motivazione e la mancanza di assenza, mobbing, e passività del lavoratore.

"BUSINESS ETIQUETTE: CONIUGARE L'ESSENZA DELL'ESSERE CON QUELLA DELL'APPARIRE". RUBRICA A CURA DI ALBERTO PRESUTTI SU "TRADINGLIVESHOW"




NON SI DICE PIACERE

RUBRICA DI BUSINESS ETIQUETTE

Il Bon Ton e la Business Etiquette sua estrinsecazione aziendal-professionale, fissano le regole per chi sa e vuole coniugare l’essenza dell’essere con quella dell’apparire, la cultura con il denaro, le responsabilità con il savoir vivre.


Inizierei, qui di seguito, una disamina, in ordine alfabetico, dei pregi propri del vero “Signore” come del vero “Professionista”.

A: come AFFABILITA’: Purtroppo, cortesia e Buone maniere sembrano non appartenere più alle classi dirigenziali che invece sfoggiano comportamenti ed atteggiamenti strafottenti, arroganti, presuntuosi. Il vero “Professionista”. è, in primis, un gentleman!

B come BACIAMANO: E’ tornato di moda, ma guai a eseguirlo con modi ruvidi o cialtroneschi, con ruffianeria ed esibizionismo del gesto. Mai all’aperto. Mai se la signora è in piedi.

C come CONCISIONE: Saper usare la sintesi è qualità rara. il vero “Signore” sarà sempre molto parsimonioso di parole, evitando di dilungarsi su fatti e, soprattutto, persone, questo per stile come anche perché per il vero “Professionista” il tempo è denaro. I chiacchieroni non danno una buona impressione di se stessi. Solo gli imbonitori, infatti, parlano tanto.

D come DENARO: E’ un mezzo ma non undio da idolatrare. Il vero “Professionista” quanto il vero “Signore” non ne parla mai né lo ostenta. Il denaro è importante ma non è un fine. Se di famiglia, il denaro deve essere rispettato e non dilapidato. La differenza tra il vero “Signore” e chi non lo è, si evince dal rapporto con il denaro.

E come: ESIBIZIONISMO: Un vero “Signore” è riservato ed elegante e queste sono qualità che si possono acquisire ma, in generale, fanno parte del DNA. Il vero “Professionista” sa scegliere sempre l’abito giusto per ogni occasione senza che questo divenga uno status symbol ma sia semplicemente indossato come fosse una nuova pelle.

F come FORZA: Forza d’animo, risorsa indispensabile come la passione (vedi alla P). Un vero “Signore”, innanzitutto, è forte ma sa lasciarsi andare, si commuove ma evita scene madri. Il vero “Professionista” è forte con i forti, mai con i deboli.

G come GUSTO: Il Buon gusto è caratteristica imprescindibile sia del vero “Signore” che del vero “Professionista” che, peraltro, non impongono a nessuno di loro conoscenza. Il cattivo gusto è, invece, un marchio indelebile.

H come HOTEL: Un albergo, per il vero “Signore”, è un po’ come una seconda casa, non vine scelto se anonimo o fatiscente, confusionario o turistico o gestito da chi non sa fare il mestiere dell’albergatore. Il vero “Professionista” è un grande conoscitore di hotel, in quanto in albergo riceverà i suoi clienti, quindi non si può permettere brutte figure.

I come IMPRESSIONE: Non vi è assolutamente la possibilità di fare una seconda buona impressione se si è fallito alla prima. Questa è una delle regole principali della Business Etiquette che andrebbe incorniciata.

K come KILOGRAMMI: Il vero “Professionista” non sarà mai sovrappeso che è un modo per denotare la poca cura che si ha di sé e della propria salute, oltre a comunicare cattive abitudini alimentari. La pancia non è più, oggigiorno, unsimbolo di potere!

L come LUSSO: Il vero “Signore” apprezza il lusso ma non lo ricerca in modo affannoso e non ne è schiavo: Il . Il lusso per il vero “Professionista”, invece, è il suo cervello, che se fa la differenza tramuta gli incontri in tante occasioni di successo.

M come MOBBING: Il vero “Professionista” non si presterà a fare mobbing nei confronti di un collega, in quanto si comporterà sempre lealmente e da galantuomo con tutti.

       

"IL BON TON DEL SAPER DONARE". RUBRICA DI BON TON DI ALBERTO PRESUTTI SU "POSTPOPULI.IT"




Rubrica di Bon Ton

IL BON TON DEL REGALO

Spesso ci facciamo consigliare pur di superare l’imbarazzo nella scelta del regalo più giusto e, al contempo, originale.

Regalare è un’arte che rifugge ogni eccesso e caduta di tono e il Bon Ton è d’accordo!

Secondo voce popolare il miglior regalo è un “pensierino” scelto col cuore più che con la testa, per evitare “colpi di testa”. Il Bon Ton consiglia la regola di non esagerare mai nel donare, facendo troppi doni e sempre tutti preziosi, perché il regalo guai diventi espressione del nostro “ego”, e, in concreto, poi, un modo per sopraffare la personalità di chi riceverà il regalo

Quindi, per il Bon Ton, semplicità e buon gusto devono sposarsi anche nei regali più costosi.

Il regalo rappresenta, infatti, la manifestazione di un nostro sentimento e non potrà, in alcun caso, esser tale da metter a disagio il suo destinatario.

Il dono non è il quantum del nostro potere economico, della nostra munificenza, esibizione di generosità fine a se stessa. Sono sbagliati tutti i regali suggeriti dalle tendenze dell’ultimissima moda, che se del caso, ciascuno acquisterà, in proprio, per sé.

Esiste, per il Bon Ton, il regalo “giusto“?

Rispondere a questa domanda non è facile neanche per gli esperti, a dire la verità.

Apprestiamoci all’acquisto senza fantasticare troppo sulle possibili aspettative di chi lo riceverà senza badare a volerlo stupire.

Il regalo “giusto” sarà quello che meglio riuscirà a supportare l’equazione: confidenza sta all’intimità quanto valore sta all’occasione.

Impariamo a “tarare” il regalo all’occasione e alla confidenza che abbiamo con il destinatario, valutando la spesa in proporzione ai nostri mezzi economici.

Il Bon Ton ci ricorda come un biglietto di accompagnamento non possa mai mancare.

Se non conosciamo i gusti del destinatario, doniamo un libro, – un best seller o un libro d’arte – la cui dedica apporremo non su una pagina interna, in quanto questo è privilegio del solo autore, ma nel biglietto.

Infine accettiamo sempre i regali col sorriso sulle labbra anche quando non ci piacciono, mai riciclandoli a posteriori.







"BON TON OGGI: SOCIAL NETWORK E BON TON". A CURA DI ALBERTO PRESUTTI





"BON TON OGGI"

SOCIAL NETWORK e BON TON

.
Un titolo sul Web. Le primarie dei partiti politici. Espressioni di democrazia interna. Di partecipazione alla "Causa comune"
Ma è così poi?
La guerra degli staff su Twitter


Veleni e sospetti in 140 caratteri
 
 
Twitter è già da molto tempo un "piccione viaggiatore" di polemiche, di attacchi personali, di scontri politici e non, tra i suoi twitters, senza alcun riguardo alle Buone maniere, peggio si fosse al mercato.
 
La civiltà del progesso tecnologico pare fare il paio con la regressione civile e sociale di chi usa queste tecnologie, nel modo più gretto e offensivio possibile.
 
Netiquette addio?
 
Siamo in Italia, il Paese della "finta formalità"!






"BON TON OGGI: IL BARATTO CHIC". A CURA DI ALBERTO PRESUTTI





"BON TON OGGI"

IL BARATTO CHIC


Un titolo su un giornale. Uno scambio tra giovani e meno giovani signore inventato ad due appassionate di moda a Firenze.
Ma è chic barattare abiti smessi?

Se il baratto diventa chic.

L'idea di due amiche: riciclare i vestiti che non metti più. La prima giornata di scambio-fashion.
 
 
Sarà chic se avverrà con stile, in modo giocoso.
Sarà chic se l'eterna competizione al femminile non ci metterà lo zampino.
Infine, sarà chic se, da arengario al femminile, potrà, presto, aprirsi al guardaroba dei gentiluomino e ai suoi abiti, anche sportivi, forsi meno estrosi, ma chi lo sa?

"WEDDING BON TON CORTESE". ALBERTO PRESUTTI SU "WEDDING-ITALIA.COM"



Collaborazione con Wedding-italia.com

Pagina di Wedding Bon Ton Cortese

Clikka qui:
http://www.wedding-italia.com/ita/proposta-119-il-buon-gusto-e-le-buone-maniere-nel-matrimonio-presutti.html

"BON TON OGGI: RISPETTARE GLI ANIMALI". A CURA DI ALBERTO PRESUTTI



"BON TON OGGI"

RISPETTARE GLI ANIMALI


Un titolo su un giornale. La realtà supera la fantasia. L'Arte non è più maestra di vita.

Artista belga lancia gatti in aria

Gli spettatori lo aggrediscono

L'ultima, provocatoria, performance di Jean Fabre non è stata molto gradita:
«Mi scuso, ma non ho fatto del male ai felini»

Gli animali sono esseri senzienti, il Bon Ton ci induce a ritenerli pari a noi, nel rispetto e nell'accudimento, guai a considerarli oggetti da esibizione, da gioco, da tortura!





"BON TON, BOLLICINE, ALLEGRIA...MA LE SPESE?". RUBRICA DI BON TON DI ALBERTO PRESUTTI SU "SI'Larivistaperchisisposa"


Rubrica di Bon Ton Matrimoniale

Bon Ton , bollicine, allegria...ma le spese?


Non può esistere un matrimonio senza allegria, emozioni, lacrime di gioia, brindisi frizzanti, regali e tanti fiori.

Il fatto è che gli invitati alle nozze si aspettano di essere ben accolti, ben nutriti, ben divertiti da un animatore e indotti a ballare da un Dj.

Quante spese che minano il sistema nervoso della coppia.

Il Bon Ton suggerisce di non perdere la calma perché altrimenti si diventa aggressivi ed irascibili anche con le persone care: genitori e suoceri.

Certo i tempi sono cambiati, i costi aumentati, e non è più pensabile che le famiglie dei due futuri sposi possano accollarsi uscite economiche pesanti.

La tradizione viene infranta, ma c’est la vie …

Spesso l’errore che compiono le coppie è quello di informarsi su quanto costi una cerimonia nuziale generica.

Il Bon Ton consiglia il saggio adagio che si esprime nella domanda: “Quanto possiamo permetterci di spendere?”

Quindi, prima di tutto sarà opportuno fare una lista delle presenze che non possono mancare per il funzionamento del matrimonio, a cominciare dai servizi per la cerimonia: fotografo e video operatore, animatore, Dj, eventuale baby sitter.

Poi, si dovrà decidere il numero degli invitati, e in altre parole, fare una lista delle priorità.

Una volta deciso il budget di spesa, non tradirlo per nessuna ragione al mondo!

Farsi furbi e non girare per boutique con un invisibile ma ben chiaro cartello attaccato al collo: “Sono qui per il mio importantissimo matrimonio!”.

Se, per educazione, buon senso e Bon Ton, non volete pesare sui risparmi dei vostri genitori, anche per il recondito motivo di non volerne poi essere coartati nelle scelte, vi sbagliate, in quanto mamma e papà metteranno sempre il naso nell’organizzazione del matrimonio, per affetto e per dare il loro contributo di esperienza.

Quindi, chiedere aiuto ai genitori, non è indignitoso. Per Bon ton non si potrà chiedere questo aiuto, in presenza del nostro Lui o della nostra Lei. Sarebbe un gesto davvero non delicato!

Qualora i genitori possano affrontare qualcuna delle spese che saranno loro prospettate, non si tireranno certamente indietro, purchè non vogliano metter mano al portafoglio solo per una volontà di condizionamento delle scelte.

Regola ferrea di Bon Ton è, invece, che non si parlerà assolutamente di soldi, il giorno del fidanzamento ufficiale facendo riferimento ad un prossimo matrimonio.

In alcune regioni italiane, la lista di nozze è soppiantata dalle cosiddette “buste” che contengono offerte dei parenti e degli amici. Con franchezza, ovunque si abiti, si potrà chiedere dei soldi, anticipatamente, agli amici invitati, specificandone, ovviamente, la finalità di utilizzo.

Non essendo chiaroveggenti, sarà impossibile prevedere quanti amici accetteranno e se verseranno tutta la cifra richiesta, per cui, mai fare sogni ad occhi aperti!


"BUSINESS ETIQUETTE: LA VERA COMIUNICAZIONE EFFICACE SUL LAVORO". ARTICOLO DI ALBERTO PRESUTTI SU "TRADINGLIVESHOW"



Rubrica di Business Etiquette

(Ottobre 2012)

Il Bon Ton è la comunicazione efficace del benessere con gli altri.

Professionalmente, socialmente, convivialmente.

Però, la comunicazione oltre essere, di base, capacità di ascolto del nostro interlocutore, è anche modalità di ricezione dell’uso del paraverbale e del non verbale che faremo noi, consapevolmente o meno, mentre stiamo parlando.

Questo lo possiamo facilmente verificare raccontando una barzelletta. Perché c’è chi con la stessa barzelletta strappa grandi risate e chi solo dei sorrisi a fior di labbra?

Influirà, pertanto, nella nostra comunicazione, certo non nel caso della barzelletta, ma in quello di una trattativa di affari, il saperci porre, anche rispetto gli spazi che occupiamo in apporto ai presenti. Influirà il modo di occuparli. E, soprattutto, quanto spazio sottraiamo - con il nostro muoverci, spostare oggetti, indicare, gesticolare - agli altri presenti, con cui vorremmo fare business.

Coloro che conoscono i codici comportamentali propri delle situazioni formali, sanno bene che ogni minimo errore di comunicazione o protocollare, comporta una perdita di punteggio nel risultato finale.

Parlare troppo a voce alta, o troppo a voce bassa, usare termini scorretti, dare l’impressione di essere presuntuosi o tuttologi, dare le spalle a qualcuno non creando empatia, sono modi e maniere per non raggiungere l’obiettivo commerciale, e non solo, prefissatoci.

In Italia vi è una cultura del bello e del potere, che portano fuori strada chiunque vi si attenga grettamente.

E’, infatti, il monaco che rende l’abito sacro, e non l’abito a sacralizzare chi lo indossa. E il potere non è strafottenza e possibilità agevole di sottomettere l’altro da sé.

Per cui assorbire e seguire le regole del Bon Ton è indispensabile per quanto concerne l’essere appropriati all’occasione con il nostro abbigliamento.

Chi ha potere, poi, non lo sfoggia, come propaggine di una spada che minaccia e uccide il più debole.

Se abbiamo un azienda, investiamo sui nostri collaboratori, facendo in modo che chi risponde al telefono quale centralinista o segretaria, abbia una comunicazione dell’accoglienza positiva, divenendo il nostro primo “biglietto da visita”.

Ricordiamoci, che è lo stesso principio, del “colpo di fulmine” in amore, per cui il nostro potenziale cliente, deve percepire subito un “flash” che lo abbaglia.

Rimanere se stessi, con le proprie credenze, oggi significa non evolversi e bloccarsi, che se anche pare produrre un sentimento di pace interiore sul momento, sarà fragorosamente infranto dalla brutta figura che andremo a fare.

Da formatore, ritengo che oggi, o ci si forma o ci si ferma.

Sarà sempre, quindi, il nostro atteggiamento, a fare la differenza, già a partire dalle nostre credenze, perché è la mappa mentale dell’altro, che deve essere l’obiettivo della nostra comunicazione, ed entrarci, sarà tanto più facile quanto più saremo comunicatori ben educati, rispettosi, non invadenti, e non in ultimo, buoni ascoltatori.






"BUSINESS ETIQUETTE, BON TON, STILE IN RAPPORTO COI GIOVANI CHE ENTRANO IN AZIENDA". INTERVISTA AD UNA STAGISTA, EX STUDENTESSA DI ALBERTO PRESUTTI



Business Etiquette, Bon Ton, Stile
in rapporto coi giovani che entrano in azienda

Parla la dott.ssa Silvia Trampetti
 studentessa al Master in Comunicazione, Banche e Assicurazioni,
tenuto dall’Associazione Eraclito 2000
e oggi giovane stagista.

Silvia Trampetti è stata una mia studentessa e, mi piace interpellarla, 
per avere un suo parere su quanto Stile, Buona Educazione e Business Etiquette, 
l'abbiano aiutata nella vita sociale e professionale. 


Prima di frequentare la lezione sulla Business Etiquette del Maestro   Alberto Presutti al Master CBA di “Eraklito2000”, a Pisa, cosa conosceva  di questa disciplina?

Diciamo conoscevo “l’Etichetta” o meglio il “Bon Ton”, come si suol dire, a livello di insieme di norme convenzionali per avere i famosi “buoni” comportamenti che ci si aspetta da altre persone per risultare “educati” all’interno della società. Certo, la lezione del Maestro Presutti nel contesto quale quello del Master ne ha messo in luce aspetti importanti che, in prima battuta mi permetto di dire, avevo sottovalutato. È stato molto interessante quindi conoscere queste dinamiche e capire come queste possano fare la differenza e soprattutto possano dare quel taglio diplomatico, professionale e serio ai rapporti di lavoro.


Quanto ritiene utile, già per uno stagista, conoscere le regole ed i codici della Business Etiquette, e, una volta appresi, quanto le sono state giovevoli nella sua vita sociale e professionale?

Credo sia essenziale, importante e aggiungo doveroso, essere sensibili anche a questi aspetti, che per la maggioranza vengono ahimè presi sottogamba.
Eppure, mi permetto di dire, alla fine, che siamo stagisti, impiegati, manager, dirigenti, professori e chi più ne ha ne metta, credo non ci sia un vero limite nell’avere la giusta educazione nel giusto modo di porsi e sapersi rapportare.
Quando parliamo di questi argomenti secondo me parliamo di qualcosa che è veramente raro da riscontrare e devo riconoscere invece che è questo un qualcosa che va al di là della semplice, per quanto semplice si possa chiamare, cultura e preparazione accademico-professionale che si ha.


Secondo lei, le aziende dovrebbero investire nella formazione afferente al Bon Ton, Galateo e Business Etiquette o pensa che è una formazione che si può imparare esperienzialmente?

Per la mia opinione personale, a mancare nei contesti lavorativi sono proprio a volte i vecchi valori di cui oggi purtroppo pare se ne stiano perdendo le tracce. Mi riferisco a cortesia, buona educazione, modi gentili e soprattutto direi pazienza per sapersi porre sempre con la massima disponibilità e diplomazia.

Spesso al giorno d’oggi le persone vivono la propria vita con nervosismo, frenesia, si è sempre sommersi da mille impegni che alla fine della giornata non si sa nemmeno quanti se ne riusciranno a portare a termine. È come se tutti vivessero in una corsa incessante e poi inevitabilmente si finisce per scontrare.
Credo quindi che la Business Etiquette non rappresenti solo una soluzione a ciò ma un aiuto per superare in modo responsabile queste difficoltà di tutti i giorni e nello stesso tempo una chiave di successo strategica per intrattenere rapporti di lavoro di lunga durata nonchè tutta una serie di azioni che vanno a servizio della stessa azienda.


Ritiene che il Maestro Presutti, a lezione, abbia illustrato in modo efficace e proficuo, oltre che interessante, le regole della Business Etiquette?

Direi decisamente di si. Ha saputo dimostrare magistralmente l’importanza strategica di questa disciplina sapendo metterne in luce aspetti che per noi era importante conoscere per la nostra futura vita lavorativa; e poi credo che un po’ noi tutti presenti alla sua lezione ne abbiamo preso atto!





    

"A TAVOLA CON BON TON". ARTICOLO PER "ITALIACONVENTION:IT"




A tavola con Bon Ton
(9 Ottobre 2012)

Nessuno pensi di passare inosservato. A tavola riveliamo molto di noi. Una rinfrescata alle regole di base è un passaporto per pranzi e cene senza complessi.


1. Una (s)cena agghiacciante

Il Convegno è finito. Sono invitato alla cena in un bellissimo hotel, la regia della serata è molto curata.

Gli eleganti cavalieri mi fanno trovare il mio posto a un tavolo di persone che non conosco, già sedute. Qualcuno risponde al mio “Buonasera” e nessuno si presenta.

Inizio una conversazione con la mia vicina, una signora che mi pare a modo, ma abbiamo appena scambiato quattro parole che l’altro mio vicino allunga il braccio passandomi davanti, afferra una bottiglia d’acqua e si colma il bicchiere fino all’orlo.

Beve a garganella, mentre il gomito non si stacca dalla tavola.

Intanto servono gli antipasti. La mia vicina, che mi pareva così ammodino, sceglie lentamente e chirurgicamente dal vassoio i pezzi che le sembrano migliori, poi, finita la cernita, indica col coltello ad un'altra signora i pezzi di antipasto scelti e li commenta. Il coltello rotea nell'aria.

Non riesco a non notare, allibito, un altro commensale che mastica a bocca semi aperta, parlando.

Persone all'apparenza civili ed eleganti, eppure così maldestri a tavola. Di una malagrazia certo involontaria, tuttavia fastidiosa.


2. I fondamentali

Cibo e business vanno insieme da sempre, ma se aggiungiamo un po' di Buone maniere il mix sarà più gradevole. Perché nella convivialità, quando si abbassano le difese personali, le lacune di buona educazione emergono in tutta la loro evidenza e parlano (male) di noi.

Allora, perché non ripassare la grammatica dello stare a tavola?

Senza arrivare alle regole a volte incomprensibili dell'etichetta di corte, possiamo cominciare dicendo che il galateo non è nemico della cordialità ma fa da collante tra coloro che, lì, in quel momento, siedono alla stessa tavola, per creare una convivialità all’insegna dell'armonia, dell’empatia e del benessere reciproco. Poche regole di base che si possono riassumere in tre parole: compostezza, discrezione, gentilezza.

Prima di sedersi al tavolo si saluta il gruppo senza presentarsi, non essendo in un salotto dove la prentazione è invece d'obbligo.

Si accomoderanno a tavola per prime le signore, e il “là” per iniziare lo daranno gli anfitrioni quando tutti saranno stati serviti. “Buon appetito!” è un augurio poco elegante, ma se qualcuno lo dice è cortese rispondere “Grazie!”.

Nella conversazione, saper ascoltare mostrando interesse è la prima regola. Si devono rispettare le altrui opinioni, mai monopolizzare con interventi troppo lunghi, e non si parla di lavoro se non è proprio un pranzo di lavoro. Non si entrerà in argomenti intimi, né si parlerà di politica, religione, morte e malattie.

E’ vistosamente volgare appoggiare i gomiti sulla tavola, piegarsi verso il piatto, parlare con la bocca piena. E conversare a voce alta o con persone dei tavoli vicini.

Si sta seduti diritti, con i gomiti bassi vicini al busto, sul tavolo si appoggiano solo i polsi.


3. Si fa, non si fa

Non colmare il bicchiere né di acqua né di vino, ma solamente riempirlo per metà. Nettarsi le labbra prima di bere, per non lasciare disdicevoli segni opachi sul bordo del bicchiere, e dopo aver bevuto.

L'uomo verserà l’acqua o il vino, solo se richiesto, alle signore che lo affiancano, non ad altri commensali. La bottiglia si passerà di mano in mano senza farla “volare”.

Quando a servire le bevande è il cameriere, lasciate il bicchiere dov'è. Provvederà lui a versare senza alcun “aiuto” del commensale. Un gentile “grazie” al cameriere è un gesto cortese anche se non obbligatorio.

Il tovagliolo si spiegherà solo al momento che verrà servita la prima portata, e se vi sarà la necessità di alzarsi da tavola, si poserà sulla propria seduta.

Il cartoncino con il menu lo sistemeremo, leggermente aperto perché tenga l’equilibrio, nello spazio tra il piattino del pane, a sinistra, e i bicchieri a destra, in modo da poterlo consultare. Se è grande si stenderà sul tavolo, per non avere una barriera davanti.

Il pane si spezza (e non si taglia) sull’apposito piattino, per non sbriciolare sulla tovaglia.

Nei confronti del cibo si terrà un atteggiamento sobrio, né famelico né schizzinoso, e non si commenterà la qualità o la cottura. E' ineducato lasciare cibo nel piatto. Se non conoscete una certa pietanza è meglio non sceglierla o servirsene con moderazione.

Le posate non si brandiscono e il coltello non si porta alla bocca. Dinnanzi al piatto si troverà la posateria per il dessert, una forchetta in caso di crostate o torte “dure”, un cucchiaino in caso di creme o dolci ”molli”.


4. Regole semplici, per stare insieme in armonia

Se durante il pasto si desidera conversare, le posate dovranno essere appoggiate sul piatto con le punte vicine e i manici divaricati. Al termine, le posate si lasceranno in posizione ad ore 6, perpendicolarmente, una accanto all’altra, la lama del coltello verso l’interno.

Qualora il servizio sia a buffet, non è di buon gusto colmarsi il piatto per evitare un secondo “giro”, facendo la figura dell'ingordo accaparratore. Se vi alzate da tavola per un "rifornimento", non offritevi di "portare qualcosa" anche agli altri commensali. Questo gesto si può fare ed è gentile solamente nei riguardi la propria dama.

Il pesce bianco (spigole, orate, sogliole), se intero nel piatto, ogni commensale provvederà a pulirlo per conto proprio, partendo dalla testa e dalla coda. La pelle e le lische si rimuovono aiutandosi col coltello, mentre i bocconi si tagliano con la forchetta.

Formaggio: la forchetta si adopera esclusivamente per i formaggi molli.

La frutta sarà servita dopo il dessert e in genere, per le difficoltà di sbucciarla, sarà già pronta in porzioni o su vassoi.

Brutta ed imperdonabile abitudine, quella di assentarsi dalla tavola, tra una portata e l'altra, per recarsi a fumare fuori dalla sala. E' brutto anche "filarsela all'inglese" alla fine del pasto, senza salutare i commensali.

Come vedete le regole sono per lo più logiche e intuitive, alcune provengono dalla consuetudine, altre sono dettate dal buon senso e dal buon gusto, nessuna si impone senza un perché.

Questo è il Galateo di oggi, non un protocollo di formalità ma un abbecedario di comportamenti pratici per sapersi destreggiare con scioltezza, stare bene con gli altri e fare sempre un'ottima figura.









"A SCUOLA DI ETICHETTA E BON TON CON LEADERCHIC ACADEMY". ARTICOLO SU "BTBORESETTE.COM"


A scuola di etichetta e bon ton con LeaderChic Academy

(9 Ottobre 2012)

Stanchi di passare inosservati agli occhi dell’amministratore delegato? Indecisi sul look da indossare al meeting aziendale? Per affrontare al meglio la vita di relazione, sociale e professionale, ed esprimere quel carisma che sentiamo “battere in noi”, HR Italia, società di coaching & consulting che si occupa di consulenza e formazione per grandi aziende, singoli professionisti e privati che vogliono imparare a gestire al meglio il proprio potenziale, ha organizzato LeaderChic Academy, il primo master in business bon ton, global etiquette & elegance networking con la direzione didattica del maestro Alberto Presutti ( nella foto). LeaderChic Academy ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti gli strumenti fondamentali per scegliere, in ogni situazione, il corretto canale di comunicazione, il giusto tono, i modi e le maniere più adatte. Mai come oggi, fare la differenza è indispensabile per affermare il proprio brand personale e professionale, per far parte di quel gruppo esclusivo di persone che sanno comportarsi in ogni frangente e contesto senza imbarazzi, per avere rapporti facilitati con tutti gli interlocutori, anche stranieri, e trarne vantaggi economici e di immagine sul lavoro e non solo. Il master, certificato, certificato inizia in novembre e terminerà nel marzo del 2013.



"STESSA SPIAGGIA, STESSO MARE, STESSA MANCANZA DI BON TON". ARTICOLO DI ALBERTO PRESUTTI PER LA RUBRICA DI BON TON SU "DEGUSTA"





Stessa spiaggia, stesso mare,
stessa mancanza di Bon Ton.

Non lasciare che il Bon Ton
affoghi, al mare.
Ricordarsi sempre che in spiaggia non siamo soli
E il vicino di ombrellone
Ha i nostri stessi diritti e doveri.


Mediterraneo, Ionio, Tirreno, Adriatico. In Italia vi è solo l’imbarazzo della scelta per le vacanze al mare. Ma nessun comune vacanziere può scegliere, invece, i propri vicini di ombrellone, con cui convivere l’intero periodo di ferie, breve o lungo che sia.

Basta un niente, all’ora di pranzo, per rovinare il relax. La parmigiana di melanzane del vicino. Una fragranza intensa che ricorda la città e l’aria di casa. Il vicino con i suoi famigliari che commenta ad alta voce la bontà della propria cucina e non manca di estrarre dal frigo portatile frutti dall’intenso odore che se si chiudessero gli occhi, e tutto tacesse intorno, sembrerebbe di vivere una vacanza in campagna. Ecco, il Bon Ton stigmatizza assolutamente questi comportamenti che violano le più comuni regole di rispetto altrui.

Se vicino di ombrellone ha riempito ogni spazio sabbioso intorno di residui del suo gozzovigliare, ricordiamogli con pazienza che quelli alimentari non debbono essere gettati in mare,e tutti gli altri non dovranno restare preda, a sera, del rastrello del bagnino.

Il Bon Ton ricorda come gli avanzi non sono cibo per i pesci e che esistono i cestoni dei rifiuti per ogni prodotto di scarto.

Anche se oramai gli stabilimenti balneari assomigliano sempre più a Luna Park, e sempre meno a tranquilli luoghi dove rilassarsi, ciò non toglie che nessuno può permettersi di tenere la radio o il mini stereo acceso a volume altissimo, esistono le cuffiette apposta.

Nonostante che in spiaggia sia spesso concesso ogni tipo di sport, il Bon Ton suggerisce di fare attenzione alla pericolosità dei palloni calciati con forza, che possono colpire bambini ed anziani. Quindi, se proprio non si può fare a meno di giocare a football, farlo in aree lontane dagli ombrelloni e dal frequente passaggio di bagnanti.

E tra le file di ombrelloni, poi, si aggirano venditori ambulanti e, addirittura, presunti fisioterapisti che propongono massaggi rigeneranti. Per il Bon Ton fare acquisti di provenienza non certa o, peggio, cloni di marche famose, è disonesto, come è masochistico mettersi a disposizione di massaggiatori fasulli.

Se un nugolo di bambini circonda l’ombrellone, chiassosi, evitare di strillargli addosso la rabbia del sonnellino interrotto, ma cercare di individuare i genitori delle piccole pesti, per chiarire, con educazione e calma, che bambini e cani, sulla spiaggia, si debbono tenere a bada, sorvegliando cosa fanno e dove vanno.

Infine, l’agognato bagno, non diventi la sagra dello spruzzo e la doccia la si effettui con prodotti biodegradabili come richiede il Bon Ton ecologico.

La vacanza non sia mai, specie al mare, una vacatio dalle Buone maniere, dal buon senso, dal buon gusto!

       

"AL BUFFET CON BON TON !!!". ARTICOLO DI ALBERTO PRESUTTI PER LA RUBRICA DI BON TON SU "POSTPOPULI.IT"



Rubrica di Bon Ton

AL BUFFET CON BON TON!!!
( 7 Ottobre 2012)

L’aperitivo, detto anche, oggi, “Happy Hour”, costituisce un piacevole momento d’incontro e di nuove conoscenze tanto che il buffet è divenuto, sempre più, punto di attrazione mondano e sociale, a principiare dai business networking fino ai vernissage nelle gallerie d’arte. Il cocktail citato in calce ai cartoncini di invito è ragione in più, spesso, per presenziare.

Il problema è che una volta che si apre il buffet, gli invitati all’evento, come uno sciame impazzito, si producono in un assalto inverecondo alle tartine, ai bignè, alle fette delle torte salate e dei dolci e, bevendo, anzi, taluni sbevazzando, senza ritegno alcuno, come nessuno di loro mai farebbe a casa propria o già di semplici conoscenti, danno spettacolo di Mal Ton!

L’educazione di ognuno degli invitati diviene pallido ricordo, così che taluni si piazzano davanti al tavolo del buffet, ancorandovisi e ingollandosi senza freno, altri sgomitano con forza per giungere nelle vicinanze di qualcosa di commestibile, magari infilando, a mò di serpente guizzante, il proprio braccio tra gomiti e ulne altrui.

La mancanza di Bon Ton si evidenzia dal fatto che, dall’apertura del buffet, tutti ignorino tutti, non esiste più amico o collega, solamente una fame che pare atavica, sotto lo sguardo rassegnato dei camerieri che disperatamente tentano di metter ordine e far fronte a tanta voracità.

Abbuffarsi, invece di mangiare. Rispettare gli altri, invece di prevaricarli. Riempirsi il piatto con poco, per dare a tutti la possibilità di scegliere e non doversi contentare del poco che resta nei vassoi. Bere con misura e non credersi all’osteria.

Il buffet, come un afrodisiaco, eccita un desiderio compulsivo che si traduce nella morte delle Buone maniere e del buon senso, e soprattutto, è irriverente un tale abbuffarsi per i tanti che muoiono davvero fame!




"INTERVISTA AL MAESTRO ALBERTO PRESUTTI" PER "CONNECTING-MANAGERS.COM"




Intervista al Maestro Alberto Presutti

(25 Settembre 2012)


Intervista al Maestro Alberto Presutti per scoprire con lui il mondo delle Buone maniere nel terzo millennio e delle regole della Business Etiquette nell’Era 2.0.

Le Buone maniere non sono divenute desuete nella società moderna?

Tutt’altro! Oggi la società è strutturata in una fitta rete di relazioni e di comunicazioni che devono, necessariamente, basarsi su codici comportamentali e di rapporti propri delle regole del Bon Ton, che come un codice della strada, disciplina incroci, precedenze, stop, per evitare incidenti e per facilitare i collegamenti.

Quanto è importante, oggi, il Galateo?

Nella convivialità ciascuno di noi trasmette agli altri commensali la sua educazione, il saper stare a tavola composto, il desinare con proprietà, senza abbuffarsi, colmarsi il bicchiere di acqua o di vino, saper maneggiare le posate, non parlare con il boccone in bocca, non sporcarsi con sughi o salse.

Si deve, poi, tener presente, come gli affari più importanti, spesso, si decidono a tavola, e pranzare o cenare con un cliente o con la controparte nella trattativa, è un modo per farne conoscenza, carpirne i punti deboli, stupire per lo stile con cui accogliamo.

Il Bon Ton cosa rappresenta nell’Era 2.0,?

La valenza del Bon Ton è andata accrescendosi nell’Era 2.0 con l’affermarsi di un Personal Brand in Rete, attraverso i Social Network. Si può ben parlare di un Social Bon Ton: non può esistere, infatti, una comunicazione se non fondata sulle Buone maniere, sul rispetto della mappa mentale dell’interlocutore, sul saper ascoltare e proporsi con rispetto. Il Bon Ton risulta, pertanto, la comunicazione efficace per antonomasia, non solo nell’ambito sociale e conviviale, soprattutto nell’ambito professionale.

Può descrivere i tratti principali della Business Etiquette?

La Business Etiquette è quell’insieme di codici e protocolli comportamentali che ogni manager e professionista dovrebbe conoscere per destreggiarsi con facilità e scioltezza in ogni momento, non solo della vita mondana, ma specialmente in contesti formali come incontri o pranzi e trattative di lavoro, situazioni in cui gaffes o imbarazzi cerimoniali, dalle presentazioni alla scelta dei posti, non sono consentiti e inevitabilmente pregiudicano, alla radice, qualsiasi business.

Qual è la regola determinante della Business Etiquette?

Occorre ricordarsi sempre che non si avrà mai una seconda occasione per fare quella buona, prima impressione, indispensabile per fare la differenza ed imporre il proprio carisma!

Come diceva Abramo Lincoln, primo presidente degli Stati Uniti: “Posso ingannare qualcuno continuamente, tutti una volta, ma è impossibile ingannare, sempre, tutti!”        

"IL BON TON DEL FUMATORE". ARTICOLO DI ALBERTO PRESUTTI PER LA RUBRICA DI BON TON SU "OUTSIDERNEWS.NET"




Rubrica di Bon Ton

Il Bon Ton del fumatore


(24 settembre 2012)


Fumare è un arte e ogni vero fumatore, sa bene che per lui il sigaro rappresenta una passione e un’attesa pausa da dedicare a se stesso, nella frenesia della vita quotidiana ed è difficile, se non impossibile, poterne fare a meno.

A seconda del momento in cui si decide di accenderlo, si apprezza il gusto e a seconda delle nostre condizioni fisiche e mentali anche la capacità di inebriare come un buon vino, ed è per questi motivi che il tempo ed il luogo in cui si decide di accendere il sigaro sono del tutto personali ma al contempo devono esser tali da rispettare la sensibilità altrui.

Pertanto, il vero fumatore riesce a trovare l’equilibrio più adatto alle proprie esigenze sempre nel rispetto dell’ambiente in cui si trova.

Il vero fumatore, infatti, conosce il Bon ton!

Tra le tante divisioni che il mondo conosce, una delle fondamentali, che è andata acuendosi in questi ultimi anni, e’ quella tra fumatori e non fumatori che mal sopportano il fumo altrui e che non vogliono respirarlo a lungo.

In ogni caso, quella del non fumatore e’ una scelta come quella di non bere alcool; la differenza magari e’ tutta nel fatto che se non si beve alcool poi non si obbliga il vicino di tavolo ad alzarsi ed ad andare a bere fuori dal Locale!

Col fumo, invece, il fumatore fa sì, che una sua scelta, finisca imposta a chi gli sta vicino, specialmente a bambini o a signore in stato interessante.

Dunque, se ci reca al ristorante, è meglio effettuare una telefonata preventiva per informarsi se il Locale dispone di salette fumatori. Il vero fumatore, per delicatezza, anche se il fumo e’ consentito, cerca di contenersi se ci sono dei bambini o se capisce che le persone circostanti ne patiscono un disagio.

In una casa privata, in passato, c’era l’educata abitudine propria del Bon ton, di chiedere: “Disturbo se fumo?”. Prima di tutto, dunque, si deve notare la presenza o meno di posacenere e nel caso manchino, se ne deduce chiaramente il messaggio: “A noi, qui, da’ fastidio il fumo. Per favore evitate”.

Al giorno d’oggi, sono moltissimi i fumatori sensibili ed educati che, se proprio non riescono a resistere per un paio d’ore, escono sul terrazzo o nel giardino dell’abitazione dove sono ospiti per non disturbare.

In alcune case vi e’ un locale in cui e’ consentito fumare, il cosiddetto fumoir, ed e’ un piacere, in questi casi, ritrovarsi con altri fumatori e, tutti insieme, gustarsi un buonsigaro, accompagnandolo con un bicchiere di whisky mentre si chiacchiera piacevolmente.

Se, invece, sono presenti su tavolini o sui soprammobili, dei posacenere, sicuramente in quella casa si può fumare, ma il Bon ton vuole che se ne richieda lo stesso il permesso.

E veniamo alla sfida tra sigarette e sigari.

Il poeta Rimbaud disse,una volta: ” Ad un certo punto le sigarette ti fanno passare la voglia di fumare! Ti fanno male! Tutto il contrario del sigaro, che è onesto e non tradisce il fumatore!”. Ma è anche la posa del fumatore che fa la differenza:

La sigaretta è un vezzo e un vizio, e spesso viene fumata in atteggiamenti che si coniugano alla volgarità, all’esibizionismo. Il Bon ton del sigaro, è connaturato, all’eleganza, alla plasticità, alla raffinatezza della posa di chi lo impugna, per fumarlo.

Il sigaro è, come dimenticarlo, espressione di voluttà, di passionalità, dunque, non ammette leziosità, né scatti nervosi, nel maneggiarlo, ma richiede un coinvolgimento e una passione da parte del suo fumatore che al momento di spegnerlo, non avrà i movimenti bruschi ed essenziali di chi accartoccia una sigaretta, quasi con disprezzo.          

LEADERCHIC ACADEMY: PERCHÉ ACQUISIRE CARISMA E VIVERE LA VITA CON STILE" RUBRICA DI BON TON DI ALBERTO PRESUTTI SU "POSTPOPULI.IT"






Rubrica di Bon Ton e Galateo


PERCHÉ ACQUISIRE CARISMA
E VIVERE LA VITA CON STILE.



Per affrontare al meglio la vita di relazione: sociale, mondana e professionale e poter esprimere, così, quel carisma che solo l'Etichetta e le Buone maniere sono in grado di infondere, è fondamentale scegliere con attenzione il giusto canale con cui rapportarsi agli altri.

Non è facile individuare il giusto tono, i modi e le maniere giuste, avendone contezza con semplicità e savoir faire.

Mai come oggi, poter fare la differenza, è indispensabile per affermare il brand personale e professionale, per far parte di quel gruppo esclusivo di persone che sanno comportarsi in ogni contesto e anbito senza imbarazzi, per avere rapporti facilitati con tutti i nostri interlocutori anche stranieri, e trarne opportunità e vantaggi sul lavoro e non solo.

Le regole, i protocolli, i cerimoniali dalle presentazioni fino alla scelta dell'abbigliamento per ogni occasione, sono le chiavi di volta del vivere sociale e professionale, come padroneggiare la Business Etiquette cioè l'insieme delle norme che consentono di muoverci con disinvoltura nel mondo aziendale e degli affari.

Pertanto, è bene ricordarsi che non si può avere mai una seconda occasione per fare quella buona prima impressione, indispensabile, per differenziarsi ed imporre quel carisma che apre ogni porta, anche quella più serrata.

Nasce a questo fine la “LeaderChic Academy” - di cui sono il Direttore didattico - che è volta ad imprimere una svolta nella vita e nella carriera dei suoi frequentanti, cioè, tutti coloro che intendano acquisire e sviluppare strumenti concreti per una crescita nella gestione elegante ed efficace delle relazioni interpersonali che significa acquisire quel carisma di cui si diceva sopra.

Con sede didattica a Roma, con corsi diluiti in sei week end tra novembre e marzo 2013, la “LeaderChic Academy” può realizzare il desiderio di cambiamento che tanti professionisti e manager sentono necessario in questo periodo di crisi da cui si esce anche primeggiando sulla concorrenza e dando un impressione unica di essere i migliori, senza se e senza ma.

La “LeaderChic Academy” applicando le metodologie didattiche migliori, consente di apprendere il modo per sviluppare e ed esprimere in ogni occasione chi veramente vorremmo essere e non sempre riusciamo ad essere.

Acquisire carisma è un esperienza che cambia la vita!











"LEADERCHIC ACADEMY" ARTICOLO PER LA RUBRICA DI BUSINESS ETIQUETTE A CURA DI ALBERTO PRESUTTI SU "TRADINGLIVESHOW"






Rubrica di Business Etiquette

NON SI DICE PIACERE

(n°12 - Settembre 2012)


Un professionista o un manager devono saper sviluppare e riuscire a mantenere una concreta ed efficace eleganza comunicativa nelle relazioni personali, professionali, virtuali.

Per affrontare al meglio la vita di relazione: sociale e professionale e poter esprimere così quel carisma che solo l'Etichetta e le Buone maniere sono in grado di infondere, è fondamentale scegliere con attenzione il giusto canale con cui rapportarsi agli altri.

Non è facile individuare il giusto tono, i modi e le maniere giuste, avendone contezza con semplicità perché sono esperimentate nel tempo grazie al savoir faire.

Mai come oggi, poter fare la differenza, è indispensabile per affermare il brand personale e professionale, per far parte di quel gruppo esclusivo di persone che sanno comportarsi in ogni frangente e contesto senza imbarazzi, per avere rapporti facilitati con tutti i nostri interlocutori anche stranieri, e trarne vantaggi economici e di immagine sul lavoro e non solo.

Le regole, i protocolli, i cerimoniali dalle presentazioni fino alla scelta dell'abbigliamento per ogni occasione, sono le chiavi di volta del vivere sociale e professionale, come padroneggiare la Business Etiquette cioè l'insieme delle norme che consentono di muoverci con disinvoltura nel mondo aziendale e degli affari.

Pertanto, è bene ricordarsi che non si può avere mai una seconda occasione per fare quella buona prima impressione, indispensabile, per differenziarsi ed imporre quel carisma che apre ogni porta, anche quella più serrata.

Si parla di “LeaderChic” e nasce, infatti, la “LeaderChic Academy” volta ad imprimere una svolta nella vita e nella carriera dei suoi frequentanti cioè tutti coloro che intendano acquisire e sviluppare strumenti concreti per una crescita nella gestione elegante ed efficace delle relazioni interpersonali che significa acquisire quel carisma di cui si diceva sopra.

Con sede didattica a Roma, con corsi diluiti in sei week end tra novembre e marzo 2013, la “LeaderChic Academy” può realizzare il desiderio di cambiamento che tanti professionisti e manager sentono necessario in questo periodo di crisi da cui si esce anche primeggiando sulla concorrenza e dando un impressione unica di essere i migliori, senza se e senza ma.

Quasi sempre è la mancanza di un brand carismatico a rendere fiacca e non vincente la migliore competenza o le migliori proposte.

La comunicazione si fonda sul riuscire a trasmettere con forza carismatica quel marchio distintivo che si ha, la personalità!

La “LeaderChic Academy” applicando le metodologie didattiche migliori, consente di apprendere il modo per sviluppare e ed esprimere in ogni occasione chi veramente vorremmo essere e non sempre riusciamo ad essere.

Vivere il carisma è un esperienza che cambia la vita!






"LEADERCHIC ACADEMY: CONVENZIONE CON ToscanaIn E I ClubIn"





Presentaazione della Convenzione con ToscanaIn
a Firenze
presso il Riva Loft Hotel


Il Dott. Rudy Necciari e il Maestro Alberto Presutti presentano l'"Accademia"






Il Maestro Presutti illustra gli sconti offerti
per la Convenzione















La stagista Giulia Maccianti distribuisce la Brochure dell'"Accademia" ai soci di ToscanaIn, presenti.

Foto di Fabio Casati

"LEADERCHIC ACADEMY: PER ACQUISIRE CARISMA E PERSONALITA' IN OGNI OCCASIONE"


Master in Business Bon Ton,
Global Etiquette & Elegance Networking

PER ACQUISIRE CARISMA E PERSONALITA'
IN OGNI OCCASIONE
SOCIALE, MONDANA, PROFESSIONALE!


Come sviluppare e mantenere una concreta ed efficace eleganza nelle relazioni personali, professionali, virtuali.

Non avremo mai una seconda occasione per fare quella buona prima impressione, indispensabile, per fare la differenza ed imporre il nostro carisma!


Per affrontare al meglio la vita di relazione: sociale e professionale e poter esprimere così quel carisma che solo l'Etichetta e le Buone maniere sono in grado di infonderci, è fondamentale che sappiamo sempre scegliere il giusto canale di comunicazione, il giusto tono, i modi e le maniere giuste, avendone contezza con semplicità perché ci appartengono.

Mai come oggi, fare la differenza, è indispensabile per affermare il nostro brand personale e professionale, per far parte di quel gruppo esclusivo di persone che sanno comportarsi in ogni frangente e contesto senza imbarazzi, per avere rapporti facilitati con tutti i nostri interlocutori anche stranieri, e trarne vantaggi economici e di immagine sul lavoro e non solo.

Le regole, i protocolli, i cerimoniali dalle presentazioni fino alla scelta dell'abbigliamento per ogni occasione, sono le chiavi di volta del nostro vivere, come padroneggiare la Business Etiquette cioè l'insieme delle norme che consentono di muoverci con disinvoltura nel mondo aziendale e degli affari.

Per i partecipanti è previsto:

• Rilascio di un attestato di partecipazione








"MATRIMONIO E BON TON. DAMIGELLE E PAGGETTI". ARTICOLO DI ALBERTO PRESUTTI


Un matrimonio indimenticabile per il Bon Ton:
Come scegliere e istruire Damigelle e Paggetti




Le nozze in orario antimeridiano sono per tradizione e Bon Ton matrimoniale, le più formali e la sposa per questo motivo non potrà che indossare un abito importante con strascico.

E’,dunque, impossibile quindi l’entrata della sposa in Chiesa senza la presenza di damigelle e paggetti ruolo che deve essere affidato con cura per evitare che i piccolini non creino confusione ma che ben istruiti e quindi  immedesimatisi in quello che è il loro compito durante la cerimonia, lo svolgano con piacere e secondo le regole.

La scelta dei bambini deve riguardare piccoli di età compresa tra i 4 e 8 anni, che potranno essere dei nipoti degli sposi o figli di amici.
Il numero deve essere sempre pari, di solito due o quattro.

All’entrata in chiesa , un paggetto e una damigella precedono gli sposi, il paggetto porta il cuscino con le fedi e la damigella ha in mano un piccolo bouquet simile a quello della sposa oppure un cesto con petali di rosa da spargere davanti al cammino della sposa, sempre per Bon Ton matrimoniale, il sacerdote permettendo.

Se paggetti e damigelle sono in quattro, i rimanenti due seguono la sposa reggendo lo strascico.

Giunti sull’altare, damigelle e paggetti si possono posizionare vicino ai testimoni.

Damigelle e paggetti possono, però, accompagnare gli sposi nel percorso inverso a fine cerimonia, verso l'uscita della chiesa.

Durante il banchetto nuziale damigelle e paggetto posssono distribuire i confetti e le bomboniere.







"WEDDINGPLANNER: COME SCEGLIERLA SENZA SBAGLIARE!". ARTICOLO DI ALBERTO PRESUTTI



WEDDINGPLANNER:
COME SCEGLIERLA SENZA SBAGLIARE!



La Wedding Planner o Bridal consultant è un organizzatrice di matrimoni, quindi una figura professionale che affianca i futuri sposi a far sì che le nozze siano veramente "un giorno indimenticabile", (e pur senza intromettersi, condizionando le scelte), grazie alla sua professionalità, competenza, creatività e ai suoi fornitori.


Oggi, i ritmi della vita portano a che tutti sono super indaffarati, e nessuno ha più il tempo né per se stesso né per gli altri, quindi é difficile poter organizzare al meglio e senza stress, le proprie nozze.

Certo, affidarsi ad una weddingplanner non è una scelta da farsi a cuor leggero, perchè costei deve rispondere a tutta una serie di requisiti, a partire dalla fondamentale conoscenza del Galateo e del Bon Ton matrimoniale, basi imprescindibili per moltissime decisioni da prendere insieme con i futuri sposi, che ben ne possono essere profani.

Come scegliere, dunque, la propria Weddingplanner?

A questa domanda la risposta migliore è quella di non muoversi per "sentito dire" o su consigli vaghi di amici o conoscenti, ma verificando che la Weddingplanner abbia seguito un corso di preparazione serio e dove non sia mancato lo studio del Galateo e del Bon Ton nuziale, perchè la Weddingplanner non è una commerciale ma una professionista che deve essere dotata di nozioni che la mettono in grado di evitare errori o gaffe proprio sul versante dell'eleganza, della sobrietà, del buon gusto, del rispetto e di quelle regole di ben-essere che sono alla base di un matrimonio riuscito!








La Wedding planner vi aiuta senza condizionamenti a organizzare al meglio il vostro giorno più bello.



"LE FEDI NUZIALI: UNA SCELTA DI BON TON". Articolo di Alberto Presutti



LE FEDI NUZIALI: UNA SCELTA DI BON TON




Trascurare la scelta delle fedi nuziali o rimandarla è un grave errore.

Le fedi costituiscono le protagoniste di un matrimonio se ci si pensa bene, e tutto il resto è solamente un contorno perchè sono proprio le fedi che rendono le nozze tali, uniche ed indimenticabili, sempre all'anulare degli sposi dalla celebrazione in poi.

E poichè, appunto, accompagneranno per tutta la vita gli sposi, anche il Galateo matrimoniale detta delle regole in relazione ad esse.                                 
Le fedi tradizionali sono in oro giallo, semplici e leggermente bombate, sottili o più doppie e sono da preferirsi.
Design più moderni prevedono le fedi in oro bianco o addirittura quelle con piccoli diamanti, ma sono solo il frutto di gretta ostentazione e non di classico buon gusto.

Il Galateo matrimoniale impone che la fede scelta debba essere in perfetta armonia con la mano dello sposo/a.
Quindi con una mano dalle forme esili è antiestetico come minimo un anello a fascia larga, per cui si deve optare in questo caso per una fede dalle forme sobrie. Invece, una mano di spessore richiede una fede dalle forme importanti, mai però esagerate, che consenta di apprezzare la presenza dell'anello nuziale senza che questo appaia come uno vescovile.





"Il professionista di successo secondo la Business Etiquette". Articolo di Alberto Presutti su Trading Live Show"


 
   
Rubrica di Business Etiquette
 
(n° 11 - Luglio/Agosto 2012)
 
 
Il professionista di successo secondo le regole della Business Etiquette mantiene la capacità di stupirsi di fronte alle cose semplici, crea ed aggiorna un archivio delle notizie più interessanti per la sua attività ed annota giornalmente su un taccuino ciò che ha imparato di nuovo dai rapporti con gli altri.

Chi ha successo è perché ritiene che le Buone maniere non appartengano al “Pianeta delle Apparenze”, ne’ a quello delle interpretazioni di comodo, degli opportunismi, delle doppie facce.

Il professionista di successo è abbonato alle due principali riviste specializzate del suo settore. Sa trattare con tutti, a principiare dai bambini, e a questo proposito, ogni tanto visita un negozio di giocattoli e mette in moto la sua fantasia e il rispetto per un mondo, quello dei piccoli, che insegna tantissime regole al mondo dei “grandi”.

Chi ha successo sa gestire il suo e l’altrui tempo, e alla fine di ogni giornata fa un bilancio su come ha utilizzato il tempo. Ricorda che il tempo trascorso non può tornare indietro e per questo sa che non è bene diventare schiavo del lavoro e dei beni materiali.

Il professionista di successo ha passione e tenacia. Se è convinto di una cosa, non si ferma di fronte agli ostacoli che si frappongono. Ricorda sempre che nient’altri che lui è l’artefice del suo destino. Non addebiterà mai agli altri le colpe dei suoi insuccessi. Per questo farà un bilancio delle sue competenze e cercherà di migliorarsi sempre, a partire dai punti di forza.

Chi ha successo sa che qualsiasi conoscenza potrebbe essergli utile quando meno se lo aspetta, per cui si interessa al Galateo, alle arti e alle discipline umanistiche: pittura, scultura, musica, letteratura, teatro.

Il professionista di successo ritiene che un fallimento possa semplicemente essere l’inizio di una nuova, grande impresa. Di fronte ad ogni situazione si chiede: di che cosa ci sarebbe bisogno per migliorarla? E’ indulgente di fronte agli errori compiuti in buona fede.

Chi ha successo pensa che non ci sia una sola causa per un problema; sa che ogni azione ha una conseguenza. Prima di affrontare un problema, si chiede se ha veramente capito in cosa consiste. Non scarta nessuna soluzione a priori perchè è aperto di intelletto e di cuore.

Il professionista di successo lascia spazi vuoti nella sua agenda perché rifiuta l’abitudinarietà. Vive ogni cambiamento di programma come un fatto positivo. Ha il coraggio di cambiare idea e strategie, perché risponde sempre delle sue azioni e dei suoi pensieri.

Chi ha successo considera l’esercizio del dubbio un segno di forza. Non si accontenta mai dello status quo. Ascolta anche chi si occupa di attività molto diverse dalle sue. Non dice mai “anch’io”.

Il professionista di successo non si accontenta di “vedere”, cerca sempre di “osservare”. La sua tendenza è quella ad essere il più possibile obiettivo nell’interpretazione di ciò che osserva. Cerca sempre di vedere i dettagli separatamente dall’insieme. E’ disponibile a modificare i suoi obiettivi nel corso del tempo.







     
 



"INVITO A TEATRO". PER LA RUBRICA DI BON TON DI ALBERTO PRESUTTI SU "DEGUSTA"




Rubrica di Bon Ton

IL BON TON A TEATRO

Il rispetto per l’Arte e gli artisti, è sacro.

A teatro le Buone maniere richiedono

comportamenti in armonia con il luogo,

quindi eleganza, stile, abbigliamento sempre consono.

(n° 154 - 2012)


Il Bon Ton prevede che se invitiamo amici a teatro dovremo presentarci in anticipo, aspettando i nostri ospiti all’ingresso, pronti a consegnare i biglietti alla maschera. La puntualità è naturalmente d’obbligo, ovviamente non è più permesso l’ingresso, a spettacolo iniziato e fino al primo intervallo. Quando ci sediamo, qualora i posti siano disposti tutti su una sola fila, sarà nostra premura far alternare, nelle sedute, un uomo ed una donna. In presenza di due coppie, i due uomini siederanno agli estremi mentre al centro si accomoderanno le signore, l’una accanto al marito dell’altra. Le coppie di fidanzati, per il Bon Ton, non andranno mai divise, lo stesso vale a tavola. Nel caso si disponga di un palco a teatro, le signore siederanno davanti, la più importante nella poltrona con la visuale migliore, e colei che invita si sistemerà al centro, gli uomini si disporranno sul fondo, un po’ sacrificati nella visuale. A chi invita a teatro è consentito di allontanarsi dal palco in una sola circostanza: quando i suoi ospiti desiderano farlo, perché altrimenti non potrà mai lasciare il palco e dovrà sempre far attenzione a che nessuna delle signore permanga da sola, quindi dovrà rimanere un uomo, a presidiare il palco.

Durante la durata dello spettacolo gli applausi debbono essere evitati onde non disturbarne lo svolgimento, creando pause e confusione. Il Bon ton suggerisce di applaudire con rispetto per gli artisti, alla fine o di ciascun atto o alla fine dello spettacolo. Fischiare, è indice di grande maleducazione e i fischi non possono essere mai giustificati, nemmeno dal più brutto degli spettacoli.

Le signore, in occasione delle “prime” e per le serate di gala, indosseranno abiti da sera, con mantello. Gli uomini vestiranno in smoking, e in rari casi, specificati nell’invito, in frac. In generale, invece, l’abbigliamento previsto dal Bon Ton è un abito da pomeriggio o da mezza sera.

In una serata musicale, le regole di abbigliamento, non si discosteranno, da quelle per le serate a teatro. Il riferimento al look della serata, sarà, comunque, precisato dal cartoncino di invito, che comunicherà il tono di formalità dell’evento, che dipenderà dal prestigio degli ospiti e dal valore e dalla fama dell’artista o degli artisti che si esibiranno.

Ricordiamoci che se colpiti da un attacco di tosse, usciremo dalla sala immediatamente sino al termine del medesimo. Che non sgranocchieremo alcunché durante lo spettacolo. Che eviteremo di addormentarci e russare. Che non chiacchiereremo con i nostri ospiti, disturbando, i vicini, durantre lo spettacolo.






"Sporco e invadente: quando lo smartphone fa a pugni con il galateo". Intervista ad Alberto Presutti su "Il Messaggero.it"



Sporco e invadente: quando lo smartphone
fa a pugni con il galateo
a cura di Giorgia Cardinaletti

(17 Luglio 2012)

 «Con chi sei a cena? Con il mio telefonino». Un oggetto grande quasi quanto una mano che sta assumendo sempre di più le fattezze di un individuo: un amico, il cosiddetto “più uno” in lista, quel piccolo marchingegno che ha dentro il mondo e che collega tutto il mondo. Così, se alla festa non si conosce nessuno ci si appiglia allo smartphone. Si naviga, si twitta, si posta su Facebook. Oppure si finge una chiamata urgente per sviare una conversazione. Insomma una presenza che ti salva sempre e non ti fa mai fare brutte figure. Perché parlare al telefono o smessaggiare durante cene ed eventi ormai è routine. «Ci stiamo abituando a vedere qualcosa di maleducato, bisognerebbe tornare indietro nel tempo e provare a comportarsi come quando non avevamo i cellulari: potrebbe essere l’unico modo per non sprofondare nell’aridità delle nuove tecnologie». Secondo il maestro Alberto Presutti, esperto di bon ton e galateo, un tempo era tutto più spontaneo: «Ci si presentava, si affrontavano conversazioni banali o magari si commentava il tempo, però si riusciva a rompere il ghiaccio con naturalezza».

Il cellulare a tavola non deve esistere. No, non siamo sul set di un film in costume. Questa è una semplice norma della buona educazione a tavola. Il Wall Street Journal ha stilato un decalogo di consigli per gestire smartphone o tablet durante gli eventi. Come ad esempio non lasciarlo tra i vassoi o non utilizzarlo per fare foto e postarle su tutti i social network. Ebbene, se il Wsj suggerisce accorgimenti particolari per non strafare, secondo Presutti il cellulare andrebbe spento ancor prima di sedersi a tavola: «Non è il massimo dell’igiene: è sporco, si tocca con le mani e poi ci si rimette a mangiare. Quanto alle foto, non dovrebbero essere mai pubblicate senza il consenso delle persone interessate. Espressioni alticce e pose indecorose: ho visto professionisti noti postati in rete in atteggiamenti davvero imbarazzanti».

Galateo a portata di smartphone. “Ibon ton”, “Galateo per ogni occasione”, “Galateo a tavola”. Sono solo alcune delle tante applicazioni per iPhone e iPad che garantiscono rapido apprendimento e ottimi risultati. «Oggi tutti hanno la possibilità di inventarsi queste applicazioni: non sono contrario, possono anche essere utili – commenta Presutti - ma bisogna vedere come sono fatte. Non è escluso che alcune possano generare ancora più confusione. Un libro può aiutare, ma non è detto che risponda a tutte le domande».

Non sarà quindi un’applicazione sull’Iphone a fare la differenza. Dopotutto l’eleganza, come ribadisce il maestro di bon ton, è una questione di stile. Con o senza telefonino.



 
 

Google+ Badge

Twitter Delicious Facebook Digg Stumbleupon Favorites More