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BON TON DI UN MATRIMONIO REALE


A ROYAL WEDDING'S ETIQUETTE


Era attesissimo. L'ho vissuto e commentato dagli studi prima di SKY TG24 e poi da Rai UNO nell'arena de "Le Amiche del Sabato". Il "Royal Wedding" tra il principino William e Kate Middleton, ora Duca e Duchessa di Cambridge.
Un manuale di 22 pagine ne ha sancito il protocollo per gli invitati e per chi serviva ai banchetti e alle feste reali he ne sono conseguiti.

L'Etichetta come forma, come tradizione, come innovazione, gli aceri e i carpini lungo le navate di Westminster Abbey. Una sposa "commoner", per taluni commentatori solo una abilissima "arrampicatrice sociale", per taluni nobili, "una cafoncella", per noi italiani, una bella ragazza mora, molto decisa, che ha sposato un principe un po' timido e dall'aria dolce e sognatrice.

L'Etichetta come sostanza ha confermato il gusto eccentrico degli inglesi per i cappelli, addirittura "da passeggio" quello della Regina ome anche la sua borsetta. La sorella della sposa, raggiante, in un improbabile ma bellissimo abito bianco, seppur sbracciato. Le mise orrende delle figlie di Sarah Ferguson, esclusa per motivi di Etichetta come d'altronde, inutile negarlo, i nostri Savoia.
Un famoso calciatore con una moglie incinta che indossava un cappellino a mò di unicorno, talmente sceso sulla fronte da far temere cadesse e un abito tanto blu notte da parere nero. 
E l'unica "scappellata" la moglie del Premier Cameron, in un abito verde petrolio.

Infine un bacio, dal balcone di Buckingham Palace, ripetuto due volte, dagli sposini, e ambedue le volte con un principe che baciava a denti stretti, troppo emozionato o troppo stregato da questa "commoner" che la Regina Elisabetta, ha definito, tra il serio e lo speranzoso, "l'affidabile Kate".
Anche questa è Etichetta reale!












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