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"Sporco e invadente: quando lo smartphone fa a pugni con il galateo". Intervista ad Alberto Presutti su "Il Messaggero.it"



Sporco e invadente: quando lo smartphone
fa a pugni con il galateo
a cura di Giorgia Cardinaletti

(17 Luglio 2012)

 «Con chi sei a cena? Con il mio telefonino». Un oggetto grande quasi quanto una mano che sta assumendo sempre di più le fattezze di un individuo: un amico, il cosiddetto “più uno” in lista, quel piccolo marchingegno che ha dentro il mondo e che collega tutto il mondo. Così, se alla festa non si conosce nessuno ci si appiglia allo smartphone. Si naviga, si twitta, si posta su Facebook. Oppure si finge una chiamata urgente per sviare una conversazione. Insomma una presenza che ti salva sempre e non ti fa mai fare brutte figure. Perché parlare al telefono o smessaggiare durante cene ed eventi ormai è routine. «Ci stiamo abituando a vedere qualcosa di maleducato, bisognerebbe tornare indietro nel tempo e provare a comportarsi come quando non avevamo i cellulari: potrebbe essere l’unico modo per non sprofondare nell’aridità delle nuove tecnologie». Secondo il maestro Alberto Presutti, esperto di bon ton e galateo, un tempo era tutto più spontaneo: «Ci si presentava, si affrontavano conversazioni banali o magari si commentava il tempo, però si riusciva a rompere il ghiaccio con naturalezza».

Il cellulare a tavola non deve esistere. No, non siamo sul set di un film in costume. Questa è una semplice norma della buona educazione a tavola. Il Wall Street Journal ha stilato un decalogo di consigli per gestire smartphone o tablet durante gli eventi. Come ad esempio non lasciarlo tra i vassoi o non utilizzarlo per fare foto e postarle su tutti i social network. Ebbene, se il Wsj suggerisce accorgimenti particolari per non strafare, secondo Presutti il cellulare andrebbe spento ancor prima di sedersi a tavola: «Non è il massimo dell’igiene: è sporco, si tocca con le mani e poi ci si rimette a mangiare. Quanto alle foto, non dovrebbero essere mai pubblicate senza il consenso delle persone interessate. Espressioni alticce e pose indecorose: ho visto professionisti noti postati in rete in atteggiamenti davvero imbarazzanti».

Galateo a portata di smartphone. “Ibon ton”, “Galateo per ogni occasione”, “Galateo a tavola”. Sono solo alcune delle tante applicazioni per iPhone e iPad che garantiscono rapido apprendimento e ottimi risultati. «Oggi tutti hanno la possibilità di inventarsi queste applicazioni: non sono contrario, possono anche essere utili – commenta Presutti - ma bisogna vedere come sono fatte. Non è escluso che alcune possano generare ancora più confusione. Un libro può aiutare, ma non è detto che risponda a tutte le domande».

Non sarà quindi un’applicazione sull’Iphone a fare la differenza. Dopotutto l’eleganza, come ribadisce il maestro di bon ton, è una questione di stile. Con o senza telefonino.



 
 

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