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ALBERTO PRESUTTI INTERVISTATO SU "ESSERCIWEB.IT"


Intervista al Maestro Alberto Presutti

(7 Novembre 2011)

a cura di Sara Missorini


Con immenso piacere, ma anche con un po’ di timore reverenziale, incontriamo il Maestro Alberto Presutti, autore di “Bentornato Galateo” (Romano Editore, 2010), uno di quei libri che non dovrebbero mai passar di moda, perché delle “Buone Maniere” – soprattuto oggi – ne abbiamo bisogno quotidianamente. Persona molto carismatica, il Maestro si è offerto di dirci qualcosa in più sul Galateo e dintorni, soddisfancendo le nostre piccole, grandi curiosità in materia. Il prossimo appuntamento con il Maestro Presutti sarà martedì 29 novembre alle ore 21 presso la Libreria Libri in Toscana (Via Bruno Buozzi 24 – 50013 Campi Bisenzio, FI). 



Quando e dove nasce il galateo? Grazie a chi?

Monsignor Giovanni Della Casa, nato nel Mugello, in Toscana, nel 1503, mai avrebbe potuto pensare, nel XVI secolo, che il suo trattato sui modi e i comportamenti da tenere a tavola ed in società, – da lui dedicato al vescovo Galeazzo Florimonte, e da qui, poi, il nome “Galatheo” – avrebbe dato il via, nel tempo, a tanti manuali e corsi, afferenti alle Buone maniere.


“Bentornato Galateo” è il titolo del libro che ha pubblicato con Romano Editore. Ma è davvero “ben tornato” il galateo nella nostra società o piuttosto gli abbiamo detto “Addio!”?

Galanteria, cortesia, “saper vivere” con buon gusto e nel rispetto di sé e dell’altro da sé, non sono concetti fuori moda, o peggio, classisti. La consapevolezza di sapersi comportare in ogni occasione, senza esser vinti dall’imbarazzo, non ha prezzo. E poi, provate a fare un dispetto ad un maleducato, dargli un pestone, rispondergli male, e vedrete come vi si rivolterà contro. A tutti piacciono le Buone maniere, anche a coloro che le infrangono, spesso solo per ignoranza.


Uno dei capitoli più esilaranti, a mio avviso, è “Il Galateo del Condominio”, luogo – purtroppo – dove l’inciviltà regna sempre più frequentemente. Può dirci qualcosa in merito?

Quanti delitti sanguinosi, ma diciamo più semplicemente, quante liti violente, sono nate per l’insofferenza che nasce da cattivi comportamenti all’interno di condomini affollati, dove qualcuno perde la testa, certo, ma a fronte di molti atteggiamenti maleducati. Ascoltare la televisione o la musica, nel primissimo pomeriggio o a tarda sera, ad alto volume. Far finire feste e trattenimenti all’interno del proprio appartamento, oltre mezzanotte. Non rispettare il bucato altrui e lasciarvi sgocciolare il proprio. Lo sbattere di porte di ascensori a notte tarda. E potrei continuare nelle cattive abitudini condominiali… da debellare per il bene di tutti!


Ancor prima che scrittore, lei è docente di Bon Ton anche per manager e dirigenti di azienda: ritiene che il bon ton in ambito aziendale possa favorire oltre che le relazioni anche la produttività aziendale? Se sì, come?

Sicuramente la conoscenza delle regole della Business Etiquette, il saper gestire un pranzo di affari o una colazione di lavoro, una riunione o la policy afferente alla regalistica aziendale, consentono al manager di distinguersi positivamente, in tempi, come quegli odierni, dove il SelfBrand, fa la differenza, e il Brand aziendale è sacro e non può essere sporcato da comportamenti villani o non formali, di singoli dirigenti. La Business Etiquette favorendo un clima positivo nelle relazioni dentro e fuori le mura aziendali, contribuisce alla motivazione e quindi, alla produttività, dell’intero management.


Qual è il ruolo che deve svolgere il maestro di cerimonia? Quali le competenze che devono essere in possesso di chi svolge questa professione?

Nel banchetto rinascimentale era il responsabile oltre che del personale di servizio anche dell’aspetto della tavola. Oggi, è un tecnico, un esperto di Bon Ton e Galateo, che guida con la sua esperienza, frutto di studi e di pratica, lo svolgimento cerimoniale perfetto di un evento, o istruisce tramite corsi, coloro che necessitano per il loro lavoro, di imparare il Galateo.


Lei afferma che quando siamo a tavola non bisogna mai dire “Buon appetito”. Perché?

Non lo afferma Alberto Presutti. Lo afferma il Galateo in relazione all’aneddoto da cui nasce questo “divieto” che vale, soprattutto, per pranzi e cene formali e non certo nell’ambito conviviale famigliare o amicale. Nel Medioevo, i signorotti dell’Italia dei Comuni, solevano imbandire, saltuariamente, ricchi banchetti per ingraziarsi la servitù. Prima di darvi inizio, il signorotto, augurava un sonoro “Buon appetito!”, ma nel senso dispregiativo di: “Abbuffatevi a più non posso, perché chissà quando vi ricapiterà!”. Pertanto, è un augurio poco gentile da rivolgere al proprio ospite.


Il galateo può considerarsi universale o esistono differenze tra culture e quindi tra continenti?

Oggigiorno, nel mondo degli affari, specialmente, la globalizzazione è un dato di fatto. E così, già le aziende, scoprono come ogni Paese, ogni Area geografica, risenta di usi e costumi propri, che, se inosservati, o peggio ignorati, producono missunderstanding o screzi, o possono, addirittura, far saltare affari che parevano già siglati. La conoscenza della cosiddetta Global Etiquette è dunque imprescindibile per tutti coloro che per motivi di lavoro, studio, o semplice turismo, si recano all’estero, in specie in Paesi asiatici o di religione musulmana.





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