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"L'Eleganza come marchio di Bon ton ". Per la Rubrica di Alberto Presutti su "Outsidernews"


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Rubrica di "Bon ton"
(18 Febbraio 2012)

L'Eleganza quale marchio di Bon ton


Quale senso ha, oggi, parlare di eleganza? Se il significato originario della parola latina “elegantia” significa “capacità di saper scegliere”, guardiamo oggi gli uomini tutti uguali con il loro “completino” nero o blu, indossato sin dal mattino, quale divisa che dà un senso di sicurezza per sentirsi affermati sul lavoro e cosa allora potremmo dedurre se non che l’eleganza non esiste più!

D’altronde, c’è chi ritiene che l’eleganza sia un dono, un talento innato. E in parte può essere anche vero. Ci sono persone che sanno vestirsi meglio di altre. Ma nessuno è condannato ad essere anonimo o semplicemente banale.

E nessuno per vestire può solamente fidarsi del proprio istinto.

L’eleganza, come suggerisce il Bon ton, è un’arte che possiamo apprendere e coltivare.

Ricordiamoci, infatti, che l’abito ci racconta, parla di noi, dei nostri gusti, della nostra cultura, del nostro ambiente di provenienza, della nostra azienda, della nostra famiglia, di nostra moglie, se siamo sposati. L’abito è spesso decisivo per farci giudicare, dunque!

Quando siamo vestiti bene, ci sentiamo a nostro agio, e questa sensazione positiva la trasmettiamo sia nel lavoro che in società, sia durante un appuntamento galante.

Sempre i latini dicevano che: “Elegantes fortuna adiuvat”. Ma cosa è che rende veramente elegante? E’ seguire una tendenza? E’ fare riferimento ad un “dress-code”? E il “dress-code” soffoca l’individualità? Possiamo essere noi stessi pur rispettando un palinsesto di regole? E se la regola è importante, non lo è ancora di più ciò che la giustifica, cioè il principio?

La risposta a queste domande non può essere univoca, quindi non sarà mai esatta in senso assoluto.

L’Avvocato Agnelli sosteneva che solo a quarant’anni si diventa veramente eleganti. Vent’anni occorrono infatti per apprendere e altri venti per dimenticare. Occorre tempo, dunque, per imparare le regole necessarie del Bon Ton dell’Eleganza e attendere l’ indispensabile oblio per riappropriarsi della libertà e raggiungere l’obiettivo agognato: Il proprio stile.

Uno stile unico, personale, certo rispettoso delle regole del Bon ton ma che possono e anzi devono essere ignorate solo se perfettamente conosciute e così poi reinterpretate con il proprio gusto. Un obiettivo cui molti tendono, pochi però arrivano a raggiungere e troppi invece, purtroppo, continuano ad ignorare.

L’eleganza è un arte che si è affinata fino alla sua essenza. In altre parole è arrivare a comprendere quei punti fermi da rispettare se si vuol essere ben vestiti.

Portare bene una giacca o un tailleur, significa far comprendere agli altri perché si deve indossare questo capo, e solo questo. E perché lo si è scelto per “quella” occasione e non si è scelto un altro capo.

E’ bene affermare un “dress to impress”.

Perché nella vita occorre sapere come presentarsi al meglio. Perché l’abito fa il monaco se siamo monaci interiormente e quindi dietro il vestito non vi sia il vuoto spinto.

Occorre dunque conoscere e seguire il “Percorso del Bon ton dell’Eleganza”, un itinerario fatto di conoscenza dei prodotti, consapevolezza di se stessi e di chi ci circonda, scegliendo con logica i capi da acquistare, sapendo abbinare con gusto i capi da indossare, e soprattutto contestualizzando il giusto abito per ogni occasione.

Una volta percorse tutte queste tappe, si arriverà all’eleganza, la via naturale dell’essere, perché, ricordiamoci che l’eleganza non ha tempo, ma ha il nostro tempo!










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