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"Global Etiquette: viatico per gli affari nel mondo". Per la rubrica di Business Etiquette di Alberto Presutti su "Connecting-Managers"




Rubrica di Business Etiquette

Global Etiquette: viatico per gli affari nel mondo
a cura del Maestro Alberto Presutti


Portare il “Made in Italy” nel mondo, la sua specificità ed esclusività, non è, purtroppo, più semplice come una volta, e a causa di concorrenze sleali e per via di una crisi economica globale, per cui tante nostre imprese soffrono questo problema che, però, può essere, in parte, ridotto, tramite una presenza “personale” sui mercati esteri, soprattutto quelli emergenti.


Ma andare sul posto, muoversi in loco, comporta inevitabilmente che non si possa prescindere dalla conoscenza, precisa e corretta, delle regole di business cross culture e cioè dell’Etichetta comportamentale propria dei Paesi che sono oggetto dell’interesse commerciale, a partire dai protocolli che stabiliscono la gestione degli incontri di affari, alle modalità dettagliate dei cerimoniali delle presentazioni, dalla conoscenza di ogni particolare relativo alla convivialità e alla vita di relazione fino a tutte quelle sfumature e a quei dettagli imprescindibili che, se ignorati, condurranno al più desolante insuccesso.

Infatti, può bastare un banalissimo errore, un atteggiamento non consono e tutti gli sforzi già effettuati per instaurare un proficuo rapporto commerciale si possono vanificare.

Pertanto, il concetto di partenza, della cosiddetta “Global Etiquette”, è che nessuno è migliore o peggiore dell’altro, ma ogni cultura ha le sue regole da rispettare.

Gli italiani all’estero sono recepiti, nel campo business, come eccellenti comunicatori, ma poco puntuali agli appuntamenti, poco poliglotti, tendenti a giudicare da subito, ma anche molto flessibili se è il caso. Soprattutto molto informali.

Questo è un grave handicap, poichè vi sono Paesi, specie dell’area asiatica, dove le regole sono ferree e inderogabili.

Ma come vengono recepiti gli italiani all’estero per quanto concerne la business etiquette? Eccellenti comunicatori ma prolissi, disordinati ma flessibili, poco poliglotti, ritardatari agli appuntamenti quanto informali nelle regole.

Vi sono Paesi, come la Germania e l’Inghilterra, in cui si dà molto valore alla privacy e alla puntualità, e il perfezionismo la fa da padrone.

Quindi sarà buona regola essere educatissimi e formali.

Più vicini alla mentalità rilassata italiana sono gli arabi, ma guai a non rispettare le regole musulmane che potrebbero far interrompere una riunione di lavoro per la preghiera.

In Cina attenzione massima a “non perdere la faccia” con azioni non prescritte dal protocollo comportamentale. Un ruolo fondamentale lo riveste lo scambio dei biglietti da visita. In Cina vengono dati presentandoli con due mani.

In Giappone è consigliato studiarli qualche secondo prima di riporli perché hanno lo stesso valore di un documento di identità.

In Russia, scendere a compromesso è deleterio in quanto sintomo di debolezza.

Insomma, da questi brevi esempi, si può comprendere l’importanza della “Global Etiquette” per trattare all’estero, ma questo dovrebbe anche comportare una riflessione sull’importanza dell’Etichetta anche in Italia!











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