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"BON TON OGGI: NON C'E' FINE AL DEGRADO ANCHE NELLA COMUNICAZIONE SUI MASS MEDIA". A CURA DI ALBERTO PRESUTTI




"BON TON OGGI"

IL DEGRADO SOCIALE E L'ASSENZA DI OGNI RISPETTO PER LA PERSONA UMANA

Leggo su un giornale. E resto sconvolto. Non solo per il livello di degrado infimo e vergognoso.

Un supermarket della prostituzione



alle porte di Vienna

Ma, perchè un giornale ne dà notizia come fosse l'apertura di un qualsiasi Centro Commerciale.
Come se non fosse l'apertura dell'ennesimo universo concentrazionario di schiavitù edel sessoe di umiliazione della Donna.
Una notiza data quasi a fini turistici.
E poi ci si chiede il perchè degli stupri, delle violenze quali i femminicidi.






"BON TON OGGI: LA BUSINESS ETIQUETTE CHE FA LA DIFFERENZA". A CURA DI ALBERTO PRESUTTI



"BON TON OGGI"

LA BUSINESS ETIQUETTE CHE FA LA DIFFERENZA
Leggo su un giornale. E non mi stupisco.

La classifica dei Best place to work

Ecco il miglior posto di lavoro al mondo

Vince Sas, crolla Microsoft

Il criterio è la «felicità» dei dipendenti che hanno dato i voti alle aziende per credibilità, rispetto, equità, orgoglio e cameratismo

Quest'elenco di fattori rende "felice" non solo il dpendente ma anche il manager, e quindi anche l'imprenditore, quindi il "sistema azienda", che è ingranaggio delicato dove, da quest'insieme di situazioni positive discende la motivazione e la mancanza di assenza, mobbing, e passività del lavoratore.

"BUSINESS ETIQUETTE: CONIUGARE L'ESSENZA DELL'ESSERE CON QUELLA DELL'APPARIRE". RUBRICA A CURA DI ALBERTO PRESUTTI SU "TRADINGLIVESHOW"




NON SI DICE PIACERE

RUBRICA DI BUSINESS ETIQUETTE

Il Bon Ton e la Business Etiquette sua estrinsecazione aziendal-professionale, fissano le regole per chi sa e vuole coniugare l’essenza dell’essere con quella dell’apparire, la cultura con il denaro, le responsabilità con il savoir vivre.


Inizierei, qui di seguito, una disamina, in ordine alfabetico, dei pregi propri del vero “Signore” come del vero “Professionista”.

A: come AFFABILITA’: Purtroppo, cortesia e Buone maniere sembrano non appartenere più alle classi dirigenziali che invece sfoggiano comportamenti ed atteggiamenti strafottenti, arroganti, presuntuosi. Il vero “Professionista”. è, in primis, un gentleman!

B come BACIAMANO: E’ tornato di moda, ma guai a eseguirlo con modi ruvidi o cialtroneschi, con ruffianeria ed esibizionismo del gesto. Mai all’aperto. Mai se la signora è in piedi.

C come CONCISIONE: Saper usare la sintesi è qualità rara. il vero “Signore” sarà sempre molto parsimonioso di parole, evitando di dilungarsi su fatti e, soprattutto, persone, questo per stile come anche perché per il vero “Professionista” il tempo è denaro. I chiacchieroni non danno una buona impressione di se stessi. Solo gli imbonitori, infatti, parlano tanto.

D come DENARO: E’ un mezzo ma non undio da idolatrare. Il vero “Professionista” quanto il vero “Signore” non ne parla mai né lo ostenta. Il denaro è importante ma non è un fine. Se di famiglia, il denaro deve essere rispettato e non dilapidato. La differenza tra il vero “Signore” e chi non lo è, si evince dal rapporto con il denaro.

E come: ESIBIZIONISMO: Un vero “Signore” è riservato ed elegante e queste sono qualità che si possono acquisire ma, in generale, fanno parte del DNA. Il vero “Professionista” sa scegliere sempre l’abito giusto per ogni occasione senza che questo divenga uno status symbol ma sia semplicemente indossato come fosse una nuova pelle.

F come FORZA: Forza d’animo, risorsa indispensabile come la passione (vedi alla P). Un vero “Signore”, innanzitutto, è forte ma sa lasciarsi andare, si commuove ma evita scene madri. Il vero “Professionista” è forte con i forti, mai con i deboli.

G come GUSTO: Il Buon gusto è caratteristica imprescindibile sia del vero “Signore” che del vero “Professionista” che, peraltro, non impongono a nessuno di loro conoscenza. Il cattivo gusto è, invece, un marchio indelebile.

H come HOTEL: Un albergo, per il vero “Signore”, è un po’ come una seconda casa, non vine scelto se anonimo o fatiscente, confusionario o turistico o gestito da chi non sa fare il mestiere dell’albergatore. Il vero “Professionista” è un grande conoscitore di hotel, in quanto in albergo riceverà i suoi clienti, quindi non si può permettere brutte figure.

I come IMPRESSIONE: Non vi è assolutamente la possibilità di fare una seconda buona impressione se si è fallito alla prima. Questa è una delle regole principali della Business Etiquette che andrebbe incorniciata.

K come KILOGRAMMI: Il vero “Professionista” non sarà mai sovrappeso che è un modo per denotare la poca cura che si ha di sé e della propria salute, oltre a comunicare cattive abitudini alimentari. La pancia non è più, oggigiorno, unsimbolo di potere!

L come LUSSO: Il vero “Signore” apprezza il lusso ma non lo ricerca in modo affannoso e non ne è schiavo: Il . Il lusso per il vero “Professionista”, invece, è il suo cervello, che se fa la differenza tramuta gli incontri in tante occasioni di successo.

M come MOBBING: Il vero “Professionista” non si presterà a fare mobbing nei confronti di un collega, in quanto si comporterà sempre lealmente e da galantuomo con tutti.

       

"IL BON TON DEL SAPER DONARE". RUBRICA DI BON TON DI ALBERTO PRESUTTI SU "POSTPOPULI.IT"




Rubrica di Bon Ton

IL BON TON DEL REGALO

Spesso ci facciamo consigliare pur di superare l’imbarazzo nella scelta del regalo più giusto e, al contempo, originale.

Regalare è un’arte che rifugge ogni eccesso e caduta di tono e il Bon Ton è d’accordo!

Secondo voce popolare il miglior regalo è un “pensierino” scelto col cuore più che con la testa, per evitare “colpi di testa”. Il Bon Ton consiglia la regola di non esagerare mai nel donare, facendo troppi doni e sempre tutti preziosi, perché il regalo guai diventi espressione del nostro “ego”, e, in concreto, poi, un modo per sopraffare la personalità di chi riceverà il regalo

Quindi, per il Bon Ton, semplicità e buon gusto devono sposarsi anche nei regali più costosi.

Il regalo rappresenta, infatti, la manifestazione di un nostro sentimento e non potrà, in alcun caso, esser tale da metter a disagio il suo destinatario.

Il dono non è il quantum del nostro potere economico, della nostra munificenza, esibizione di generosità fine a se stessa. Sono sbagliati tutti i regali suggeriti dalle tendenze dell’ultimissima moda, che se del caso, ciascuno acquisterà, in proprio, per sé.

Esiste, per il Bon Ton, il regalo “giusto“?

Rispondere a questa domanda non è facile neanche per gli esperti, a dire la verità.

Apprestiamoci all’acquisto senza fantasticare troppo sulle possibili aspettative di chi lo riceverà senza badare a volerlo stupire.

Il regalo “giusto” sarà quello che meglio riuscirà a supportare l’equazione: confidenza sta all’intimità quanto valore sta all’occasione.

Impariamo a “tarare” il regalo all’occasione e alla confidenza che abbiamo con il destinatario, valutando la spesa in proporzione ai nostri mezzi economici.

Il Bon Ton ci ricorda come un biglietto di accompagnamento non possa mai mancare.

Se non conosciamo i gusti del destinatario, doniamo un libro, – un best seller o un libro d’arte – la cui dedica apporremo non su una pagina interna, in quanto questo è privilegio del solo autore, ma nel biglietto.

Infine accettiamo sempre i regali col sorriso sulle labbra anche quando non ci piacciono, mai riciclandoli a posteriori.







"BON TON OGGI: SOCIAL NETWORK E BON TON". A CURA DI ALBERTO PRESUTTI





"BON TON OGGI"

SOCIAL NETWORK e BON TON

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Un titolo sul Web. Le primarie dei partiti politici. Espressioni di democrazia interna. Di partecipazione alla "Causa comune"
Ma è così poi?
La guerra degli staff su Twitter


Veleni e sospetti in 140 caratteri
 
 
Twitter è già da molto tempo un "piccione viaggiatore" di polemiche, di attacchi personali, di scontri politici e non, tra i suoi twitters, senza alcun riguardo alle Buone maniere, peggio si fosse al mercato.
 
La civiltà del progesso tecnologico pare fare il paio con la regressione civile e sociale di chi usa queste tecnologie, nel modo più gretto e offensivio possibile.
 
Netiquette addio?
 
Siamo in Italia, il Paese della "finta formalità"!






"BON TON OGGI: IL BARATTO CHIC". A CURA DI ALBERTO PRESUTTI





"BON TON OGGI"

IL BARATTO CHIC


Un titolo su un giornale. Uno scambio tra giovani e meno giovani signore inventato ad due appassionate di moda a Firenze.
Ma è chic barattare abiti smessi?

Se il baratto diventa chic.

L'idea di due amiche: riciclare i vestiti che non metti più. La prima giornata di scambio-fashion.
 
 
Sarà chic se avverrà con stile, in modo giocoso.
Sarà chic se l'eterna competizione al femminile non ci metterà lo zampino.
Infine, sarà chic se, da arengario al femminile, potrà, presto, aprirsi al guardaroba dei gentiluomino e ai suoi abiti, anche sportivi, forsi meno estrosi, ma chi lo sa?

"WEDDING BON TON CORTESE". ALBERTO PRESUTTI SU "WEDDING-ITALIA.COM"



Collaborazione con Wedding-italia.com

Pagina di Wedding Bon Ton Cortese

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