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Alberto Presutti collabora con Connecting-Managers e risponde nel Forum quale esperto di Business Etiquette



 
La “Business Etiquette” per un nuovo ambiente di lavoro
a cura del Maestro Alberto Presutti


Nell'Italia degli anni '70, all'ombra della "mega-ditta" e del suo “universo concentrazionario”, spicca, tramite la figura dell’impiegato Fantozzi, la metafora di un vuoto normativo e protocollare che evidenzia drammaticamente l’impermeabilità alle regole e ai codici della “Business Etiquette” del mondo aziendale italiano di quegli anni.

Qualcosa è cambiato quaranta anni dopo?

Se vogliamo dirla tutta, in Italia siamo fermi, per mentalità, al detto :”L’abito fa il monaco”, che esprime un culto dell’immagine e del bello, del tutto fine a se stessi.

Il manager in Italia è spessissimo lasciato a se stesso, nel gestire la sua Brand Image, che coincidendo con quella aziendale, è portata seco, e le buone competenze professionali rischiano di sciogliersi come neve al sole, al primo imbarazzante errore di cerimoniale.

Cosa è la “Business Etiquette”? E’ quell’insieme di regole, cerimoniali, usi e costumi, propri della comunicazione, sia intra che extra aziendale. Se padroneggiata, apporta utilità impagabili, in quanto in ogni situazione professionale, sociale e conviviale, il manager saprà destreggiarsi con stile e contezza di sé individuando sempre una soluzione che sposi l’etichetta con la pragmaticità.

Ma che cosa c'entrano le Buone Maniere e il Galateo con il lavoro e la carriera? E il Bon Ton con la produttività e il successo?

Per la “Business Etiquette” l’essenza del management è l'arte di mobilitare le risorse di tutto il personale, al servizio dell'azienda seguendo determinate regole che armonizzano e motivano la “famiglia” aziendale.

E’ imprescindibile che la Business Etiquette diventi lo “stile differenziale” di un azienda, qualunque sia il suo prodotto, ma anche sposti oltre una visione imprenditoriale che mette il manager al primo posto, senza curarsi che la mancanza di educazione della centralinista, addebita una zavorra pesantissima, all’immagine aziendale, alla “salute” aziendale, per cui pure il personale delle pulizie, perché un ufficio in ordine e ben pulito, è un luogo che “fa la differenza”, ha peso specifico.

Presto “l’economia della conoscenza” svolgerà un ruolo preponderante, perché non vi potrà essere altro modo per raggiungere quelle conoscenze e scoprire tutti quegli aspetti protocollari, propri di un fare impresa dove alla Leadership si sostituisca la “Leaderchic” e le relazioni interne siano all’insegna del ben-essere tra le varie componenti aziendali e il mondo dei contatti esterni.





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