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LEADERCHIC: LE DISPOSIZIONI DEL CAPO


IL SAVOIR FAIRE DEL CAPO


Un Capo arrogante non favorisce in alcun modo la comunicazione con i collaboratori, e anzi ordini e disposizioni date in modo arrogante sono offensive e non motivanti e trovano opposizione e resistenza a venir espletate.

Il Capo che ha LEADERCHIC sa stimolare i collaboratori coinvolgendoli, rendendoli partecipi, della sua "guida".

ALBERTO PRESUTTI E "TOSCANA IN": INTERVENTO SUL TEMA: "PERSONAL BRANDING E BON TON"


EVENTI DI TOSCANA IN 

Firenze, 8 Giugno 2011, presso le Murate.

Incontro sul tema:

"Personal Branding: come aumentare le proprie opportunità formative e professionali col web 2.0"

Intervento di Alberto Presutti dal titolo: "Personal Branding e Bon Ton". 
Clicca il Link: http://www.toscanain.org/eventi/personal-branding-come-aumentare-le-proprie-opportunita-formative-e-professionali-col-web-2


 

 

IL MANAGER NON LO FA


COMPORTARSI DA PROFESSIONISTA
RAFFORZA IL SELF BRAND



Un professionista o un manager consapevoli dell'importanza del SelfBrand:

> Non utilizzano suonerie stravaganti nè a tutto volume.

> Non utilizzano espressioni volgari mai.

> Mai eccedono in sfoghi di rabbia in ufficio o in pubblico.

> Non rimproverano mai un collaboratore o un assistente pubblicamente.

Non sono usi al pettegolezzi e alle maldicenze,

> Non sono loro propri: l’arroganza, il sarcasmo, le minacce.

> Non si concedono mai eccessiva confidenza con persone che conoscono poco.

> Non masticano chewing gum in riunioni o qunado ricevono qualcuno in ufficio o parlano con qualcuno al telefono.

Non si portano seco, sul luogo di lavoro, i problemi della vita personale o di coppia.







LEADERCHIC: LA LEADERSHIP DEL "CAPO" MODERNO

 
VADEMECUM DI LEADERCHIC


Nell'attuale business world la figura del "capo" autoritario, che non si preoccupa dei suoi dipendenti e si limita ad esercitare la propria autorità, è out.

Ogni buon "Capo" deve esprimere se stesso con stile e rispettin ogni occasione, con tutti i collaboratori, le Buone maniere.
Deve saper prendere decisioni senza cinismo od arroganza.
Deve avere il coraggio delle proprie azioni,
Deve essere sempre chiaro,
Deve conoscere il Galateo a tavola.
Deve saper motivare se stesso e gli altri, rispettando le qualità e i limiti dei collaboratori e in primis, i propri., Deve saper dare spazio e quindi coinvolgere, i collaboratori, in virtù del fatto che ognuno di loro potrà ricoprire in futuro cariche di responsabilità.

Non deve mai incolpare i collaboratori per errori propri.

Essere un manager vuol dire conoscere la LeaderChic prima ancora di esercitare la Leadership.




"BENTORNATO GALATEO" RECENSITO DA HEIDI BUSETTI, WEDDINGREPORTER


RECENSIONE DI "BENTORNATO GALATEO"
 (Romano Editore)


Bentornato Galateo... ovvero, quando bastano piccoli gesti per portare nel mondo un tocco di eleganza!

Tra pittori che dipingono santi e diavoli, antropologi cartaginesi, personaggi di spicco e piccoli geni, conservo un’amicizia della quale vorrei oggi parlare.

Una figura preziosa, questo personaggio, perché riassume in sè le regole del buon galateo.

Argomento superato? Sarà! Certo è che l’eleganza interiorizzata è una grande dote che ancora oggi ci lascia senza fiato davanti alle attrici e agli stilisti degli anni Cinquanta... quando i toni erano moderati, gli abiti arrivavano alla lunghezza del ginocchio e c’era quel contegno che evoca grande poesia...

E’ grazie a questa amicizia che ho scoperto che esiste un galateo del corteggiamento, un galateo delle Nozze e un galateo delle parole...

Tra le indicazioni, anche quella che parla del primo incontro dove "il perfetto corteggiatore, [...] deve saper attirare l’attenzione femminile strappandole un sorriso con sagacia e ironia. Spesso invece il corteggiatore comune è egocentrico e appare come una ’macchinetta’ logorroica che monologa passato, presente e futuro, magari al singolare".

Ma soprattutto che "Il vero corteggiamento in pieno stile Galateo non deve mai essere ossequioso. Corteggiare una persona non significa infatti che dobbiamo mettere in ombra la nostra dignità". Il nome del mio amico? Il Maestro Alberto Presutti, autore del libro "Bentornato Galateo".

Meditate gente, meditate...



GLOBAL ETIQUETTE: STUDIARNE LE REGOLE PER FARE AFFARI ALL'ESTERO


GLI ITALIANI E LA GLOBAL ETIQUETTE


Recandosi all'estero, chiunque può notare notevoli differenze di educazione e di rispetto per le Buone maniere, di quanto comunemente si è abituati in Italia. 
Tanto per non allontanarsi troppo dai confini patrii, in Svizzera e in Austria, vige, una sacra pulizia delle strade, nessuno usa strombazzare continuamente il clacson, al ristorante si sussurra, i bambini siedono educatamente a tavola e non scorrazzano urlando per la sala, e tutti fanno la fila compuntamente, senza sgomitare.
Il britannico “Times” affrontando in una serie di articoli il comportamento degli italiani a Londra ha definito gli italiani "i più cafoni del mondo" chiedendosi poi ma perché gli abitanti del Bel paese siano così maleducati.
Accuse pesanti. E purtroppo vere, e basta recarsi all’estero per notare molti italiani che non si comportano affattto con Bon Ton anche se non si deve mai fare di ogni erba un fascio.

Che ne pensate delle affermazioni del Times?
Non pensate che sarebbe venuto il momento anche per i nostri manager di studiare le regole della Global Etiquette?




GALATEO AZIENDALE: I CORSI DI ALBERTO PRESUTTI


IL GALATEO AZIENDALE:
COMUNICAZIONE E PROFITTO


Alberto Presutti, tiene corsi di Business e Global Etiquette, in quanto ogni azienda  ogni giorno deve relazionarsi efficacemente con una molteplicità di interlocutori che possono essere tanto interni come i dipendenti come esterni,clienti, fornitori, partner industriali o commerciali, competitor, consulenti

Ognuna di queste realtà è diversa dall'altra, pertanto è indispensabile seguire delle regole di comunicazione, che seppur non istituzionalizzate in un codice, siano tali da garantire in maniera non eventuale, il rapporto e il successo delle proposte e delle iniziative imprenditoriali nonchè la salvaguardia del Brand aziendale.

Questo reticolo di norme non scritte, ma sostanziali, fanno capo alla “Business e Global Etiquette”.

Esiste, infatti, anche una "Global Etiquette" da osservarsi quando un manager o un executive si recano in un altro paese . specie nei paesi asiatici e musulmani - dovendo, con sicurezza e senza indugi, saper affrontare e superare, le difficoltà di un "etichetta" straniera, spesso ricca di peculiarità e formalità che ne rendono complicata l'osservanza.

Dunque un Galateo aziendale è imprescindibile per avere dai rapporti con gli altri, il massimo profitto su tutti i piani.

BUSINESS ETIQUETTE: CORSI PER MANAGER E RISORSE UMANE


CORSI DI BUSINESS ETIQUETTE


Alberto Presutti, quale docente A.I.F. (Ass.ne Italiana Formatori) e consulente di Emittenti nazionali (RAI; SKY) per il Bon Ton e il Galateo
propone Corsi di "Business Etiuquette" e di "Bon Ton del pranzo di Affari", con specifici riferimenti al Self Branding.

Tra gli argomenti affrontati nei Corsi, i seguenti:

> SelfBrand: La prima impressione è quella che conta. Come non sbagliare.

> Piacere; Lietissimo; Onorato. Quando le parole si ritorceranno contro chi le pronuncia "a vanvera".

> Ogni assistente, stagista, centralinista è la voce dell'azienda e occupa una posizione da cui, se non formato adeguatamente, può fare molti danni d'immagine.

> La comunicazione è l’azienda: Guai a non saper gestire le proprie Pagine sui Social Network.

> Il Galateo degli affari: Dall'aperitivo alla festa aziendale, dalla colazione di lavoro fino al Gala dinner aziendale, est modus in rebus!

Per info e contatti: businessetiquette@poetando.it - pranzoaffari@poetando.it

GALATEO E BON TON IN PILLOLE


GALATEO E BON TON IN PILLOLE



Gli SMS si chiamano "short messages"
proprio perchè indicano che devono essere usati non per scrivere romanzi!




Il gel fa aria da "periferia".



Sbadigliare, in pubblico, senza pararsi con la mano la bocca è da cafoni!






BON TON COME COMFORT CULTURE


IL SUCCESSO DIPENDE DAL BENESSERE IN AZIENDA.
BON TON COME COMFORT CULTURE


Gli inglesi la chiamano comfort culture, l'attenzione alle Buone maniere, soprattutto nel freddo e cinico mondo aziendale, seguire le regole del Bon Ton, fanno fare la differenza tanto che top manager e leader aziendali riuscirebbero a ottenere migliori profitti instaurando nel loro ambiente di lavoro relazioni basate sulle regole dell'educazione e del rispetto reciproco.

Ecco gli errori di comunicazione più gravi, riferibili al Mal Ton aziendale:

> Atteggiamento di sussiego.
> Modi sprezzanti.
> La presuntuosa ed arrogante convinzione di sapere tutto specie per quanto concerne il Galateo, sfoggiando poi, pessime maniere a tavola.
> Inveterata convinzione che:
- "L'abito faccia il monaco".
- "Il più forte, vince" comunque e chiunque sia.
- "Tutti siano utili ma nessuno indispensabile".





BON TON, LIFE STYLE, SELFBRAND


FARE DI SE STESSI UN AUTENTICO BRAND


Gianni Agnelli. Luciano Benetteon. Giovanni Rana.
Bastano questi tre nomi che hanno rappresentato, di fatto, le loro aziende, avendo incarnato, con stile inimitabile, con eccelso Bon Ton, il proprio Brand aziendale tramite una comunicazione personale, unica, di classe.
Loro SONO l'azienda!
Fare la differenza, non è questione, di look, è questione di modi. Valorizzare, comunicare, evidenziare, se stessi, rappresentando il proprio "marchio".
Non c'è trucco che tenga, non c'è attore che supplisca, non c'è mago che illuda.
Il SelfBrand è concretezza, realtà, dati non discutibili, presentati secondo una comunicazione efficace che li rende appropriati!


PB Personal Branding
di Luigi Centenaro



LINK


Guest Post: Bon Ton e Personal Branding


5 maggio 2011

Ho conosciuto Alberto Presutti ad un evento e ne sono rimasto immediatamente colpito.

Pur non conoscendo (inizialmente) la sua professione ho immediatamente notato i suoi eccellenti modi: quella bella sensazione di essere a proprio agio interagendo con lui.

Come spesso ripeto le buone emozioni sono il miglior modo per veicolare la nostra immagine. Grazie a lui ho scoperto che il Bon Ton è un ottimo modo per generale.

Alberto Presutti è maestro di Bon Ton e autore del manuale di buone maniere “Bentornato Galateo!” (Romano Editore). La sua pagina Facebook è particolarmente vivace.

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Bon Ton e Personal Branding

Delphine Seyrig, in un famoso film di Francois Truffaut, spiegava ad un giovane ed inesperto Jean-Pierre Léaud che esisteva una sensibile differenza tra Buone Maniere e Bon Ton:

«Se un uomo entra in una stanza da bagno e vede che c’è una signora nuda, esce subito e dice: . Questo è un uomo educato.

Ma se dice: quest’uomo ha Bon Ton!».

Il Bon Ton racchiude in sé stile, savoir faire, buon gusto, rispetto e soprattutto tatto e intelligenza!

Alcune Domande

Ci siamo mai chiesti come siamo percepiti all’esterno a causa del nostro comportamento?

Il Bon Ton serve davvero in certe occasioni formali?

E’ un modo per sentirsi a proprio agio in tutte le situazioni?

Sappiamo fare le presentazioni, conosciamo il Galateo della tavola e quindi siamo in grado di gestire senza imbarazzo, un pranzo di affari

E, se più normalmente, si sposa un collega di lavoro, come dobbiamo regolarci?

Domande diverse, delle centinaia che potremmo farci, ma a cui è fondamentale dare la risposta corretta, perché sbagliare non ci darà una seconda possibilità di rimediare.

Avremo perso “punti”, immagine, perché gli altri ci giudicano e parlano di noi; anche se ci fa comodo non pensarlo e auto-convincerci di essere i migliori o peggio, che non sono queste, le domande che contano.

Vantaggi per il Personal Branding

Un Personal Brand può avere grandi vantaggi dalla conoscenza del Bon Ton e della Business Etiquette, che diventano strumenti di comunicazione efficace di sé nel sociale e sul lavoro.

Eppure in Italia si continuano a distribuire i biglietti da visita da subito, da inizio incontro, e si ignora che all’estero, come in Giappone, i medesimi hanno valore di legittimazione personale più di un documento formale.

Il manager è spessissimo lasciato a se stesso, nel gestire la sua immagine, che essendo poi quella aziendale, è portata seco. Le buone competenze professionali si sciolgono come neve al sole, al primo errore di cerimoniale.

Skills come affidabilità, autorevolezza e serietà, verranno rafforzati solo da un immagine e da un comportamento ad esse congruenti.

Cura della persona, dell’abbigliamento e non del “look”, l’abito, infatti, non fa il monaco, dell’educazione, della comunicazione pertinente.

Pertanto iniziamo già col forgiarci al bello, all’arte, allo stile, visitando un Museo, per esempio, gli “ Uffizi” o i musei Vaticani!



L'ETICHETTA NON SEMPRE E' RISPETTATA. NEANCHE DAI REALI


BRITISH WEDDING ETIQUETTE 



Clikka su:


per leggere il mio articolo per "SI'larivistaperchisisposa" online

dal titolo: BRITISH WEDDING ETIQUETTE 

VIDEO PROMO DI ALBERTO PRESUTTI SU WWW.LEARNING-TV.COM


VIDEO PROMO DI ALBERTO PRESUTTI

"La Business Etiquette per un nuovo ambiente di lavoro"


Clikka qui:

www.youtube.com/watch?v=u6gYG2SDUxY&feature=player_embedded




BON TON DI UN MATRIMONIO REALE


A ROYAL WEDDING'S ETIQUETTE


Era attesissimo. L'ho vissuto e commentato dagli studi prima di SKY TG24 e poi da Rai UNO nell'arena de "Le Amiche del Sabato". Il "Royal Wedding" tra il principino William e Kate Middleton, ora Duca e Duchessa di Cambridge.
Un manuale di 22 pagine ne ha sancito il protocollo per gli invitati e per chi serviva ai banchetti e alle feste reali he ne sono conseguiti.

L'Etichetta come forma, come tradizione, come innovazione, gli aceri e i carpini lungo le navate di Westminster Abbey. Una sposa "commoner", per taluni commentatori solo una abilissima "arrampicatrice sociale", per taluni nobili, "una cafoncella", per noi italiani, una bella ragazza mora, molto decisa, che ha sposato un principe un po' timido e dall'aria dolce e sognatrice.

L'Etichetta come sostanza ha confermato il gusto eccentrico degli inglesi per i cappelli, addirittura "da passeggio" quello della Regina ome anche la sua borsetta. La sorella della sposa, raggiante, in un improbabile ma bellissimo abito bianco, seppur sbracciato. Le mise orrende delle figlie di Sarah Ferguson, esclusa per motivi di Etichetta come d'altronde, inutile negarlo, i nostri Savoia.
Un famoso calciatore con una moglie incinta che indossava un cappellino a mò di unicorno, talmente sceso sulla fronte da far temere cadesse e un abito tanto blu notte da parere nero. 
E l'unica "scappellata" la moglie del Premier Cameron, in un abito verde petrolio.

Infine un bacio, dal balcone di Buckingham Palace, ripetuto due volte, dagli sposini, e ambedue le volte con un principe che baciava a denti stretti, troppo emozionato o troppo stregato da questa "commoner" che la Regina Elisabetta, ha definito, tra il serio e lo speranzoso, "l'affidabile Kate".
Anche questa è Etichetta reale!












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