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"A TAVOLA CON IL GALATEO". Per la Rubrica di ALBERTO PRESUTTI SU "REALITY"

"A TAVOLA CON IL GALATEO"

a cura di Alberto Presutti

Reality 61 - Settembre 2011



Il Galateo e le sue regole sono tali costituire spartiacque tra il vero “signore” e il rozzo e maleducato commensale.

Tecnicamente, la convivialità è la comunicazione efficace di noi stessi agli altri.

Dobbiamo sapere, infatti, che a tavola, seppur inconsapevolmente, tendiamo ad abbassare le nostre difese facendo emergere la conoscenza o meno del Galateo, che se applicato, armonizza la convivialità e la rende gradevole quanto altrimenti la trasforma in un insopportabile momento di comunione con gli altri.

Il Galateo suggerisce per ben figurare a tavola di starvi con eleganza, quindi seduti con postura eretta, le gambe raccolte sotto la sedia, i gomiti mai appoggiati sul tavolo e il tovagliolo spiegato con leggerezza sulle gambe solo dal momento in cui verranno portate le pietanze, senza bere il vino finche non si inizia a desinare, né brindare col vino stesso a mò di champagne.

Stare a tavola seguendo il Galateo, che non è formalità fine a se stessa, ma insegnamento di educazione e armonia, significa anche non mettere a disagio gli altri commensali con conversazioni che abbiano a tema la politica, la religione, il sesso, la droga, le disgrazie, la morte.

Nella conversazione, a tavola, sarà bene astenerci dal trattare di diete, mai commentando l’altrui fame o astinenza.

Le Buone maniere, da sempre, hanno lo scopo di consentire una convivenza sociale rispettosa che mai potrebbe essere stravolta da malagrazia e da cafonaggine, che purtroppo, invece, con l’andar del tempo, per lassismo ed individualismo, hanno finito per averla vinta sul Bon Ton e sul Galateo.

E’ compito dell'uomo servire, con la mano destra, da bere alla propria dama, ricordando di non colmare mai il bicchiere fino all’orlo come mai di lasciarlo vuoto.

I precetti del Galateo ci impongono di maneggiare le posate con levità, in ispecie il coltello, non brandendolo a guisa d'arma, né tenendo in mano forchetta e cucchiaio si gesticolerà, conversando.

Da tavola ci si alzerà quando lo farà colui che ci ha invitato o la padrona di casa, per lasciare il Locale o farci passare in salotto, per sorbire il caffè.








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